Bruxelles, il giorno dopo

Fiori e candele a Bruxelles per le vittime del terrorismo.

Fiori e candele a Bruxelles per le vittime del terrorismo.

: AP
Quali saranno le conseguenze dei nuovi attacchi che hanno colpito il Belgio? L’Europa riuscirà a trovare nuove forme di collaborazione con la Russia nella lotta al terrorismo?

Gli attacchi terroristici di Bruxelles che hanno fatto oltre trenta vittime e centinaia di feriti avranno serie conseguenze sul continente. Assecondano la retorica della paura e potrebbero essere utilizzati da coloro che guardano con profondo scetticismo la questione dell’immigrazione. Il tema dei migranti d’altronde è di stretta attualità in Europa e ha fatto riaccendere il dibattito sui confini e sulla libertà di movimento. Questi nuovi attacchi, ovviamente, porteranno con sé delle conseguenze: è assai probabile che cresca un sentimento di diffidenza nei confronti degli stranieri e che vengano rafforzate le misure di sicurezza. Nel frattempo, mentre si organizzano manifestazioni di solidarietà nei confronti di Bruxelles, il livello d’allerta cresce in tutta Europa. 

Secondo uno studio pubblicato dal gruppo Soufan Group impegnato nella sicurezza, sarebbero oltre 470 le persone provenienti dal Belgio che si sarebbero unite a gruppi jihadisti in Siria e in Iraq. In tutta Europa se ne contano circa cinquemila. A fronte di ciò, la UE cercherà di prendere “misure prudenti” nei confronti dei migranti in arrivo dal Medio Oriente. Ma non è tutto. Gli stessi terroristi potrebbero cercare nuovi adepti proprio qui, coscienti del fatto che il sentimento xenofobo contro i rifugiati potrebbe causare ancor più caos e instabilità in Europa.

La politica antiterrorista

Questa nuova strage avrà dure ripercussioni sul modo in cui l’Europa pensa e organizza la propria strategia di sicurezza. D’altronde non solo si tratta del secondo attacco in cinque mesi in una capitale europea, ma di un attacco che ha colpito obiettivi sensibili come l’aeroporto e la metropolitana. I membri UE dovranno quindi rivedere la strategia di lotta contro il terrorismo in Medio Oriente.

Quanto avvenuto a Bruxelles infatti potrebbe accadere in qualsiasi altra città. Adesso nessuno si sente sicuro, soprattutto visto che il barbaro crimine è stato compiuto in un momento in cui erano in vigore i più alti sistemi di sicurezza.

Dopo gli attentati di Parigi, la Francia ha intensificato la lotta contro il terrorismo in Siria e in Iraq, inviando forze navali sulle coste siriane e organizzando interventi aerei contro i terroristi.

Il Presidente francese François Hollande è stato il primo leader europeo a dimostrare pubblicamente la propria solidarietà al Belgio. “Attaccando Bruxelles hanno attaccato l’Europa intera”, ha detto Hollande. “Siamo in guerra”, ha aggiunto il primo ministro francese Manuel Valls.

Così come avvenuto dopo le stragi di Parigi, questo attentato potrebbe avere la capacità di unire i diversi membri dell’UE, spingendoli verso una politica più unita in Siria e in Iraq, al fine di placare la violenza nella stessa Europa. Dopo Parigi si era parlato di rafforzare questa battaglia. Ma non si era arrivati ad alcuni accordo.

È opportuno ricordare la reazione di Mosca. Dopo aver condannato gli attacchi e aver espresso le proprie condoglianze, Maria Zakharova, portavoce del Ministero russo degli Esteri, ha affermato che il doppio standard utilizzato da alcuni Paesi nella lotta contro il terrorismo potrebbe avere dure conseguenze. “Non si possono dividere i terroristi in buoni e cattivi. Non si può “flirtare” con i terroristi in una regione (come nel Caucaso del Nord e in Medio Oriente), sperando che non arrivino in altre parti del pianeta”.

In queste circostanze, la Russia sta cercando di aumentare gli sforzi per creare una coalizione antiterrorista di vasta scala con gli europei contro i jihadisti in Siria. Il tentativo di creare una coalizione contro l’IS con la Francia, dopo gli attacchi di Parigi, è fallita. E questo potrebbe essere il momento giusto per riprovarci. La maggiore vulnerabilità dell’Europa fa sì che questo sia il momento migliore per cooperare con Mosca contro i gruppi islamisti in Siria.

L’accordo con la Turchia e le sue conseguenze

D’altra parte, dopo l’accordo tra la Turchia e l’UE per fermare il flusso di rifugiati verso l’Europa, non c’è alcun dubbio che Ankara utilizzerà questi attacchi per negoziare un accordo più vantaggioso.

È possibile cha la Turchia chieda più denaro o condizioni migliori affinché i propri cittadini possano entrare in Europa senza visto. È inoltre possibile che critichi l’Europa per la sua riluttanza a lottare contro le fazioni del PKK curdo e i curdi siriani, che Ankara considera responsabili dei recenti attacchi terroristici nel suo territorio. Erdogan ha già parlato pubblicamente del suo disaccordo con l’Europa in merito alla lotta antiterrorismo.

In conclusione, l’Europa sta affrontando uno dei periodi più difficili: finché cerca di affrontare le conseguenze della crisi economica, si ritrova a dover gestire la crisi dei rifugiati e la nascita di nuovi processi centrifughi. Questa lotta tra la coesione interna e le minacce esterne, cui si aggiungono i nuovi attacchi a Bruxelles, potrebbe aiutare l’Europa a trovare una maggiore unità. O, al contrario, potrebbe indebolirla ulteriormente.

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