Slyusarev, il fotografo delle luci e delle ombre

Da allora, dall’inizio degli anni Ottanta, iniziò a realizzare numerose mostre fotografiche sia in Russia sia all’estero / Fotografia № 60 (anni Settanta)

Da allora, dall’inizio degli anni Ottanta, iniziò a realizzare numerose mostre fotografiche sia in Russia sia all’estero / Fotografia № 60 (anni Settanta)

Aleksandr Slyusarev/MAMM – MDF/RUSSIAINPHOTO.RU
Ha lavorato fino agli ultimi giorni della sua vita, producendo scatti che hanno fatto il giro del mondo
Il celebre fotografo Aleksandr Slyusarev (1944 – 2010) ha iniziato ad avvicinarsi alla fotografia alla fine degli anni Cinquanta, quando ricevette in regalo da suo padre una macchina fotografica “Yunost” / Fotografia № 22 (anni Ottanta)
Slyusarev è stato ribattezzato il fotografo delle luci, delle ombre e dei riflessi: era infatti convinto che qualsiasi oggetto potesse risultare poliedrico e multiforme. All’interno di ogni oggetto è infatti possibile individuare un’infinità di dettagli tracciati dalle luci e dalle ombre / Fotografia № 23 (anni Settanta)
I soggetti principali ritratti da Slyusarev erano i dettagli urbani: fu lui infatti a coniare il concetto di “paesaggio piatto”. Lui stesso poi definiva il suo lavoro come una “fotografia analitica”, ovvero che metteva in primo piano le informazioni relative al momento stesso dello scatto / Fotografia № 27 (anni Sessanta)
Slyusarev non era solito esporre i propri lavori: diceva che le mostre e le esposizioni non apportavano nulla alla sua fotografia / Fotografia № 28 (anni Settanta)
Per lui era molto importante il momento che precedeva lo scatto, la scelta del luogo, lo studio della luce / Fotografia № 39 (anni Settanta)
Durante una lezione, uno degli studenti chiese a Slyusarev come si relazionasse al fatto che al giorno d’oggi tutti si sentono fotografi. La sua risposta fu secca: “Non c’è niente di più semplice che prendere in mano una matita e un pezzo di carta – disse -. Ma ciò non farà di ognuno di voi un buon artista”. Fotografia № 45 (anni Settanta)
Studiò lingue all’università e conosceva molto bene l’italiano. Nel corso della sua vita collaborò anche con Gianni Rodari e Marcello Argilli / Fotografia № 48 (anni Sessanta)
Il successo per lui arrivò a cavallo tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta, quando realizzò la serie fotografica in bianco e nero “Quadrati” / Fotografia № 55 (1981)
Ha lavorato fino agli ultimi giorni della sua vita, pubblicando i propri scatti su un blog / Fotografia № 62 (anni Settanta)
Dal 1987 Aleksandr Slyusarev entrò a far parte del gruppo “Fotografia immediata” ed era membro dell’Unione dei fotografi artisti della Russia / Fotografia № 63 (anni Sessanta)