Perché derubare le banche di Cipro costituisce un brutto precedente

Vignetta di Dan Pototsky

Vignetta di Dan Pototsky

La soluzione che l'Ue sta cercando di far accettare a Nicosia riguarderebbe più di 3 miliardi di dollari dai conti correnti russi. Questa stretta sui depositi, comunque, non danneggerebbe soltanto gli investitori della Federazione

Che noia! Cipro è un piccolo Paese, a chi importa cosa succede lì? Beh, se sei un russo con un bel po’ di denaro contante messo da parte nelle banche dell'isola, sicuramente ti importerà. Infatti, anche se non disponi di alcun deposito parcheggiato a Cipro, è probabile che la reazione a catena scatenata dalla Grande Rapina da parte dell'Unione Europea potrebbe un giorno colpire anche le tue finanze.

Per anni, i russi hanno trattato Cipro come la loro privata piccola Svizzera. Hanno depositato più di 31 miliardi di dollari nelle banche cipriote, stimolando l'economia locale e facendo della bellissima isola una zona turistica di lusso. Ma adesso è andato tutto a rotoli.

La stretta dell'Ue sui depositi
Cipro è l'ultimo di una lunga serie di Paesi europei insolventi - Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna - che necessitano di un piano di salvataggio da parte dei ricchi europei del Nord (dove per "Nord" si intende la Germania). La soluzione che aveva proposto l'Eurogruppo era semplice: avrebbe concesso quasi 13 miliardi di dollari per aiutare il governo cipriota a pagare i propri debiti ed evitare il collasso bancario.

Ma c'era un intoppo - in cambio, i capi dell'Ue volevano anche che Cipro raccogliesse una somma aggiuntiva attraverso una tassa una tantum sui depositi bancari fino al 9,9 per cento. In sostanza, se si dispone di un deposito di, diciamo, 100.000 dollari, il prelievo sarebbe di 10.000 dollari.

Il piano attualmente è caduto nel limbo poichè il parlamento cipriota ha bocciato l'idea, totalizzando 36 voti contrari, 19 astenuti e nessun sì. Invece, il ministro delle Finanze di Cipro è volato a Mosca, per rassicurare il Cremlino circa i depositi russi e presumibilmente esplorare anche la possibilità di un "piano di salvataggio" alternativo.

Tra tutte le nazioni che hanno bussato alla porta di Bruxelles come dei mendicanti perché solo a Cipro è stato riservato un trattamento così duro? La risposta è semplice: oltre il 40 per cento dei depositi nelle banche cipriote appartengono a cittadini russi e sono, quindi, dei facili bersagli.

I burocrati bancari europei evidentemente ritengono che la maggior parte del denaro depositato nei conti russi ha una provenienza illegale, cosicchè prelevare da questi ultimi un importo considerevole non urterà i signori europei. Ma se si va un po’ indietro nel tempo, vi accorgerete che lo stesso gruppo di persone ha applicato la stessa logica per truffare l’Asia, l’Africa e le Americhe.

Perché i leader russi sono insorti?
Il credo popolare è che se il denaro russo viene portato fuori dalla Russia è perché si tratta di denaro illegale, proveniente cioè dai proventi della mafia, da attività di corruzione, contrabbando di uranio o qualcosa del genere. Ma in realtà la maggior parte del denaro appartiene alle società russe. In realtà, sia le aziende private, che quelle statali si servono di Cipro come di un paradiso fiscale perché il Paese ha un’imposta sulle società del 10 per cento, ossia il 50 per cento più bassa di quella russa.

Ecco come funziona: gli investitori russi trasferiscono il denaro alle società fantasma di Cipro. Il denaro viene poi rimpatriato attraverso investimenti nelle imprese russe in patria e all'estero. Secondo i dati della Banca Centrale russa, Cipro è la principale fonte di investimenti stranieri in Russia.

Che ci crediate o no, questa è una pratica di uso comune oggigiorno in tutto il mondo. Gli Stati Uniti usano Puerto Rico in maniera simile, e il ruolo che le Mauritius giocano negli investimenti nel mercato azionario indiano e nelle partite di cricket dell’Indian Premier League è ben noto.

