Con l’Europa per una nuova collaborazione

Disegno di Tatiana Perelygina

Disegno di Tatiana Perelygina

I rapporti tra Mosca e Bruxelles sono e restano fortemente interdipendenti, nonostante le relazioni bilaterali abbiano subito, nell'ultimo periodo, un duro colpo. Ma il quadro attuale, se gestito bene, potrebbe offrire vantaggi reciproci

I rapporti tra Russia e Unione Europea, in passato definiti “partnership strategica”, si trovano attualmente in una crisi profonda. A causa della guerra in Ucraina e dell’introduzione delle sanzioni, quasi tutti i settori di collaborazione bilaterale sono stati congelati.

L’origine della frattura

La guerra in Ucraina ha reso tutto molto più complicato da gestire, ma credo che il vero problema sia la diversa visione dell’ordine europeo: per anni noi europei siamo stati convinti che il modello che avrebbe governato i rapporti tra Mosca e Bruxelles sarebbe stato di cerchi concentrici, dove la cooperazione con la Russia si sarebbe avvicinata, non dico a un’adesione, ma almeno a un’associazione. In questo contesto ci si immaginava una sempre più stretta collaborazione di Mosca all’interno di quello che oggi rappresenta il modello europeo, e non due identità con attori ben diversi e separati.

Nel corso degli anni precedenti, molto prima della crisi in Ucraina, ci sono però stati dei segnali concreti: per esempio il famoso discorso di Putin alla conferenza di Monaco nel 2007 e altri campanelli d’allarme come la guerra in Georgia nel 2008. In quel momento non sono stati ascoltati, provocando il progressivo distacco tra le due parti. 

La necessità di un nuovo modello

Il “partenariato strategico” deve avere come base il pieno rispetto del diritto internazionale. Possiamo immaginare che il conflitto nel Donbass nel tempo venga risolto, però è difficile immaginare che la Crimea venga “disannessa” e che quindi si possa tornare a un tipo di “partnership strategica”. Chiaramente il rapporto tra l’Unione Europea e la Russia è un rapporto che dovrà comunque essere gestito, poiché le due parti sono interdipendenti. Da un lato c’è un limite per lo sviluppo dei rapporti tra la Russia e la Cina e dall’altro l’Unione Europea deve invece tener presente che la Russia è e resta il suo vicino. Quindi dobbiamo in qualche modo trovare un modus vivendi. Sicuramente però non sarà più il modus vivendi del passato: tutto quello che è successo è successo. Non si può più tornare indietro.

Cinque principi per (ri)costruire le relazioni con Mosca

Il primo passo per il rilancio del dialogo con la Russia è già stato compiuto: il 14 marzo i ministri degli Esteri dei Paesi membri della UE hanno adottato all'unanimità cinque principi che costituiscono la base per la costruzione delle relazioni con Mosca: il pieno rispetto degli accordi di Minsk; il rafforzamento delle relazioni tra l'UE e i partner orientali e il rafforzamento della stabilità interna della UE; la cooperazione selettiva con la Russia in base agli interessi comuni; il sostegno alla società civile. 

Il cuore di questa proposta è l’idea di “engagement selettivo”, basato sul concetto che indietro non si può tornare e che quindi non si può più parlare di una piena collaborazione. Detto questo, deve esserci (e può esserci) una “cooperazione selettiva”: noi come Unione Europea dobbiamo cercare di capire e decifrare quali siano le nostre aree di interesse. 

Spesso ci si chiede se la Russia per l’Europa rappresenti più una sfida o un’opportunità. Credo che attualmente si stia percependo più come una sfida. Ma penso che si tratti di una sfida reciproca, che nel tempo sta però offrendo a entrambe le parti anche delle opportunità. 

Tuttavia al giorno d’oggi ci riscopriamo interessati a collaborare con Mosca in vari campi: dalla lotta contro il terrorismo internazionale alla ricerca e all’innovazione, dalle questioni climatiche alle infrastrutture e così via. La lista può essere molto più lunga. Laddove si registra una convergenza di interessi, allora ci si può confrontare, cercando di intavolare un nuovo modello di dialogo basato sulla consapevolezza che nei fragili rapporti tra Ue e Russia ci sia un forte elemento di interdipendenza che non può essere ignorato. Proprio questo elemento di interdipendenza potrebbe essere in qualche modo considerato un punto di partenza per l’eventuale rilancio delle relazioni bilaterali tra Mosca e Bruxelles.

Nathalie Tocci è vicedirettore dell'Istituto Affari Internazionali, editor della rivista The International Spectator, Special Advisor dell'Alto rappresentante Mogherini sulla nuova strategia di politica estera dell'Unione Europea

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