Kirovles, confermata l'incriminazione per Navalny

Il blogger russo Alexei Navalny è stato accusato di appropriazione indebita di legname e per questo verrà processato (Foto: Kommersant)

Il blogger russo Alexei Navalny è stato accusato di appropriazione indebita di legname e per questo verrà processato (Foto: Kommersant)

Il blogger russo, a capo del movimento di opposizione, è stato formalmente accusato di appropriazione indebita e rischia fino a dieci anni di carcere

Riflettori accesi sulla vicenda Kirovles. Il 18 gennaio 2013 la Commissione Investigativa russa ha formalmente accusato il leader russo dell’opposizione Alexei Navalny di appropriazione indebita di 10.000 metri cubi di legname da costruzione presso l’impianto statale di produzione Kirovles, che si presume sia avvenuta tra i mesi di maggio e settembre 2009. In quel periodo Navalny era consulente del governatore di Kirov, Nikita Belykh, ex capo del partito liberale Unione delle Forze Giuste. Il 21 gennaio 2013 è arrivata la notifica delle accuse.

Si stima che per questo il buco venutosi a creare nella regione di Kirov sia intorno a 16 milioni di rubli (circa 530.000 dollari). In base alle accuse formulate il 18 gennaio 2013, Navalny – famoso blogger anti-corruzione, membro del Consiglio di coordinamento che ha lanciato il progetto RosPil per monitorare ufficialmente gli ordini statali postati on line – rischia fino a dieci anni di reclusione e una multa pari a un milione di rubli (circa 33.000 dollari).

Secondo quanto si legge nella dichiarazione della Commissione Investigativa, Navalny colluse con il direttore di Kirovles Petr Ofitserov e con Vyacheslav Opalyov,  direttore della compagnia che rivendette il legname, Vyatskaya Lesnaya Kompaniya, per appropriarsi indebitamente dei beni appartenenti alla Kirovles. A dicembre 2012 Vyacheslav Opalyov è stato giudicato colpevole da un tribunale per abuso di potere ed è stato condannato a quattro anni di reclusione con la condizionale.

Navalny ha respinto tutte le accuse e smentisce categoricamente di aver commesso un reato. L’inchiesta al momento è nella sua fase risolutiva, si legge ancora nella dichiarazione della Commissione investigativa, e Navalny si sarebbe rifiutato di testimoniare.

“Tornato dalla Commissione investigativa”, ha twittato Navalny subito dopo che la Commissione aveva annunciato di averlo accusato formalmente. “Nuovo team di investigatori lavora al caso Fratelli Navalny. E così sono già 11. Questi di che cosa si occuperanno?”.

A dicembre 2012 la Commissione investigativa aveva avviato un’inchiesta per un altro caso, riguardante Alexei Navalny e suo fratello Oleg, manager del Russian Post. I fratelli Navalny sono sospettati di truffa e riciclaggio di denaro. Secondo la Commissione investigativa, tramite un contratto di spedizione si sarebbero indebitamente appropriati di 55 milioni di rubli (circa 1 milione e ottocentomila dollari).

In una terza inchiesta ancora, Alexei Navalny è stato accusato di essersi indebitamente appropriato di fondi appartenenti al partito Unione delle Forze Giuste, che ha trasferito cento milioni di rubli (3 milioni e trecentomila dollari) sul conto dell’agenzia pubblicitaria Allekt di Navalny nel 2007. A dicembre 2012, l’agenzia stampa Ria Novosti ha riferito che l’ex leader dell’Unione delle Forze Giuste,  Leonid Gozman, aveva dichiarato di non essere a conoscenza del fatto che fossero spariti dei soldi.

Navalny ha sempre respinto tutte le accuse.

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