L'importanza del Forum

Vignetta di Konstantin Maler

Vignetta di Konstantin Maler

A San Pietroburgo, dal 22 al 24 maggio, si discute di scenari economici globali. Per tracciare la rotta per uno sviluppo condiviso

“Erano i tempi migliori, erano i tempi peggiori…”. Le righe di apertura di “Storia di due città” di Charles Dickens possono essere considerate un riferimento insolito per lo SPIEF 2014 di quest’anno, il Forum economico internazionale di San Pietroburgo, ma esprimono bene parte dell’incertezza dell’epoca che ci troviamo a vivere in Russia e altrove. Il Forum capita in un periodo rispetto al quale la posizione della Russia nel consesso economico internazionale assai difficilmente è stata maggiormente soggetta a discussione e allo sguardo indagatore altrui. Gli sviluppi geopolitici concernenti la crisi oggi in corso in Ucraina renderanno vivaci, ed è dir poco, molti dei colloqui e dei dibattiti che lo SPIEF ospiterà nel 2014, rendendo una vera sfida ospitare questo evento, soprattutto per gli organizzatori, ma anche un’occasione interessante come poche.

Nel corso degli ultimi anni lo SPIEF si è costituito come una delle piattaforme più importanti nelle quali la Russia si rapporta alla comunità imprenditoriale internazionale. La portata e l’alto livello degli appuntamenti del Forum si sono evoluti in maniera significativa, i contenuti sono migliorati in termini di qualità, di ampiezza degli argomenti trattati, di levatura degli oratori che vi intervengono, e sicuramente l’infrastruttura fondamentale dell’evento è assurta ormai a livello mondiale. Sotto tutti i punti di vista, lo SPIEF è un appuntamento di primo piano “dei grandi e dei buoni” al quale molti in Russia e all’estero non vedono l’ora di prendere parte ogni anno. A mano a mano che l’economia russa andava crescendo, e l’integrazione della Russia con l’economia globale andava aumentando, il livello di interesse per la Russia intesa sia come mercato sia come attore del mercato si è ampliato.

Il Forum è diventato più significativo e importante per la comunità imprenditoriale globale. Io penso che sia giusto affermare che il successo che la Russia ha conseguito negli ultimi dieci anni modernizzandosi come paese e come economia si riflette nel successo dello SPIEF e che in parte esso rifletta l’impatto del Forum come finestra attraverso la quale gli uomini d’affari stranieri possono vedere la Russia in una nuova luce, dando impulso e nuovo slancio agli affari e agli investimenti nel paese. Anche se il Forum non riguarda esclusivamente la Russia, come suggerisce il suo stesso nome è un forum economico internazionale, palesemente concepito per aiutare la Russia a mettere il paese sulla carta geografica economica globale, fornendole una piattaforma idonea sia per raccontarne la storia, sia per cercare di impegnarsi in una ponderata leadership globale, sia per trarne beneficio.

Ironicamente, le controversie di quest’anno su chi si presenterà o non si presenterà al Forum, servono soltanto a mettere in luce il modo significativo col quale è percepito il Forum in qualità di appuntamento di lavoro nel quale gli uomini d’affari più importanti e i leader più esperti si ritrovano e fanno rete in relazione agli sviluppi e ai trend economici globali e regionali. Tutto ciò accentua la posizione che la Russia occupa nell’economia globale e incoraggia a stringere rapporti economici più stretti, a livello regionale e globale. Forti legami economici e una crescita nei rapporti commerciali portano molti benefici. La maggiore integrazione economica dell’Europa negli ultimi 70 anni sicuramente è stata un fattore di importanza determinante per superare una storia continentale fatta di conflitti e guerre. Io penso che l’attività economica abbia un ruolo da giocare nel dare forma all’agenda riguardante gli sviluppi politici regionali e globali, aiutando a garantire stabili relazioni economiche e politiche tra i paesi che consentano a tutti i partiti di trarre benefici da maggiori livelli di investimento, attività economiche e, in definitiva, maggiore prosperità per i loro cittadini. Incoraggiare più stretti legami economici è chiaramente un aspetto critico della dichiarazione di intenti per il Forum, ed è molto valida.

Come qualsiasi altro anno, sarà interessante a San Pietroburgo essere aggiornati dai colleghi di tutto il mondo e scoprire come vedono l’immediato futuro. Benché non sia ufficialmente in agenda, inevitabilmente si parlerà molto di Ucraina, ed è giusto e sano che un simile pubblico di tutto rispetto sia in grado di parlare di una situazione così complessa. Noi che apparteniamo alla comunità economica per fortuna possiamo essere parte del processo col quale si porteranno avanti le cose verso un’agenda più positiva per l’Ucraina. Sicuramente, non credo che la Russia abbia un interesse concreto per un’Ucraina in difficoltà in campo economico. Penso anche che è stato un male per la Russia che l’Ucraina abbia avuto una performance economica così scarsa per molti anni. Se dalle odierne difficoltà nascerà un’Ucraina più stabile e più prospera, con una governance migliore e prospettive più solide per una sostenuta crescita economica, non sarà solo una buona notizia per gli ucraini, ma probabilmente avrà ricadute economiche positive anche per la Russia, uno dei paesi partner commerciali economicamente più vicino e suo vicino.

Per ciò che riguarda lo SPIEF 2014 è importante essere sicuri che l’Ucraina non sia l’unico argomento di conversazione: c’è una miriade di altre questioni importanti delle quali merita discutere e che riguardano la Russia e l’economia globale. Uno dei punti di forza del Forum tutti gli anni è che si parla appunto di un’ampia gamma di argomenti. Nel 2014 i delegati allo SPIEF affronteranno ancora la sfida di scegliere gli argomenti di cui occuparsi e con i quali interessarsi che riterranno prioritari nel menù delle sessioni. A livello personale, non vedo l’ora di prendere parte a un paio di sessioni particolari, quest’anno, sessioni che hanno a che vedere con questioni cruciali sul talento: per esempio il dibattito sulla necessità di una road map che migliori il sistema universitario russo, e una che si concentri sull’importanza del talento per il business. Penso che l’economia globale del XXI secolo sarà dominata da due cose: la prima sono gli sviluppi tecnologici, la seconda la concorrenza dei talenti. Quest’ultima corsa sarà una competizione globale. I paesi, le città e le aziende di successo saranno quelli che avranno una forza lavoro con alte competenze, in grado di apportare valore aggiunto, insieme a idee, prodotti e servizi innovativi. State pur certi che essere competitivi in fatto di livello di istruzione sarà uno dei fattori cruciali per determinare dove si registreranno crescita economica e prosperità nel mondo. Naturalmente, questo è soltanto il mio punto di vista. Sono impaziente di ascoltare quelli altrui a San Pietroburgo.

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