Cinematrioshka: il progetto Cinetreno

Il cinema russo è come una matrioshka: seguendo il metodo ricorsivo, che nella critica artistica è chiamato "messo nell'abisso", esso gioca con vari significati. Questo video-blog si propone di aiutare a farsi un'idea contemporanea (e, come in questo caso, non contemporanea, senza tempo) del cinema russo

Oggi non parleremo di registi russi, né dell'industria cinematografica russa. In questa edizione la Russia è il personaggio principale. A gennaio 2013 un gruppo di stranieri ha viaggiato attraverso la Russia su un cosiddetto Cinetreno.

Sotto la guida di Tatiana Petrik e Guillaume Protsenko del "Mirumir Studio" e del Documentary Film Center Doc (in collaborazione con l'agenzia di stampa Ria Novosti) i partecipanti provenienti da diversi Paesi, Italia inclusa, hanno realizzato sette cortometraggi dal titolo:

"Donne russe". Regista: Sandhja Sundaram (India), operatore: Alexei Filippov (Russia), tecnico del suono: Marchin Knizyak (Polonia)

"Vodka russa". Regista: Benny Jaberg (Svizzera), operatore: Jona Petterson (Finlandia), tecnico del suono: Xavier Tielen (Francia)

"Il bagno russo". Regista: Fedor Druzin (Russia/USA), operatore: Lucas Giberti (Italia), tecnico del suono: Tamash Jesensky (Romania)

"Inverno russo". Regista: Cristina Picchi (Italia), operatore: Saulo Lukoshevichus (Lituania), tecnico del suono: Henry D'Armancourt (Francia)

"Orsi". Regista: Tristan Dowse (Gran Bretagna), operatore: Stephan Bucas (Germania), tecnico del suono: Vladimir Rizun (Ucraina)

"Il mistero della Lada". Regista: Dieter Deswarte (Belgio), operatore: Annegrethe Zachse (Germania), tecnico del suono: Julia Glukhova (Russia)

"Anima russa". Regista: Robin Dimet (Francia), operatore: John Crane (Gran Bretagna), tecnico del suono: Bernadette Tousa-Ritter (Ungheria)

Alla domanda se lo scopo del progetto era di smentire gli stereotipi o confermarli, i concorrenti hanno risposto che non avevano alcun obiettivo particolare, volevano solo vedere questi stereotipi da un altro punto di vista. Questa affermazione suona un po' banale, forse per questo i partecipanti hanno ricevuto dei feedback ambigui.

Ad esempio, il regista indipendente russo Aleksandr Rastorguev ha messo una goccia di veleno nella botte di vino, accusando i partecipanti di non essere professionali. Ma in generale al pubblico il risultato è piaciuto e la discussione è stata vivace. Uno spettatore di origine siberiana ha detto: "Grazie al progetto ho visitato la mia madre terra, ho avuto la possibilità di salutare (anche se virtualmente) mia madre, mia nonna e vedere i miei luoghi natii. Grazie".

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