L’Ossezia del Sud e l’ipotesi annessione

Festeggiamenti per le strade ossete in occasione dell’anniversario dell’indipendenza della Repubblica del Caucaso

Festeggiamenti per le strade ossete in occasione dell’anniversario dell’indipendenza della Repubblica del Caucaso

Reuters
Il Presidente della Repubblica caucasica Leonid Tibilov ha annunciato di voler indire un referendum sull’annessione del proprio Paese alla Russia. Ma, secondo alcuni opinionisti, Mosca non sarebbe ancora pronta per questa svolta

Il Presidente dell'Ossezia del Sud, Leonid Tibilov, sta per indire un referendum sull’annessione della repubblica alla Russia. Questa dichiarazione, secondo quanto ha comunicato l'ufficio stampa del presidente, sarebbe stata da lui rilasciata il 19 ottobre 2015 nel corso di un incontro a Tskhinval, con l’assistente del Presidente della Federazione Russa, Vladislav Surkov. “L’attuale situazione politica ci costringe ad attuare una scelta storica”, ha dichiarato Tibilov, aggiungendo che quello dell'annessione alla Russia è un sogno coltivato da secoli dal popolo dell’Ossezia del Sud.

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Una questione problematica

Tuttavia Mosca, come sembra evidente, non è disposta a prendere sul serio simili dichiarazioni e non intende dar corso legale al referendum. “Mosca è soddisfatta della rapidità con cui sta evolvendo il processo d’integrazione e non vede la necessità di stimolare ulteriormente tale processo”, ha spiegato a Rbth una fonte vicina al Cremlino, il politologo Aleksey Chesnakov, ex vice direttore del Dipartimento di Politica interna. Le dichiarazioni di Tibilov, a detta di Chesnakov, non farebbero che confermare l’immutabilità delle priorità strategiche dell’Ossezia del Sud, “ma ciò non presuppone comunque un immediato avvio della procedura del referendum”.

Il presidente della Commissione della Duma di Stato per gli affari della Csi, l’integrazione eurasiatica e i rapporti coi connazionali, Leonid Slutsky, ritiene anche che l’accordo siglato a marzo di quest’anno sull’alleanza e l’integrazione sia sufficiente. Il trattato, in particolare, prevede la fusione delle polizie frontiera dell’Ossezia del Sud e della Russia, dei ministeri della Difesa e dell’esercito. E, inoltre, “la Russia s’impegna a investire massicciamente nell’economia dell’Ossezia del Sud”, aggiunge il deputato nell’intervista rilasciata a Rbth.

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La quota di fatturato della Federazione Russa nel bilancio della repubblica supera il 90%. “Rispetteremo la volontà del popolo sovrano, ma nel caso si determinasse una situazione geostrategica complessa la questione [dell’annessione alla Federazione Russa] si farebbe problematica. Attualmente mi asterrei dal dare al riguardo una valutazione positiva o negativa” aggiunge Slutsky.

Tuttavia, è difficile ipotizzare che una personalità ragguardevole come il Presidente dell’Ossezia del Sud non sia consapevole della situazione o non si sia consultato su tali questioni con Mosca”, rileva il direttore del Centro si studi sui paesi della Csi, Konstantin Zatulin. Non solo Tibilov, tra gli alti dignitari della repubblica, a rilasciare di tanto in tanto simili dichiarazioni, là tutti sono consapevoli che esplicitare il desiderio di ammissione non significhi automaticamente attuare tale piano, afferma Zatulin, anche se l’idea raccoglie molti consensi tra l’elettorato. Ravviso comunque una netta differenza che esiste tra le aspirazioni dell’Ossezia del Sud volte all’annessione e quelle dell’Abkhazia che mira a costituire uno Stato indipendente”, afferma l’esperto.

L’Ossezia del Sud è una repubblica solo parzialmente riconosciuta (a riconoscere la sua indipendenza dalla Georgia sono attualmente Russia, Nicaragua, Nauru e Tuvalu). La Russia aveva riconosciuto la sua indipendenza nel 2008, al termine del conflitto durato cinque anni con la Georgia. Leonid Tibilov ha ricordato che già nel 1992 gli abitanti dell’Ossezia del Sud avevano votato a favore di un ingresso della repubblica nella compagine della Federazione Russa [allora per il “sì” si era espresso il 99,89% degli elettori], mentre nel 2006 la repubblica aveva indetto un altro referendum per il riconoscimento dello status di Stato indipendente.

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