Il potenziale dei Brics non è affatto esaurito

Vignetta di Niyaz Karim

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Rosee le previsioni per il 2014 sui fattori di crescita, Pil, esportazioni dei Paesi emergenti che fanno parte del gruppo, Brasile, Russia, Cina, India e Sud Africa

Le previsioni di un imminente tramonto dei Paesi Brics come locomotiva dell'economia mondiale sono premature: gli esperti russi ne sono convinti. Le potenzialità economiche dei Paesi che formano questo raggruppamento informale sono tutt'altro che esaurite.

Fino a poco tempo fa il tasso di crescita economica dei Paesi Brics superava di gran lunga quello dei Paesi del G7. Ora la crescita è nettamente rallentata, come quella di tutti i mercati dei Paesi in via di sviluppo. Alla fine del 2013 il PIL della Russia aumenterà dell'1,5-1,8 per cento; in Cina e in India l'indice sarà più alto, è vero, pur sempre lontano dalle vette di un tempo; e in Brasile non vi sarà alcun incremento. L'economista americano Nouriel Roubini, esperto nella previsione delle crisi, ha già pronosticato un mesto futuro ai Paesi membri del blocco.

Credit: Alena Repkina

Gli enti sovranazionali,
tra cui i Brics, in questa
infografica 

Eppure, a quanto pare i pessimisti sono stati troppo frettolosi. Almeno per i prossimi 3-5 anni i Paesi Brics resteranno ai primi posti per la crescita tra le economie mondiali, e già a partire dal 2014 il loro lieve rallentamento cederà il posto a una nuova accelerazione. 

Lo testimoniano le previsioni sulla dinamica del Pil dei Paesi Brics per il 2014 stilate da Russia Oggi sulla base dei risultati di un sondaggio condotto tra gli analisti all'inizio di ottobre 2013 e sulla base del World Economic Outlook di ottobre 2013 del Fondo Monetario Internazionale.

Al sondaggio hanno partecipato gli analisti dell'Istituto di ricerca sui mercati in via di sviluppo Skolkovo William Wilson e Christopher Hartwell, il responsabile dell'analisi economica della banca britannica Coutts & Co Mark McFarland, l'analista senior dell'Agenzia nazionale di rating Maksim Vasin, il collaboratore dell'Accademia russa dell'economia nazionale e dell'amministrazione pubblica sotto il patrocinio del presidente della Federazione Russa Emil Martirosjan e l'analista di Investcafé Timur Nigmatullin.

L'ottimismo degli esperti sulle prospettive dei Paesi Brics si basa su quattro fattori, primo fra tutti l'aumento dei consumi interni degli stessi Paesi membri del gruppo, dovuto sia all'incremento demografico che alla trasformazione della struttura dei consumi e all'aumento del numero dei cittadini più abbienti. "Per molte corporazioni transnazionali statunitensi ed europee i mercati dei Paesi Brics sono diventati non solo delle basi di produzione, ma anche dei grandissimi mercati di vendita, con un potenziale in crescita per le start up di successo nel settore informatico", ha sottolineato Martirosjan.

Un altro fattore è quello della trasformazione e della modernizzazione dell'industria, che punta verso una più rapida circolazione di merci e servizi. Il terzo fattore è la forte partecipazione dello Stato all'elaborazione della politica economica e, di conseguenza, l'alta percentuale di investimenti statali in varie forme. Il quarto fattore sarà rappresentato dall'uscita lungamente attesa dell'Unione Europea dalla recessione e dall'accelerazione del tasso di crescita dell'economia degli Stati Uniti.

All'interno del gruppo Brics il Paese leader per tasso di crescita del Pil per il 2014 rimane ancora la Cina. La stima più bassa, 7,4 per cento, è stata quella degli analisti di Skolkovo; la più alta, 8,2 per cento, è arrivata dagli esperti del Fondo Monetario Internazionale.

Al secondo posto ci sarà l'India. La previsione più ottimistica di crescita della sua economia è stata fatta dai rappresentanti dell'Fmi: 6,23 per cento. I più prudenti sono stati ancora una volta gli analisti di Skolkovo, con solo il 4,5 per cento. 

