La nuova dottrina militare

Vignetta di Alexei Iorsh

Vignetta di Alexei Iorsh

Verrà presto siglato il documento che definirà le nuove strategie per la sicurezza del paese, per delineare gli obiettivi e le missioni delle forze armate russe, alla luce della delicata situazione internazionale

Il Presidente russo Vladimir Putin alla fine di novembre è stato impegnato nella tradizionale serie di consultazioni con i massimi responsabili delle forze armate e delle industrie che lavorano nel settore della Difesa. Questi incontri erano dedicati all’analisi del bilancio di esercizio operativo dell’anno che si sta per concludere, ma anche ai piani previsti per l’anno 2015, alla discussione intorno al nuovo programma statale di armamento per il periodo 2015-2025, ai preparativi legati alla pubblicazione del “Libro Bianco” della Difesa russa, e anche alla nuova versione della dottrina militare.

Il "Libro bianco" e il ritratto delle forze armate

Durante tutta la storia di Unione Sovietica prima, e della nuova Russia poi, il “Libro bianco” non è mai stato pubblicato. Tuttavia, nel corso degli ultimi anni sono state lanciate numerose iniziative volte a presentare a tutto il mondo un panorama completo dell’esercito russo e delle sfide alle quali quest’ultimo deve fare fronte. Ci riferiamo, per esempio, alla brochure comparsa nel 2007 e intitolata “Obbiettivi attuali dello sviluppo delle forze armate della Federazione Russa”. In ogni caso, pur tenendo conto delle differenze in termini di contenuti, risulta relativamente difficile paragonare questa pubblicazione ai diversi “Libri bianchi” pubblicati ogni anno nei più importanti Stati del mondo.

 
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In linea di principio gli obbiettivi, le missioni e i limiti delle attività delle forze armate del paese dovrebbero figurare nella nuova versione della dottrina militare. Quella attualmente in vigore è stata approvata con decreto presidenziale nel 2010. Da allora, il contesto internazionale, come pure la situazione interna, è notevolmente cambiata. Le relazioni tra la Russia e gli Stati Uniti si sono deteriorate, ma così pure quelle con la più importante organizzazione sotto tutela americana: l’Alleanza Atlantica.

In Siria infuria una guerra civile mentre lo Stato Islamico, organizzazione religiosa estremista, ha preso il potere nel nord dell’Iraq. Stati Uniti e Nato schierano le componenti di un sistema antimissile alle frontiere della Russia. Violando l’atto costitutivo stesso all’origine delle relazioni tra Russia e Nato, alcune basi americane e dell’Alleanza Atlantica sono state aperte nelle immediate vicinanze della Russia. Le esercitazioni militari della Nato si svolgono proprio alle nostre porte, mentre le navi dell’Alleanza solcano le acque in prossimità delle nostre frontiere nel Mar Nero e nel Mar Baltico. Ed è in corso anche una guerra psicologica dell’informazione. Tutto ciò deve essere rigorosamente concettualizzato allo scopo di elaborare una nuova teoria e una nuova pratica destinata a contrastare la strategia aggressiva dei paesi occidentali: così crede il Consiglio di Sicurezza nazionale russo, che ha dato così il suo avallo alla messa a punto di nuove misure politiche e militari destinate a dissuadere i potenziali nemici.

 
Un nuovo missile cruise
per la flotta navale

Il potenziale nemico

Da tutto ciò nasce la seguente domanda: il concetto di “nemico potenziale” sarà introdotto nella nuova versione della dottrina militare? E chi sarà designato con questa definizione nella dottrina? I redattori della dottrina del 2010 avevano accuratamente evitato di far uso di questo concetto, anche se Stati Uniti e Nato da parte loro designano la Russia come potenziale nemico. Altra questione di primaria importanza che compare nella nuova versione della dottrina militare è quella che riguarda i principi relativi all’utilizzo dell’arsenale nucleare. Al riguardo di questo argomento sono sorte numerose controversie. Molti esperti russi affermano che è necessario che nella dottrina sia esplicitato il diritto della Russia di effettuare un blitz nucleare preventivo per difendere la propria indipendenza e sovranità in presenza di un nemico che abbia forze superiori.

Altri esperti dal canto loro sostengono che una mossa di questo tipo comporterebbe ripercussioni estremamente negative nell’opinione pubblica internazionale. Il generale d’armata Yuri Baluevsky, ex capo di stato maggiore delle forze armate russe e primo viceministro della Difesa (2004-2008), che ha partecipato alla redazione della dottrina militare 2010, dice di non aver mai pensato di includere nelle dottrine militari del 1993 e del 2000 la possibilità di utilizzare armi nucleari nell’ambito di blitz preventivi. Questo punto non compare neppure nella dottrina del 2010, e secondo lui questa eventualità non dovrebbe figurare neanche nella nuova versione della dottrina militare. La Russia non crede in approcci di questo tipo per risolvere le ostilità internazionali più gravi. Facendo un confronto con la terminologia adottata dalla Nato, la dottrina militare russa si basa sul principio della “dissuasione nucleare difensiva”. Secondo il generale Baluevsky, questo stesso principio assai verosimilmente comparirà nella nuova versione della dottrina militare.

Quest’ultima fornirà sicuramente alcune risposte alle domande concernenti le contromisure nell’ambito della guerra psicologica dell’informazione in corso al momento contro il nostro paese da parte di alcuni paesi occidentali, la loro stampa tradizionale e i loro media informatici. Per altro, la nuova dottrina militare fornirà anche risposte al problema del cyber spionaggio e degli attacchi informatici, come pure all’installazione del sistema antimissilistico globale, a prescindere da quali siano le motivazioni addotte per giustificarlo. La nuova versione si occuperà anche del problema dello sviluppo delle armi nucleari fuori dal territorio nazionale, delle reazioni alla teoria e alla strategia d’uso dei Prompt Global Strikes (progetto militare strategico che permetterebbe di colpire con armi convenzionali di estrema precisione un bersaglio posto ovunque nel mondo in un tempo inferiore a un’ora, ndr), dei tentativi miranti a posizionare armi nello spazio, delle responsabilità legate all’utilizzo di droni aerei nella lotta contro il terrorismo e dei responsabili della morte di civili.

Naturalmente, è fondamentale altresì definire i mezzi e i metodi che permettono di evitare le rivoluzioni colorate e le ingerenze degli stati stranieri negli affari interni di questo o quel paese. A giudicare dalle opinioni di numerosi esperti militari pubblicate sulla stampa, la nuova versione della dottrina militare sarà ovviamente più severa della precedente nelle sue valutazioni e nelle sue conclusioni. E l’unica ragione è la situazione attuale che predomina nelle relazioni tra Russia e Occidente.

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