Kerry a Mosca nel segno del disgelo

Il segretario di Stato Usa John Kerry, a sinistra, e il ministro russo degli Esteri Sergej Lavrov.

Il segretario di Stato Usa John Kerry, a sinistra, e il ministro russo degli Esteri Sergej Lavrov.

: EPA
La visita del segretario di Stato Usa in Russia apre le porte a una nuova fase di dialogo tra i due Paesi, le cui posizioni sulle questioni di più stretta attualità sembrano essere meno divergenti

Una visita particolarmente fruttuosa. Così il segretario di Stato Usa John Kerry ha definito il suo viaggio a Mosca. Dopo un lungo faccia a faccia con il ministro russo degli Esteri Sergej Lavrov e con il Presidente russo Vladimir Putin, Kerry ha incontrato anche il ministro tedesco degli Esteri e il Principe Ereditario di Abu Dhabi.

Il fatto di aver scelto proprio Mosca come sede per questi colloqui contraddice le dichiarazioni, spesso ripetute dai Paesi occidentali durante il conflitto ucraino, sulla necessità di isolare la Russia. L’atmosfera rilassata degli incontri è quindi la prova più evidente del fatto che la politica di isolamento sta subendo una notevole frenata. 

Diversamente dal solito, il meeting si è svolto in un’atmosfera particolarmente amichevole. “Dopo le recriminazioni, Kerry e Lavrov si sono aperti di nuovo al dialogo. La differenza si è notata anche nell’ambiente: una cosa totalmente inedita negli ultimi tempi”, scrive il quotidiano russo Kommersant. La visita di Kerry dimostra quindi che gli Stati Uniti stanno cercando di cooperare con Mosca in maniera più approfondita. 

Non è comunque possibile dimenticare del tutto le difficoltà. Il faccia a faccia tra i due è durato quattro ore: lo stesso tempo che il segretario di Stato Usa ha speso con Putin. Al centro dei colloqui, la Siria e l’Ucraina, questioni sulle quali Mosca e Washington hanno visioni piuttosto diverse. 

Tuttavia gli esperti russi consultati sottolineano che ora le divergenze tra Usa e Russia non sono poi così evidenti come prima. “Per quanto riguarda la Siria, si può affermare che le posizioni di Mosca e Washington si stanno avvicinando”, ha dichiarato Yurij Rogulev, direttore della Fondazione di ricerca Franklin Roosevelt dell’Università statale di Mosca. 

Durante la conferenza stampa, Kerry ha fatto sapere di essere “piacevolmente sorpreso” per il fatto che il cessate il fuoco in Siria si stia rispettando da quasi un mese. Secondo Rogulev, ciò dimostra che entrambe le parti sono alla ricerca di un accordo in Siria. 

Il futuro della Siria e di Assad

Così come ha spiegato Kerry da Mosca, il processo di cambiamento politico in Siria dovrebbe terminare in agosto con l’accordo di un governo di transizione e una nuova costituzione. Secondo Kerry, “tutti noi cercheremo di fare in modo che Assad, nei prossimi giorni, prenda la decisione corretta e accetti il processo politico di una autentica transizione verso la pace in Siria”.

Gli esperti consultati da Rbth sono convinti che il destino di Assad non sia più una questione irrisolvibile. Secondo Sergej Oznobishev, direttore dell’Istituto di Valutazioni Strategiche, Assad è importante per Mosca come pedina per stabilizzare la Siria. Senza dubbio, se il processo di formazione di un nuovo governo dovesse avere successo, la Russia potrebbe uscirne con “onore”.

Al contrario, Yurij Rogulev è convinto che negli ultimi mesi la posizione di Assad si sia rafforzata e che gli Usa se ne siano accorti.

Mosca richiede uguaglianza 

In merito alla crisi Ucraina, Kerry ha detto che il Presidente Obama è disposto a togliere le sanzioni contro la Russia nel caso in cui venissero applicati gli accordi di Minsk.
Secondo Sergej Oznobishev, la visita di Kerry è la dimostrazione della volontà di Washington e Mosca di ristabilire le relazioni bilaterali. Mosca vorrebbe che tali relazioni passassero a un nuovo livello e che poggiassero su basi di uguaglianza reale. Il Cremlino d’altronde ritiene che fino ad ora non sia stato così: l’Occidente, per esempio, non ha tenuto conto dell’opinione della Russia nel momento in cui ha sostenuto il cambiamento di potere in Ucraina. “Ora invece si sta notando la disponibilità da parte di Usa ed Europa per iniziare una nuova fase di comprensione”, sottolinea l’esperto. 

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