Perché la Russia non dimenticherà la Lady di Ferro

La Lady di Ferro ispirò l'intellighenzia russa (Foto: Rex Features / M & Y News Ltd)

La Lady di Ferro ispirò l'intellighenzia russa (Foto: Rex Features / M & Y News Ltd)

All'indomani dei funerali londinesi dell'ex premier britannico Margaret Thatcher, una riflessione sull'eredità lasciata all'intellighenzia russa

Margaret Thatcher, la "Lady di Ferro", ha occupato un posto speciale nel cuore degli intellettuali russi. Era probabilmente l'unico politico occidentale che sia mai stato veramente rispettato e ammirato nel Paese.

Quando la baronessa Thatcher è morta, la radio ha interrotto la programmazione regolare per dare la notizia e passare alla programmazione speciale. Questo può sembrare un passo insolito per una stazione radio russa.

Ero uno studente universitario a Mosca quando la guerra delle Falkland iniziò nel 1982. Ricordo bene come non pochi di noi si precipitarono ad accaparrarsi in edicola il quotidiano comunista Morning Star (l'unico quotidiano britannico che potevamo leggere allora) per seguire la campagna militare e le ragioni della Gran Bretagna.

Mentre il semi-vivo Leonid Brezhnev stava facendo affondare l'Urss sempre più profondamente nel pantano della guerra in Afghanistan, c'era qualcuno che poteva effettivamente portare una nazione alla vittoria.

La Thatcher era tutto ciò che gli ottuagenari dirigenti sovietici non erano: energica, determinata, eloquente e appassionata. Dopo che Mikhail Gorbaciov avviò la perestrojka, conquistò i cuori di molti russi, una volta per tutte.

Foto: Rex Features / M & Y News Ltd

Un omaggio all'indomani della morte di Margaret Thatcher a Londra (Foto: Rex Features / M & Y News Ltd)

Nel 1987 fu intervistata alla televisione sovietica da tre giornalisti, staff della propaganda, cioè, che da decenni proferivano menzogne ​​sulla "decadenza dell'occidente". Fu una strage del non-così-innocente.

Il primo ministro britannico usò l'intervista per esaltare le virtù della libera impresa, la democrazia e la responsabilità individuale in un modo così schietto, ma anche elegante, che lasciò i tre tirapiedi senza parole e sconfitti. Era la prima volta che l'intellighenzia sovietica vedeva un politico eletto democraticamente in azione e uscimmo fuori dai nostri televisori completamente ipnotizzati. A modo suo, il contributo della signora Thatcher al cambio di mentalità russa dal dogma socialista non fu trascurabile.

L'entità della penetrazione sovietica dei sindacati britannici, la campagna per il disarmo nucleare e compagnia bella sono ora molto più evidenti rispetto a un quarto di secolo fa. Quindi la svolta della signora Thatcher, nei confronti della quale allora si era contro, è ancora più chiara adesso. La maggior parte di quelle decine, se non centinaia di migliaia, di ex cittadini sovietici che ora vivono e lavorano nel Regno Unito non potrebbe mai capire l'odio viscerale della sinistra britannica nei confronti della signora Thatcher e del thatcherismo.

Chi conosce da vicino la schiavitù socialista vede l'ex primo ministro come un'icona, un riformatore di successo, un leader militare compiuto e una donna in grado di resistere e vincere in un mondo di uomini. La forza è un'ossessione di noi russi e, grazie a Dio, lei era forte.

Probabilmente era inevitabile, ma la fine della guerra fredda ha significato la fine della leadership come la conoscevamo nel XX secolo, almeno nel mondo occidentale. Basta guardare i politici di oggi nell'Unione Europea o negli Stati Uniti. Nessuno di loro può nemmeno lontanamente essere paragonato alla Thatcher.

Ho il sospetto che se oggi la Lady di Ferro fosse stata al n° 10 di Downing Street, avrebbe preferito un faccia a faccia onesto con qualcuno più autoritario, come Vladimir Putin, piuttosto che trattare con gli impotenti Obama e Hollande di questo mondo.

Konstantin von Eggert è caporedattore di Kommersant FM Radio

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