Snowden sogna l'America

Edward Snowden interviene in un collegamento video durante una conferenza organizzata a New York. Settembre 2016

Edward Snowden interviene in un collegamento video durante una conferenza organizzata a New York. Settembre 2016

: Reuters
Per l’uscita di un film a lui dedicato, l’ex agente della Cia, da tre anni rifugiato a Mosca a seguito dello scandalo Datagate, ha raccontato in un’intervista la sua nuova vita in Russia, l’esilio e le speranze. Confessando di voler un giorno fare rientro a casa

Snowden sogna gli Stati Uniti. L'ex collaboratore della CIA, noto per aver divulgato il sistema di intercettazioni di massa di Usa e Regno Unito, nascosto a Mosca dal giugno 2013, spera di poter tornare presto a casa. Lo ha dichiarato nelle settimane scorse a The Huffington Post il regista Oliver Stone, il cui film biografico “Snowden” è appena uscito con un’anteprima negli Stati Uniti il 16 settembre.

Lo stesso Snowden ha confessato che la Russia, per lui, non è altro che un rifugio temporaneo: in un’intervista rilasciata il 13 settembre a The Guardian, infatti, l'ex agente ha espresso la speranza che il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama lo possa perdonare prima di lasciare la Casa Bianca, nel gennaio 2017. Ad attenderlo a casa, però, al momento ci sarebbero un procedimento penale e, probabilmente, una lunga prigionia.

L'esilio a Mosca

Nell'intervista Edward Snowden ricorda il suo arrivo in Russia, dettato dal caso. Nel giugno 2013 Mosca infatti non era altro che uno scalo nel suo viaggio verso il Sudamerica, ma gli Stati Uniti hanno annullato i suoi documenti, costringendolo a rimanere in Russia, l'unico Paese ad avergli garantito l'asilo. Il 1° agosto 2014 l’ex agente ha ricevuto un permesso di soggiorno di tre anni.

Non si sa esattamente dove abiti, i giornali sostengono che viva a Mosca o nella regione di Mosca. Ha la possibilità di viaggiare in tutto il Paese. Parlando con la testata The Nation nell'ottobre 2014, Snowden ha riferito di essere stato a San Pietroburgo e che la città gli è piaciuta molto.

La sua nuova vita

Citando le sue parole, Snowden si definisce un "gatto al chiuso", che si trova a proprio agio spendendo la maggior parte del tempo nel proprio appartamento, lavorando al computer. Più che in qualsiasi altro luogo, egli vive su Internet. Continua a parlare in inglese, ma conosce il russo abbastanza bene per poter ordinare al ristorante. Così come ha ammesso lui stesso, non è sua intenzione voler far della Russia la sua nuova casa.

Snowden lavora anche su Internet: si guadagna da vivere dando lezioni pubbliche online e sviluppando meccanismi che consentono di aumentare la sicurezza in Rete per i giornalisti. Il suo esilio non lo ha separato da amici e familiari. Secondo la stampa, la sua fidanzata Lindsay Mills si sarebbe trasferita in Russia nel 2014 e vivrebbe con lui. Anche il padre Lonnie Snowden è stato in Russia, nell’ottobre 2013.

Le critiche al Cremlino

Nel settembre 2015 Snowden ha criticato la politica di Internet del Cremlino, dicendo che il governo russo sta cercando di controllare la Rete, così come la violazione dei diritti delle minoranze sessuali. "Questa tendenza che vediamo nel governo russo di controllare sempre di più Internet, e decidere quale sia il modo più o meno appropriato per le persone di esprimere il proprio amore, è fondamentalmente sbagliata", ha detto in un’intervista a The Guardian.

Anche l’approvazione, a luglio 2016, di una legge anti-terrorismo (la legge Yarovaya) che chiede agli operatori di conservare le chiamate e i messaggi degli utenti e, se necessario, di fornirli agli organi di governo, ha turbato la ex spia. "Putin ha firmato una nuova legge repressiva che viola non solo i diritti umani, ma anche il buon senso. Un giorno buio per la Russia", ha scritto su Twitter, definendo la legge Yarovaya una “Legge da Grande Fratello”. Critiche che tuttavia non turbano il governo russo: "Vive in Russia, ma questo non significa che gli venga imposto qualcosa", ha detto il segretario stampa del Presidente, Dmitrij Peskov, commentando le dichiarazioni di Snowden. "C'è un dibattito, è perfettamente normale."

Il perdono di Obama

Yurij Rogulev, direttore della Franklin Roosevelt Foundation per gli studi sugli Stati Uniti, dubita che Barack Obama perdonerà Snowden e che gli permetterà di tornare in patria. "A Obama non è piaciuto come Snowden sia finito in Russia. Non credo cambi improvvisamente idea", ha detto Rogulev al quotidiano Kommersant.

E il futuro di Snowden in questo modo resta incerto. Secondo il suo avvocato, Anatolij Kuchereny, l'ex agente della CIA non ha ancora deciso cosa fare quando il suo permesso di soggiorno scadrà, il 1° agosto 2017. "La vita è complessa e sfaccettata – ha detto Kuchereny a Interfax -. Nessuno sa cosa accadrà".

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