Gli uomini kamikaze dietro la strage di Istanbul

Un poliziotto turco dopo l'attentato a Istanbul il 29 giugno.

Un poliziotto turco dopo l'attentato a Istanbul il 29 giugno.

: EPA
Sono stati identificati i responsabili dell’attentato all’aeroporto Ataturk: secondo le forze dell’ordine turche, si tratterebbe di tre uomini originari del Kirghizistan, dell’Uzbekistan e della Russia. Chi sono gli autori del massacro e perché sempre più persone delle ex repubbliche sovietiche si stanno avvicinando all’Is?

Sarebbero tre uomini originari del Kirghizistan, dell’Uzbekistan e della Russia i kamikaze responsabili dell’attentato all’aeroporto Ataturk di Istanbul. Lo ha riferito il 30 giugno il ministro turco degli Affari Esteri Efkan Ala, affermando che la polizia turca è stata in grado di identificare i terroristi.

Chi è Osman Vadinov?

Secondo i servizi di sicurezza turchi, il presunto attentatore suicida si chiamerebbe Osman Vadinov. Si tratta di un ceceno originario dalla Repubblica del Daghestan. Vadinov sarebbe arrivato in Turchia il 25 maggio dalla città siriana di Raqqa, capitale dell’Is. A Istanbul avrebbe vissuto nel quartiere Fatih all’interno di un appartamento che avrebbe affittato insieme ad altri attentatori suicidi. In precedenza avrebbe visitato la Turchia nel 2015 con l’obiettivo di reclutare nuovi membri dello Stato Islamico.

Tuttavia le forze dell’ordine russe non hanno confermato l’informazione sulle origini cecene di Vadinov. “L’uomo chiamato Osman Vadinov non ha mai vissuto in Cecenia - ha dichiarato una fonte vicina alle forze dell’ordine del Distretto federale del Caucaso del Nord all’agenzia Interfax -. Inoltre, non sono un nome e un cognome ceceni”.

Chi è Ahmet Chatayev?

Vadinov non è l’unico cittadino di nazionalità russa di cui parlano i media turchi in relazione all’attentato. Il quotidiano filo-governativo Yeni Şafak, citando una fonte del servizio di sicurezza turco, ha parlato di un altro cittadino russo che avrebbe partecipato alla strage. Si tratterebbe di Akhmet Chatayev, ex membro dell’organizzazione dell’Emirato del Caucaso, vietata in Russia. Nel 2014, dopo la morte del leader dell’organizzazione Doku Umarov, Chatayev sarebbe entrato nelle fila dell’Is.

Sul sito internet Caucasian Knot si legge che Chatayev è ricercato dal 2003 dalle forze dell’ordine russe, che lo avrebbero definito il rappresentante di Umarov in Europa. Nel 2012 Chatayev è stato arrestato dai militari georgiani durante un’operazione speciale nella gola di Lopota, in Georgia. Ma nel gennaio 2013 la corte di Tbilisi lo ha assolto. Successivamente è emerso che Chatayev dal 2014 si trovava in Turchia.

Quanti russi stanno combattendo tra le fila dell’Is?

Non ci sono dati precisi. Nel settembre 2015 il ministro dell’Interno Vladimir Kolokoltsev ha parlato di 1.800 persone. Si tratterebbe principalmente di musulmani russi del Caucaso del Nord e della regione del Volga. La maggior parte dei russi che partono alla volta della Siria per combattere tra le fila dell’Is sarebbero originari del Daghestan.

Nel dicembre 2015 il Presidente della Repubblica del Daghestan Ramazan Abdulatipov ha affermato che 643 persone originarie del Daghestan stavano combattendo tra le fila dell’Is, aggiungendo che il problema principale della regione è per l’appunto l’adesione dei cittadini del Daghestan all’Is.

Nel giugno 2015 i combattenti dell’Emirato del Caucaso hanno giurato fedeltà al leader dello Stato Islamico Abu Bakr al Baghdadi. Da quel momento, il numero di russi nelle fila dell’Is non ha fatto altro che aumentare.

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