Panama Papers, chi sarebbe il presunto custode della fortuna di Putin?

Da sinistra, il musicista Sergej Roldugin, il Presidente Vladimir Putin e il primo ministro Dmitrij Medvedev.

Da sinistra, il musicista Sergej Roldugin, il Presidente Vladimir Putin e il primo ministro Dmitrij Medvedev.

: EPA / Vostock-photo
Nei documenti segreti pubblicati dal gruppo di giornalisti figurerebbe anche il nome di un famoso violoncellista russo, amico intimo del Presidente, da alcuni indicato come il “custode del denaro di Putin”. Ma chi è veramente Sergej Roldugin e perché il suo nome è finito nella bufera?

Il 3 aprile l’International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ) ha presentato i risultati di un’indagine che punta il dito contro politici e businessman. Non solo russi ma di tutto il mondo. Dopo aver ricevuto da una fonte anonima una parte del database dell’impresa panamense Mossack e Fonseca (la quarta impresa offshore più importante del mondo), il gruppo di giornalisti ha pubblicato informazioni sui presunti trasferimenti illegali tra milioni di compagnie con conti “opachi”. Una parte di questa inchiesta chiama in causa anche 13 fra politici e imprenditori russi, le cui attività sarebbero presumibilmente legate, in forma indiretta, al Presidente russo. 

“Su Putin non è stata pubblicata alcuna notizia in concreto. Non ci sono dettagli”, ha detto il segretario stampa del Presidente russo, Dmitrij Peskov, che risulta menzionato all’interno del report. Nonostante nella stessa banca dati il nome di Putin non venga menzionato nemmeno una volta, “ci sembra evidente che l’obiettivo principale di queste accuse sia stato e continui a essere il nostro Presidente”, in particolar modo in vista delle prossime elezioni presidenziali che si terranno nel 2018, assicura Peskov. 

Secondo i giornalisti dell’International Consortium of Investigative Journalists, Sergej Roldugin, un famoso violoncellista di San Pietroburgo nonché amico intimo del Presidente, sarebbe una pedina chiave nella rete di imprese offshore del governo e del Presidente. L’International Consortium si dice convinto che l’artista abbia da tempo una doppia vita: da un lato, che sia un musicista e professore modesto ma al contempo famoso; dall’altro che sia un “custode del denaro di Putin”, al cui nome sarebbero legati vari gruppi e imprese offshore con entrate che sfiorerebbero svariati miliardi di dollari.

La versione di Roldugin

Roldugin non ha mai nascosto la sua vecchia e consolidata amicizia con Putin. Nella biografia del Presidente russo “In prima persona” (2000), Putin racconta come si siano conosciuti nel 1977 e come da allora “non si siano più divisi”.

“Per me è come un amico - ricorda Roldugin in questo libro -. Prima, quando non avevo dove dormire, andavo a casa sua e lì dormivo e mangiavo”. Insieme andavano a teatro con “l’affascinante Lyuda”, che più tardi sarebbe diventata la moglie di Putin. 

Dopo essersi laureato al Conservatorio di Leningrado, Roldugin ha iniziato a esibirsi in Giappone. “Io avevo più soldi di Vovka (Putin). Dai miei viaggi gli portavo souvenir, magliette e cose così”, racconta il violoncellista.

Ciò che però è certo è che i mezzi di comunicazione non fanno riferimento a Roldugin come all’amico di Putin. Generalmente ci si riferisce a lui in altri termini: come solista e direttore del teatro Mariinskij, come direttore musicale o come mecenate. Solo in alcune occasioni viene menzionata la sua partecipazione minoritaria nella banca Rossiya, conosciuta tra i mezzi di comunicazione russi e stranieri come “la migliore banca per la cerchia di amici vicini a Putin”. Secondo i documenti della banca, Roldugin sarebbe diventato azionista nel 2005 e, dopo aver ampliato il capitale, avrebbe acquisito un 3,96% di azioni per un valore di 375 milioni di rubli (13.300.000 dollari secondo il tasso di cambio del 2005).

Tuttavia Roldugin ha sempre sottolineato di non essere interessato al mondo degli affari. “Non sono un imprenditore. Non ho milioni di dollari”, aveva dichiarato il musicista in un’intervista al New York Times nel 2014. Secondo il giornale russo RBC, Roldugin non avrebbe fatto parte della direzione della banca.

Sicuramente, per un certo periodo, il famoso violoncellista avrebbe cercato di coronare la sua brillante carriera d’artista con l’attività amministrativa. Per un anno è stato rettore del Conservatorio di San Pietroburgo: un incarico che ha lasciato spazio all’ipotesi di una possibile nomina come ministro della Cultura. Nel 2005, invece, Roldugin è diventato direttore artistico della Casa della Musica di San Pietroburgo, che venne trasferita in un palazzo costruito nel XIX secolo. Una parte dei finanziamenti dei lavori di ristrutturazione dell’edificio derivò proprio dalla stessa banca Rossiya. E il monopolio del gas Gazprom, secondo le parole dello stesso Roldugin, “donò i piani”.

Le ipotesi su di lui

Il musicista comunque continua a sottolineare il proprio totale disinteresse nei confronti del mondo degli affari: l’unica cosa che gli interessa, sostiene lui, è la musica. Tutto il resto passa in secondo piano.

Tuttavia, secondo i dati della Mossack, si potrebbe dedurre che Roldugin sia il re di un impero offshore. Così almeno suppongono i corrispondenti del giornale Novaya Gazeta che collaborano all’inchiesta insieme all’International Consortium of Investigative Journalists, seguendo la parte russa. 

A Roldugin vengono attribuite quattro compagnie (due direttamente e altre due attraverso persone nella cerchia delle sue amicizie). Attraverso queste imprese, secondo il report, sarebbero circolate decine di milioni di rubli al giorno, appartenenti ad oligarchi russi (anche loro amici di Putin), che più tardi sarebbero stati destinati a trasferimenti sospetti e che sarebbero stati investiti nell’acquisto di attivi strategici per il Paese (KAMAZ, AVTOVAZ, o Video International, un’importante impresa del settore della pubblicità televisiva) o in costruzioni come palazzi, club nautici o balneari. Presumibilmente, queste compagnie avrebbero ottenuto crediti in modo illegale.

In questo modo, secondo i calcoli dei giornalisti, nel conto panamense dell’amico di Putin figurerebbe una fortuna di due miliardi di dollari.

E quale sarebbe il ruolo del Presidente in tutto ciò? Secondo una fonte vicina a Roldugin, scrive Novaya Gazeta, “il Presidente avrebbe avuto bisogno di una persona nella quale poter aver totale fiducia per seguire, attraverso di lei, lo stato dei propri affari”. “Potremmo chiamarlo ‘custode’”, ha dichiarato al giornale un’altra fonte, vicina al musicista.

Rispondendo alla stampa sulla sua presunta partecipazione nelle società offshore di Panama, Sergej Roldugin ha detto: “Ho avuto dei rapporti con questo affare molto tempo fa, prima della perestrojka. Sì è così. Gli affari avevano iniziato a crescere ed erano arrivati fino a questo punto. Con questi soldi si sovvenziona, tra le altre cose, la Casa della Musica. Ma questa è un’altra storia”.

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