L’Europa proibisce l’importazione di acciaio russo

Il Complesso metallurgico di Magnitogorsk.

Il Complesso metallurgico di Magnitogorsk.

: Reuters
L’Ue ha introdotto dazi antidumping sull’acciaio importato da Russia e Cina. Le società russe, che verrebbero danneggiate da tali misure, intendono ricorrere al Wto contro questa decisione

La Commissione Europea ha introdotto dei dazi antidumping su alcuni tipi di acciaio importato dalla Russia e dalla Cina (in particolare sui laminati a freddo, utilizzati tra l’altro, nell’industria meccanica). È quanto riferisce il giornale ufficiale dell’Unione Europea del 4 agosto 2016. Tale decisione sarebbe motivata dal fatto che le società russe e cinesi diminuirebbero artificiosamente i prezzi.  

L’aumento delle tariffe ha colpito le maggiori società russe produttrici di acciaio. Il dazio imposto al Complesso metallurgico di Magnitogorsk (Mmk) corrisponde al 18,7%. Per “Severstal” è stata fissata una tassa del 34% e per il Complesso un termine di cinque anni e verranno estese all’import di acciaio nell’Ue a partire dal dicembre 2015.

Le società russe considerano i nuovi dazi restrittivi e si batteranno perché vengano aboliti. “Il Gruppo Nlmk è stato accusato di dumping sulla base di una serie di accuse inesistenti e di valutazioni inattendibili. Abbiamo intenzione di appellarci al Tribunale dell’Ue e anche al Wto per contestare tali accuse”, dice Sergej Babichenko, responsabile dell’ufficio relazioni pubbliche del Gruppo Nlmk (Complesso metallurgico di Novolipetsk), in un’intervista a Rbth.

“La Russia e la Cina hanno tutto il diritto di rivolgersi al Wto e di contestare le decisioni dell’Unione Europea, se ritengono che l’Ue non abbia rispettato le norme del Wto nello svolgimento della sua inchiesta antidumping”, sostiene una fonte di Rbth dell’ufficio di Ginevra del Wto.

In precedenza il Direttore generale del Wto, Roberto Azevedo, nel suo rapporto sul primo semestre 2016, pubblicato il 25 luglio, aveva già espresso la propria preoccupazione riguardo al rafforzamento della politica protezionistica tra i Paesi membri del Wto. Azevedo aveva rilevato che era stato fissato un tetto per le nuove restrizioni commerciali che rischiavano di avere ripercussioni negative sull’economia globale.

Top 20 dei Paesi produttori di acciaio

Dati in milioni di tonnellate, relativi all’anno 2015. Fonte: World Steel AssociationDati in milioni di tonnellate, relativi all’anno 2015. Fonte: World Steel Association

I capi d’accusa

L’inchiesta antidumping relativa alle aziende metallurgiche russe e cinesi è stata avviata nel maggio 2015. A provocarla era stata una denuncia da parte dell’Associazione europea dei produttori di acciaio Eurofer che aveva accusato le società russe e cinesi di avere artificiosamente abbassato le tariffe dei laminati a freddo. A detta dell’associazione, ciò avrebbe danneggiato la situazione finanziaria dei produttori d’acciaio europei.

Gli operatori russi ritengono che l’inchiesta violi le norme previste e che sia in contrasto con il diritto internazionale. “I dati esaurienti che abbiamo presentato nel corso dei controlli sono stati totalmente ignorati e sono stati rimpiazzati da informazioni sulla produzione acquisite da altre società e da valutazioni fabbricate ad arte”, ha dichiarato, in un’intervista a Rbth, il rappresentante del Gruppo Nlmk. 

Chi sarà a farne le spese?

I nuovi dazi introdotti dall’Ue avranno delle ripercussioni negative sulla redditività dei laminati a freddo prodotti dalle imprese russe. A essere particolarmente colpite saranno le imprese che hanno una quota maggiore di export nell’Unione Europea. A detta di Artem Kalinin, analista della società di investimenti Leon Mfo, i gruppi Nlmk e Severstal guadagnano oltre il 30% dei loro utili dall’export anche verso i Paesi dell’Unione Europea.

All’inizio di luglio l’Ue ha comunicato che è stata avviata un’inchiesta antidumping relativa alle forniture di laminati a caldo provenienti dalla Russia e anche da Brasile, Iran, Serbia e Ucraina.

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