Spazio, la Russia fissa le priorità per il 2020

Un lancio effettuato dalla base di Bajkonur (Foto: Reuters)

Un lancio effettuato dalla base di Bajkonur (Foto: Reuters)

Il Paese si prepara a lanciare una missione lunare e a costruire un centro spaziale nell’Estremo Oriente

L’Agenzia spaziale federale Roskosmos ha pubblicato il programma statale intitolato “Attività spaziale della Russia per il periodo 2013-2020”. I principali obiettivi delineati nel programma sono, in particolare, l’aumento della produzione dei missili e della tecnologia spaziale per poter conquistare il 16 per cento del mercato globale da qui al 2020; il dispiegamento e la manutenzione di gruppi orbitanti di apparecchiature russe a uso scientifico e socio-economico (ivi compreso il settore russo della Stazione Spaziale Internazionale); la modernizzazione dei cosmodromi di Plesetsk e di Bajkonur;  la costruzione della centrale spaziale di Vostochnyj nella regione dell’Amur nell’Estremo Oriente del Paese, e anche la creazione delle premesse necessarie all’allargamento dei servizi proposti, sulla base dei risultati dell’attività spaziale.

Obiettivo del programma di Stato deve essere la creazione e la messa in servizio di missili spaziali “Angara-A5” , nonché la costruzione della prima (2015) e della seconda (2018) tranche del cosmodromo di Vostochnyj. Il documento riporta  a parte lo sviluppo del Glonass (sistema di navigazione satellitare via radio, ndr): nel 2015 tale sistema dovrà garantire una localizzazione con un’esattezza nell’ordine di 1,4 metri e nel 2020 di circa 0,6 metri. Nell’ambito della ricerca di base, si prevede la creazione di tre osservatori spaziali (Spektr-UF, Spektr M e Gamma-400) e il proseguimento delle missioni delle attrezzature orbitanti Luna-Glob e della sonda di atterraggio Luna-Resurs.

Il problema principale che il programma di Stato dovrà risolvere è legato alla creazione di sistemi spaziali russi a uso scientifico e socio-economico veramente utili per i consumatori. Il documento precisa che l’industria russa di costruzione dei missili occupa nel mercato globale  una “nicchia relativamente stabile, subito dietro agli Stati Uniti e all’Europa”. Per esempio, nel 2011 la percentuale russa di produzione di missili e tecnologia spaziale è stata del 10,7 per cento di quella globale. Il programma nazionale prevede un nuovo aumento di tale percentuale russa sul mercato mondiale, così da portarla al 14 per cento entro il 2015 e al 16 per cento entro il 2020.

Per raggiungere questi obiettivi, l’Agenzia spaziale federale propone una più dinamica e attiva introduzione di tecniche promettenti per la fabbricazione delle strumentazioni, la messa a punto dell’ attrezzatura, un approfondimento degli studi sulla scienza dei materiali, come pure il miglioramento dello sviluppo della base sperimentale in vista della creazione di tecnologie spaziali di punta.

Inoltre, sempre stando a quello che si afferma nel documento, una delle priorità che saranno perseguite è il miglioramento della gestione dell’industria russa che produce missili e apparecchiature spaziali, mettendo in atto un insieme di provvedimenti per ristrutturarla e riequipaggiarla dal punto di vista tecnico. Attenzione particolare sarà quindi accordata allo sviluppo di quegli ambiti di attività, nei quali la Russia possiede un vantaggio  in termini di competitività, come la prestazione dei servizi per la messa in orbita di carichi utili, la costruzione dei motori dei missili e i voli spaziali con personale a bordo.

“Adottando questo programma statale, potremo procedere alla preparazione della bozza del programma spaziale federale per il 2016-2025, tenuto conto che oggi comprendiamo non soltanto ciò che occorre fare, ma anche quanti finanziamenti vi saranno allocati”, ha dichiarato una fonte di  Kommersant all’interno dell’Agenzia spaziale.

Per realizzare il programma statale entro il 2020, sarà indispensabile mobilitare circa 2.100 miliardi di rubli (52,5 miliardi di euro), ricorrendo anche a fonti extra-budget. 

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