I dati economici russi
(marzo 2013)
in questa infografica 

Le opinioni degli esperti divergono a proposito di quale Paese, Russia o Brasile, occuperà il terzo posto nella classifica dei Brics per l'anno 2014. Mark McFarland ritiene che il terzo posto andrà alla Russia, con un tasso di crescita stimato del 3 per cento, vale a dire circa il doppio di quello attuale. Esso sarà possibile grazie a un significativo rafforzamento dei consumi interni e all'aumento delle esportazioni nette di idrocarburi. Sono d'accordo con McFarland anche Nigmatullin di Investcafé e gli analisti di Skolkovo. "In Russia il raddoppiamento del tasso di crescita sarà possibile se aumenterà la spesa da parte dei consumatori. Le esportazioni di materie prime energetiche sono in una fase di stabilità, le spese statali sono contenute, e gli investimenti restano deboli", osservano William Wilson e Christopher Hartwell. L'Fmi, come di consueto, è più ottimista e prevede che la crescita in Russia nel 2014 sarà del 3,7 per cento.

Secondo McFarland, un fattore determinante per il Brasile (oltre all'aumento dei consumi interni) sarà rappresentato dalla spesa per le infrastrutture. L'esperto si dice convinto che il Brasile nel 2014 avrà un tasso di crescita pari solo al 2,4 per cento. Poco più alta, del 2,5 per cento, è la previsione degli esperti di Skolkovo. Questi ultimi ritengono che la crescita si baserà sull'aumento degli investimenti, ma le esportazioni ristagneranno per via della scarsa domanda di merci brasiliane da parte della Cina.

Anche per il Sud Africa si prevede il superamento della soglia del 3 per cento del tasso di crescita del Pil: stando alle stime dell'Fmi, il Paese otterrà un indice di crescita del 3,3 per cento.

Secondo le previsioni degli esperti, la Cina sarà al primo posto anche per il contenimento dell'inflazione, che si presume sarà solo del 2,9 per cento per il 2014. Negli altri Paesi del gruppo questo indice sarà notevolmente più alto: 5,5 per cento in Russia, 6 per cento in Brasile e 8,9 per cento in India, secondo McFarland. "Il vantaggio della Cina rispetto ai suoi partner Brics consiste nel fatto che il basso livello di inflazione previsto permetterà alla Banca centrale e al governo di Pechino di mettere in atto in caso di necessità un ampio spettro di misure di incentivo del credito, monetarie, tributarie e di bilancio, senza però causare un aumento dell'inflazione", osserva l'esperto.

Gli analisti prevedono anche un incremento degli scambi commerciali all'interno del gruppo Brics. Nei primi sette mesi del 2013 il volume degli scambi tra la Russia e gli altri Paesi del gruppo è diminuito dello 0,6 per cento (scendendo a 58 miliardi di dollari). Entro la fine del 2013, però, questo ritardo dovrebbe essere compensato da un aumento del ritmo di crescita e per la fine del 2014 è atteso un aumento dell'1-2 per cento, si dice convinto Nigmatullin. In totale, il 12,5 per cento del volume degli scambi commerciali della Federazione Russa con l'estero riguarda i Paesi Brics. Il principale partner commerciale della Federazione Russa è la Cina, con il 10,5 per cento di tutto il commercio estero del nostro Paese.

Esiste un certo margine di crescita del commercio, dovuto alla diversa struttura delle economie dei vari Paesi e al fatto che le loro produzioni industriali sono solo in parte sovrapponibili. "Il basso costo della forza lavoro in Cina comporta che in quel Paese si producano manufatti di una fascia di prezzo inferiore; la Russia cerca di esportare le sue risorse naturali (petrolio, gas e legname); l'India è famosa per il commercio dei suoi servizi, mentre il Brasile è specializzato nei metalli (soprattutto minerale di ferro) e nell'agricoltura", spiegano gli esperti di Skolkovo.

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