Dalla Siria al gas: di cosa parlerà Putin con Erdogan?

Il Presidente russo Vladimir Putin stringe la mano al Presidente turco Tayyip Erdogan ad Ankara, il 1° dicembre 2014.

Il Presidente russo Vladimir Putin stringe la mano al Presidente turco Tayyip Erdogan ad Ankara, il 1° dicembre 2014.

: Reuters
C’è attesa per il nuovo faccia a faccia tra i due leader: il primo dopo sette mesi di crisi. Un incontro che, secondo gli esperti russi, potrebbe aprire una nuova fase di dialogo con la Turchia su tre fronti: sulla crisi siriana, sulla rimozione delle sanzioni e sul Turkish Stream

Dopo sette mesi di crisi, Putin potrebbe incontrare Erdogan: il Presidente turco ha infatti confermato che tra non molto (fine luglio o inizio agosto) potrebbe svolgersi l’atteso faccia a faccia con il capo del Cremlino. Un incontro che potrebbe porre definitivamente fine al gelo nei rapporti diplomatici iniziato il 24 novembre 2015, dopo che la Turchia ha abbattuto il Su-24 russo. Secondo gli esperti, nel corso della riunione i due leader potrebbero concentrarsi soprattutto su tre argomenti. 

1. La crisi siriana e il problema della sicurezza

"Il tema principale sarà la cooperazione sulla Siria e la lotta comune contro il terrorismo", dice Aleksandr Sotnichenko, esperto di relazioni internazionali dell'Università statale di San Pietroburgo. A suo parere, è troppo presto per prevedere che si arrivi a una soluzione. "Tutto dipende dal piano di collaborazione che proporrà la Russia", ritiene Sotnichenko.

La crisi siriana è la ragione principale del disaccordo tra Russia e Turchia. Ankara dall'inizio della crisi in Siria si è posta dal lato dell'opposizione ed ha partecipato attivamente alle riunioni degli "Amici della Siria". È stata anche vista fornire assistenza militare ai gruppi radicali schierati contro Assad. Mosca ha invece sostenuto il regime di Damasco e nell'autunno del 2015 ha lanciato una campagna militare in aiuto dell'esercito siriano.

Karim Haas, esperto in materia di politica eurasiatica del centro di analisi indipendente "Organizzazione statale di ricerche strategiche” (USAK) ad Ankara, fa notare che negli ultimi anni la Turchia ha iniziato a riconsiderare la propria politica estera, anche nei confronti della Siria.

"Il dialogo tra Mosca e Ankara sulla Siria è del tutto reale, anzi, è necessario. La crisi nelle relazioni russo-turche è iniziata, infatti, con la Siria e può essere superata con la cooperazione nella ricerca di una soluzione alla crisi siriana", afferma l'esperto.

2. La rimozione delle sanzioni e l'abolizione dei visti

Nel corso della riunione, il dibattito ruoterà anche intorno alla sospensione delle sanzioni alla Turchia, applicate dal governo su incarico del Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin, e all'abolizione del regime dei visti per i cittadini turchi, in vigore dal 1° gennaio 2016.

"È importante ricordare che questi meccanismi sono direttamente collegati al compimento, da parte di Ankara, di altre richieste russe – sostiene Yurij Mavashev, orientalista e turcologo, esperto del Club geopolitico caucasico –. È la punizione dei responsabili e il risarcimento danni per gli aerei abbattuti. In questo senso, nella riunione imminente, la Russia si trova già in una posizione di vantaggio. Non è un caso che il primo ministro russo Dmitrij Medvedev abbia ricordato ai turchi che le misure del Governo russo sono graduali: un segnale-appello alle future iniziative di Ankara".

3. Il "Turkish Stream"

Un altro tema importante sarà il "Turkish Stream". Ricordiamo che nella sua visita ufficiale nel dicembre 2014 in Turchia, il Presidente Putin aveva annunciato il rifiuto del progetto "South Stream" a favore del nuovo progetto "Turkish Stream". Si ipotizzava che il gasdotto con il gas russo, attraverso il Mar Nero, sarebbe passato per la Turchia verso il confine turco-greco. L'1 dicembre 2014 Gazprom e la compagnia turca Botas avevano firmato un memorandum d'intesa per la costruzione del gasdotto "Turkish Stream". Ci si aspettava che nel prossimo futuro si sarebbe raggiunto un accordo intergovernativo, ma per vari motivi la firma è stata rinviata: il problema dei costi e il volume delle consegne, la questione degli sconti, la crisi politica in Turchia. Dopo l'incidente aereo, il tema del “Turkish Stream” non è stato più sollevato, ma la parte russa non si è mai pronunciata contro.

"La ripresa del progetto del “Turkish Stream” sarà influenzata da altre questioni di cooperazione bilaterale – dice Karim Haas –. È possibile che le parti raggiungano un accordo per la costruzione di un ramo del gasdotto a condizioni favorevoli per entrambi”.

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