Turchia, fallito golpe: le reazioni di Mosca

Venerdì sera un gruppo di militari ha tentato un golpe. Migliaia le persone arrestate. Oltre 260 i morti:

Venerdì sera un gruppo di militari ha tentato un golpe. Migliaia le persone arrestate. Oltre 260 i morti:

: AP
Il punto di vista degli esperti russi sulla calda notte di Ankara, dove i militari hanno cercato di assumere il potere

“Speriamo che quanto sta accadendo ora in Turchia possa terminare al più presto in modo legittimo e che il Paese torni alla stabilità”. Queste le dichiarazioni del portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, a poche ore dal tentativo di colpo di stato compiuto venerdì sera da un gruppo di militari in Turchia. 

Il primo ministro russo Dmitrij Medvedev ha esortato Ankara a ristabilire l’ordine costituzionale, aggiungendo: “Quanto è accaduto dimostra che nell’esercito della Turchia ci sono forti e potenti contraddizioni”.

La Turchia nei rapporti con la Russia

Alla fine di giugno il Presidente turco Erdogan aveva avanzato le proprie scuse alla Russia per l’incidente del 24 novembre 2015, quando venne abbattuto un aereo russo. Un incidente che causò una profonda frattura nelle relazioni tra i due Paesi. Solo sette mesi più tardi si tenne quel colloquio telefonico tra Putin ed Erdogan che permise di avviare il processo di normalizzazione tra Mosca e Ankara.

“A livello generale, questa situazione non dovrebbe influire in maniera negativa nelle relazioni con la Russia”, commenta Ilshat Saetov, esperto di Turchia, direttore del Centro per lo studio della Turchia moderna. “Al potere c’è un leader che ha espresso la chiara volontà di ripristinare i rapporti. Tuttavia l’instabilità generale in Turchia, dagli attentati terroristici al tentativo di colpo di stato, non facilitano le relazioni tra i due Paesi. La concentrazione di tutto il potere nelle mani del Presidente turco aumenta il rischio di decisioni avventate. E le autorità russe terranno conto di questo”.

Una valutazione più ottimistica la fornisce Kerim Has, esperto di politica eurasiatica presso l’organizzazione indipendente di ricerca strategica internazionale ad Ankara. Secondo lui, questi avvenimenti potrebbero dare un impulso alla normalizzazione delle relazioni con Mosca. “La leadership del Paese inizierà a seguire una politica più indipendente, indirizzata a rafforzare la sicurezza”, dice. 

Hasan Okta, analista turco e capo del Centro di studi strategici del Caucaso con base ad Ankara, sostiene infine che quanto accaduto non si rifletterà in maniera negativa sulle relazioni con Mosca. “Il tentativo di colpo di stato è fallito - spiega -. I ribelli sono stati arrestati. Ha vinto la democrazia”.

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