Un’inchiesta del Senato americano, nel 2012, ha rivelato come decine di società tecnologiche americane trasferiscono i loro profitti offshore per eludere il fisco. Microsoft ha eluso quasi 7 miliardi di dollari di tasse negli Stati Uniti dal 2009, utilizzando scappatoie del genere.

Allo stesso modo, Hewlett Packard ha evitato di pagare le tasse attraverso una serie di prestiti che hanno trasferito miliardi di dollari tra due società controllate offshore.

I 31 miliardi di dollari di depositi russi appartengono a imprese, banche e privati. Cipro garantisce loro l'anonimato e un agevole accesso ai servizi bancari nel business quotidiano e nella vita personale. Un prelievo del 10 per cento sarebbe pari a una perdita di 3 miliardi di dollari che potrebbe impattare in maniera diretta sull'economia russa.

Questo è il motivo per il quale il Presidente russo, Vladimir Putin, ha liquidato la mossa come "ingiusta, poco professionale e pericolosa". Certamente, se i russi avessero saputo che il denaro aveva una provenienza illegale – e c’è da scommettere che la Federal Security Service sta vigilando sui movimenti di denaro e su ogni uomo d’affari che evade le tasse portando il proprio denaro fuori dal Paese - Putin non avrebbe agito in tal modo.

Per quanto riguarda il deposito da parte dei corrotti e della mafia russa dei loro guadagni illeciti a Cipro, non ci sono prove per dimostrare che ciò non sia effettivamente avvenuto. Ma la mafia non potrebbe affidarsi ad altri paradisi ben più segreti come la Svizzera o l'Isola di Man britannica? Infatti, lo scorso anno più di 200 miliardi di dollari sono stati trasferiti fuori dalla Russia, ma solo una minima parte di questi ha raggiunto Cipro.

Un precedente pericoloso
Mikhail Prokhorov, il magnate dei metalli liberale, ha scritto su Kommersant che l'Europa "ha aperto un vaso di Pandora, creando un pericoloso precedente nel decidere la ricapitalizzazione del sistema bancario nei paesi che avevano dei problemi". Prokhorov ha affermato di non avere denaro nelle banche cipriote. Nessuno sano di mente lo avrebbe chiamato un truffatore.

Aleksandr Lebedev, che possiede i maggiori quotidiani di Londra, ha sottolineato che Cipro ha rappresentato anche un punto di transito per il denaro sporco proveniente dalla Russia in modo tale che non fosse tassato. Ma ha aggiunto: "Ci sono timori anche per la classe media che è ricorsa a Cipro."

La tassa proposta deve essere approvata dal parlamento cipriota. Ma con i ciprioti che si sono rovesciati numerosi per le strade, un voto a favore della tassa sui depositi proposta dall’Ue sembra improbabile. Ma se la proposta dovesse procedere, sarebbe come un banner di avvertimento con su scritto "Sei il prossimo" ai Paesi Pigs. Potrebbe portare a una corsa irrefrenabile ad abbandonare le banche. Da notare che le banche a Cipro sono state chiuse proprio per evitare questa situazione.

I problemi in Europa avranno un impatto anche sulle nazioni che esportano verso il più grande mercato unico del mondo. Il 18 marzo 2013 il valore della rupia indiana è sceso a 54,2725 rupie per dollaro, il peggior risultato in due settimane. Si tratta del genere di notizie di cui l'economia globale, già in affanno a causa della recessione, può fare a meno.

La cosa sorprendente di questo "salvataggio" è che la gente comune deve pagare il conto per la negligenza dei banchieri e dei regolatori europei che stavano palesemente dormendo sul posto di lavoro. Viene da chiedersi per quanto tempo tali abusi potranno andare avanti prima che la gente decida di prendere la situazione in mano.

Sembra che i leader europei stiano conducendo un gioco pericoloso con le persone sulle quali vige la loro sovranità. Finora, i legislatori ciprioti hanno resistito a questo ricatto. L'epilogo non è ancora chiaro, ma la Russia potrebbe benissimo finire per essere parte, non del problema, ma della soluzione alla crisi.

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