Putin, Erdogan e l'incontro del disgelo

La stretta di mano tra Putin ed Erdogan.

La stretta di mano tra Putin ed Erdogan.

: Konstantin Zavrazhin/RG
Secondo gli esperti, nel colloquio a San Pietroburgo tra i Presidenti di Russia e Turchia sarebbero stati raggiunti risultati “sbalorditivi” in ambito economico. Ma i veri nodi dovranno essere sciolti a livello politico. A partire dalla questione siriana

Pace fatta tra Akara e Mosca. L’incontro vis-à-vis tra Vladimir Putin e Recep Erdogan, il primo, dopo che a novembre dello scorso anno era stato abbattuto dall’aviazione turca il cacciabombardiere russo, ha avuto luogo a Pietroburgo il 9 agosto. Gli analisti, che avevano pronosticato a seguito dei colloqui sensibili progressi nelle relazioni economiche tra Russia e Turchia, hanno avuto ragione.

Durante la conferenza stampa tenuta dai due leader alla fine della prima parte sostanziale dei colloqui è stato reso noto che sono stati raggiunti accordi positivi in merito a progetti bilaterali di grande importanza in campo energetico come la costruzione della centrale nucleare di Akkuyu, a opera di esperti russi, e la collocazione nel fondo del Mar Nero del gasdotto “Turkish stream”. A detta di Erdogan, entrambi i progetti sono stati rilanciati e verranno portati a compimento. Come ha rilevato lo stesso Putin, in gioco ci sono miliardi di rubli.

L’esito dei colloqui

La costruzione del “Turkish stream” è di particolare importanza per la Russia. Questa via di transito è vista come una possibile alternativa al percorso ucraino del gas russo verso l’Europa. Tuttavia, al momento è stata concordata la costruzione di solo due dei quattro rami originari del gasdotto, destinati al rifornimento del gas unicamente alla Turchia e non ai Paesi europei.

Putin ha anche dichiarato di voler gradualmente annullare le restrizioni sulle attività delle imprese turche in Russia e ha accennato a una ripresa nell’immediato dei voli charter verso la Turchia; misura questa di vitale importanza per il business turistico turco.

A detta di Elena Suponina, consulente del direttore dell’Istituto russo di ricerche strategiche, tutto starebbe a dimostrare che “date le premesse, il ripristino delle relazioni economiche procede a un ritmo persino più rapido di quello previsto”.

I rapporti economici e commerciali tra Russia e Turchia sono emersi in primo piano nei colloqui poiché in quest’ambito risulta assai più facile per i due Paesi recuperare un’intesa bilaterale, sostiene Vladimir Sotnikov dell’Istituto di Studi orientali dell’Accademia russa delle Scienze.

Il parere degli esperti

Al contempo, gli esperti ritengono che per il totale ripristino delle relazioni tra i due Paesi occorrerà ancora molto tempo. Come osserva Viktor Nadein-Ranevskij, dell’Istituto di Economia mondiale e relazioni internazionali dell’Accademia russa delle Scienze, nel solo settore edilizio la parte turca ha perso contratti per un valore di 40-45 miliardi di dollari, ormai per la gran parte non recuperabili.

Tuttavia, non è scontato che si riesca a raggiungere lo stesso livello di relazioni che esisteva tra Mosca e Ankara prima del novembre 2015. Come ritiene il turcologo Vladimir Avatkov, direttore del Centro di Studi orientali e diplomazia pubblica, dopo l’incidente del jet russo, nelle relazioni russo-turche svaniranno tutte le “illusioni romantiche” coltivate in passato da Mosca sulla politica di Ankara per essere sostituite solo da una lucida consapevolezza dei propri interessi.

Le contraddizioni sulla Siria

A differenza delle questioni economiche, la disamina dei problemi politici esistenti tra Russia e Turchia non è affatto un nodo semplice da sciogliere. È emblematico che il tema siriano sia stato accantonato per l’opinione pubblica e che sia stato preso in esame solo dopo la conferenza stampa dei due leader. Come rilevano gli esperti, Mosca avrebbe voluto che Ankara chiudesse i confini turco-siriani per togliere agli islamisti siriani ogni sostegno in territorio turco. La Turchia poi non riconosce come terroristi i combattenti del gruppo estremista islamico del “Fronte Al-Nusra”, ritenuti degli oppositori del governo siriano. Gli analisti ritengono che conseguire dei progressi in ambito politico con la Turchia sarà un’operazione estremamente complessa, ma che, malgrado ciò, sia possibile trovare dei punti di contatto.

Come osserva Avatkov, oltre alle disamine sulla questione siriana, Putin ed Erdogan devono sforzarsi di trovare dei meccanismi comuni nell’ambito della sicurezza che rendano impossibili episodi come quello accaduto a novembre. Secondo l’esperto, un risultato positivo su questo piano dipende solo da come progrediranno le relazioni russo-turche in futuro.

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