Siria, operazioni congiunte Russia-Usa

Il ministro russo della Difesa Sergej Shojgu nella base militare russa in Siria, il 18 giugno 2016.

Il ministro russo della Difesa Sergej Shojgu nella base militare russa in Siria, il 18 giugno 2016.

: Reuters
Secondo gli esperti russi, il Presidente Usa Barack Obama avrebbe proposto a Mosca di effettuare interventi militari congiunti contro i combattenti del Fronte al Nusra

La Casa Bianca vorrebbe effettuare interventi militari contro il Fronte al Nusra in Siria e il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama si è detto pronto ad ampliare la collaborazione con Mosca, se la Russia cesserà di bombardare le unità dei gruppi filo-occidentali di Jaysh al Islam e di Ahrar al Sham.

Al Ministero della Difesa della Federazione Russa hanno reagito positivamente alla proposta americana, rammentando che a maggio di quest’anno anche il ministro della Difesa russo, Sergej Shojgu, si era dichiarato a favore di una missione comune in Siria. 

A detta degli esperti russi, ciò non costituirebbe solo un grosso passo in avanti nella soluzione della crisi siriana, ma anche un progresso sulla questione di Iraq e Afghanistan.

Le difficoltà

Tuttavia, a preoccupare Mosca è il fatto che il Pentagono non intende fornire al Ministero della Difesa russo le esatte coordinate dei gruppi, ma si limita a trasmettere l’elenco delle zone “libere dagli attacchi delle forze aeree russe e siriane”. “La cooperazione tra Russia e Stati Uniti potrebbe essere complicata da una serie di fattori, primo fra tutti la non intenzione del Pentagono di condividere le informazioni sulle coordinate dei distaccamenti dei gruppi filo-occidentali, ma solo quelle sulle aree delle operazioni militari”, ha affermato in un’intervista a Rbth Nikolaj Litovkin, esperto militare del giornale Izvestija. Questa riservatezza potrebbe avere ripercussioni negative sugli effetti degli interventi militari congiunti.

Tale preoccupazione è condivisa anche da alcuni esperti americani. Così, l’ex ambasciatore degli Stati Uniti in Siria, Robert Ford, ha fatto sapere in un’intervista concessa al Washington Post che persino se Damasco acconsentisse a cessare i bombardamenti nelle regioni dove sono localizzate le basi dei gruppi filo-occidentali, niente impedirebbe ai combattenti del Fronte al Nusra di trasferire le truppe nelle regioni in cui c’è il divieto di bombardare.

Le battaglie

Secondo l’esperto militare Vladimir Evseev, vice direttore dell’Istituto di ricerca sui Paesi della Csi, per gli Stati Uniti l’obiettivo principale delle operazioni militari è quello di liberarsi dei combattenti dell’Is di Raqqa.

“Obama vuole liberare i civili per lasciare la sua traccia nella storia. E quando l’Esercito siriano abbandonerà la provincia di Raqqa e di fatto cesserà l’avanzata sulla capitale della provincia, i gruppi filo-occidentali, col sostegno dell’aviazione americana, inizieranno subito ad avanzare sulla città”, conclude Evseev.

L’obiettivo prioritario per l’esercito governativo siriano sarà Aleppo, la cui liberazione è per Bashar Assad la chiave del successo di questa guerra e proprio lì verrà trasferito il suo esercito.

“Dal punto di vista strategico-militare Raqqa non ricopre un’importanza rilevante, nella fase attuale è assai più importante riprendere il controllo sulle regioni settentrionali di Aleppo. Ciò consentirà di “ripulire” il corridoio di passaggio dei terroristi attraverso cui essi ricevono munizioni, medicinali e rinforzi”, conclude Evseev.

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