Popolazione sempre più vecchia: una minaccia per l'economia del Paese?

Vignetta di Alexei Iorsh

Vignetta di Alexei Iorsh

Rischi e previsioni di una Russia dove il numero di anziani risulta in crescita rispetto a quello dei giovani

Secondo gli esperti della Banca Mondiale, l’invecchiamento della popolazione rappresenterebbe una delle maggiori minacce per l’economia russa. Il progressivo invecchiamento della popolazione appare una delle sfide globali al progresso economico e sociale sia dei Paesi avanzati che di quelli in via di sviluppo. Per questo tale problema risulta di estrema attualità anche per la Russia.

Il mercato del lavoro russo vede oggi impegnata la generazione poco numerosa degli anni '90, mentre la folta generazione degli anni '50 è ormai andata in pensione. Molto probabilmente questo avrà come ricaduta che già dopo il 2035 il numero dei lavoratori per i quali i datori di lavoro hanno pagato contributi speciali, risulterà minore rispetto a quello dei pensionati che in misura rilevante andranno a gravare sul sistema pensionistico. In queste condizioni diventa particolarmente attuale la questione di un utilizzo efficace del potenziale delle vecchie generazioni. Dall’analisi delle stime ufficiali emerge in Russia una crescita significativa del livello occupazionale della popolazione russa a partire dal 2000 sia tra gli uomini (6,7 %) che tra le donne (6,1%). Al contempo il livello occupazionale appare aumentato innanzi tutto per tra i cittadini di età superiore ai 55 anni. 

Nonni allo specchio

Si possono distinguere alcuni fattori che determinano l’uscita delle fasce più anziane dal mercato del lavoro: in primo luogo le condizioni di salute e la stanchezza fisica. Le persone più anziane in cattive condizioni di salute finiscono in una sorta di trappola: da un lato non riescono a essere produttive, dall’altro la mancanza di uno stipendio adeguato non gli consente di investire nella propria salute. A sua volta il peggioramento delle condizioni di salute provoca spesso la loro uscita dal mercato del lavoro. Perciò lo sviluppo di forme flessibili di occupazione garantirebbe un efficiente utilizzo delle competenze professionali e dell’esperienza dei lavoratori di una certa età nel mercato del lavoro. Un altro fattore ad ostacolare l’occupazione dei lavoratori non più giovani è la necessità del ricambio generazionale per lasciare liberi i posti ai nipoti, che costringe spinge i lavoratori anziani  ad andare in pensione. È quindi importante creare delle condizioni per lo sviluppo di un mercato di fornitori privati di servizi per l’uscita dal mondo del lavoro. Inoltre, i lavoratori in età pensionabile e prepensionabile sarebbero disposti a seguire dei corsi di formazione e aggiornamento per acquisire nuove competenze se vi fosse un’adeguata domanda di riqualificazione professionale. 

Al tempo stesso i dati in possesso dei datori di lavoro attestano che i lavoratori anziani che frequentano corsi di formazione finalizzati all’accrescimento della loro preparazione professionale appaiono in misura minore rispetto agli altri dipendenti delle società nel loro complesso. Persino i datori di lavoro più interessati ai lavoratori anziani non assumono nessuna iniziativa per incentivarli a non abbandonare il lavoro. Inoltre, dopo aver raggiunto l’età pensionabile, spesso molti lavoratori si scontrano con le esigenze del datore di lavoro che li spinge ad abbandonare il lavoro e ad andare in pensione.

Due donne per ogni uomo

Nel complesso non è possibile ridurre le conseguenze negative dell’invecchiamento della popolazione senza una strategia politica da parte dello Stato. In particolare, in Russia, così come nel resto del mondo, diventa indispensabile farsi carico della formazione professionale per l’intero arco della vita del lavoratore, il che comporta un aumento dell’accessibilità e della qualità dei servizi attraverso una costante e ininterrotta formazione per tutti gli abitanti del Paese. Inoltre la formazione dei futuri pensionati deve avvenire evitando contemporaneamente discriminazioni nei loro confronti nel mercato del lavoro. 

L’autrice è Elena Grishina, direttrice del Centro di ricerca sui sistemi pensionistici e sulle previsioni attuariali nella sfera sociale dell’Istituto di ricerca sociale e bilanci attuariali dell’Accademia presidenziale dell’Economia nazionale e della pubblica amministrazione

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