Uno sguardo alla presidenza russa del G20

Vignetta di Niyaz Karim

Vignetta di Niyaz Karim

La carica viene assunta nel momento in cui Mosca tira le somme sulla guida dell’Apec nel 2012 e si prepara a capeggiare il G8 e il summit dei Brics nel 2014

La presidenza russa del G20 era attesa da tempo e, tuttavia, è giunta in modo imprevisto: l’élite politica nazionale non si era preparata a rivestire questo ruolo globale in modo così approfondito come era avvenuto quando ha ospitato il summit del G8 nel 2006 o il Vertice di  Cooperazione economica Asia Pacifico (Apec) del 2012.

Per il vertice dell’Apec svoltosi a Vladivostok in Russia nel 2012, per esempio, furono necessari parecchi anni di preparativi: il vice primo ministro Igor Shuvalov fu incaricato nell’ambito dell’organizzazione di predisporre la sede (che prima di allora non esisteva nemmeno), mettere a punto l’agenda e strutturare il  lavoro sulle priorità russe.

Alcune notizie sul G20

I Paesi del G20 rappresentano il 90 per cento del Pil globale, l’80 per cento del commercio globale e i due terzi della popolazione globale.

Da un punto di vista tecnico, i membri del G20 non rappresentano esattamente 20 Paesi. L’Ue è contata come membro unico del G20, anche se rappresenta numerosi Paesi europei.

Il G20 esiste dal 1999, ma è diventato un’istituzione di rilevanza mondiale soltanto dopo la crisi economica globale del 2008.

Il titolo di “sherpa” designa il rappresentante personale di un capo di Stato al G8 o al G20, ma la parola deriva da un gruppo etnico nepalese famoso per l’aiuto essenziale agli scalatori che partono alla conquista dell’Himalaya

La presidenza del G20 si è presentata in modo diverso. Anche se si sapeva con notevole anticipo che la Russia avrebbe ospitato il summit del G20 del 2013, lo sherpa del G20 russo (responsabile di tutte le questioni più importanti relative al summit) è stato nominato soltanto nell’agosto 2012. A essere insignita di tale carica e di quella di presidente del Direttivo degli esperti del Presidente è il capo economista della Sberbank, Ksenia Ydaeva, titolare di un dottorato in Economia conseguito al Mit.

La differenza nelle tempistiche delle nomine per i due summit è pari soltanto alla differenza nella nomina delle autorità politiche. Nel 2006, quando la Russia ospitò il G8 per la prima volta nella sua storia, lo sherpa di Putin fu Igor Shuvalov. La recente nomina della Yudaeva, d’altra parte, è la prima carica governativa di alto livello a essere conferita a una giovane dal solido background sia in campo universitario sia nel settore privato.

Il cambiamento della leadership nazionale ha reso gli eventi della prima metà del 2012 una fonte di complicazione in più, in vista dei preparativi del G20, dato che il rimpasto di governo non ha chiarito, nella maggior parte degli enti federali, chi sarà direttamente responsabile di cosa nel summit. Infine, il vertice dell’Apec è diventato una sfida per preparativi all’altezza della presidenza del G20, dato che i funzionari responsabili della cooperazione internazionale nella maggior parte dei Ministeri si sono preoccupati dell’Apec e hanno avuto poche possibilità di impegnarsi a fondo nell’agenda del G20.

Di conseguenza, il discorso tenuto da Putin a Los Cabos in Messico (in occasione del  summit del G20 del luglio 2012), col quale il Presidente ha delineato le linee guida della presidenza russa del G20 nel 2013, è stato un annuncio di somma importanza sia per il pubblico internazionale, sia per i funzionari stessi del governo russo. L’agenda definitiva della presidenza è stata completata nel dicembre 2012, quando è stata ufficialmente annunciata dal Presidente Putin e la Russia ha assunto formalmente la presidenza.

Le priorità della Russia nel G20 si incentrano sulla crescita economica, con una particolare attenzione rivolta alla creazione di posti di lavoro, agli investimenti, alla fiducia, alla trasparenza e a una regolamentazione efficiente. Questi argomenti contemplano tematiche abitualmente presenti nell’agenda del G20, come la regolamentazione del settore finanziario, la sicurezza alimentare, l’occupazione e il debito pubblico, delle quali sicuramente si discuterà tutto l’anno, secondo l’ottica delle priorità russe.

Secondo il vice ministro delle Finanze Sergei Storchak, che all’inizio del 2013 ha parlato a Forum Gaidar di Mosca, la Russia coltiva un piano molto ambizioso per il 2013. “Per il summit di settembre intendiamo mettere a punto un sistema di monitoraggio dell’adempimento degli impegni del G20, sviluppare un’iniziativa di trading stock in valute locali, una nuova formula per il calcolo delle aliquote del Fmi e un meccanismo di disciplina commerciale dei derivati”, ha detto Storchak.

Di solito, l’agenda del G20 ha sempre previsto due linee guida: quella finanziaria e quella dello sherpa. La prima può essere fatta risalire all’epoca in cui il G20 era ancora un meeting per i soli ministri delle Finanze, anche se oggi esso in buona parte prevede la partecipazione dei ministri delle Finanze e dei capi delle banche centrali nazionali.

La seconda linea guida è stata creata dopo che il meeting del G20 nel novembre 2008 divenne l’appuntamento fisso dei leader nazionali e si trasformò in  un meccanismo di reazione rapida alla crisi economica globale. La linea guida dello sherpa è un facsimile dell’intesa del G8: in ogni Stato membro deve essere designato un funzionario governativo, che diventa  responsabile della preparazione del meeting dei leader. Nel G20 in sostanza gli sherpa sono responsabili di tutto ciò che esula dalla finanza.

La struttura del G20 è ulteriormente complicata dal programma Outreach. Oltre al dialogo tra i governi lungo i due binari sopra esposti, negli ultimi cinque anni ne sono stati istituiti altri cinque: Business20, Think20, Civil20, Youth20 e Labour20. Ciascuno di questi coinvolge un gruppo specifico di partecipanti che ormai sono entrati a tutti gli effetti nel programma del G20: le aziende private, i think tank, gli studenti e le organizzazioni del lavoro.

Civil20 è invece il contributo della Russia a un’ulteriore espansione della piattaforma istituzionale del G20. Secondo il professore John Kirton, che insegna all’università di Toronto ed è il fondatore  del G-20 Research Group, “tenuto conto che la Russia non è membro del G7, il forum dei ministri delle Finanze, il fatto che sia stata scelta per il summit del G20 del 2013 attesta concretamente il suo status di rappresentante economico e finanziario globale di altissimo livello”.

Kirton ha aggiunto che gli argomenti selezionati per l’anno di presidenza della Russia sono il frutto di scelte oculate, non soltanto per la Russia ma per molti Paesi.

In quanto Paese ospite, poi, la Russia deve organizzare dibattiti proficui su ogni tematica e lungo ogni binario. Il ritardo col quale sono partiti i preparativi potrebbe rendere non indifferente questa sfida, ma in ogni caso il coinvolgimento di una vasta comunità di esperti potrà attenuare il problema. La presidenza del G20 arriva nel momento in cui la Russia verifica la propria presidenza dell’Apec nel 2012 e si prepara a guidare il G8 e il summit dei Brics nel 2014.

Un’intensa cooperazione con gli esperti e le comunità degli imprenditori è la lezione appresa dall’Apec che la Russia ha già imparato e applicato proficuamente per la presidenza del G20. La Russia sta imparando a programmare l’agenda globale, e per il futuro ha ancora molte cose in serbo.

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