Come fratelli

Lo storico incontro tra il Patriarca Kirill e Papa Francesco all'Avana.

Lo storico incontro tra il Patriarca Kirill e Papa Francesco all'Avana.

EPA/ADALBERTO ROQUE/POOL
Papa Francesco e il Patriarca Kirill dopo l’incontro all’Avana: “Conversazione dai toni aperti e amichevoli. Capiamo la responsabilità delle nostre Chiese”. Firmata una dichiarazione congiunta sulle persecuzioni dei cristiani, sul tema della famiglia e la guerra in Siria

Dopo un incontro da tutti definito storico, Papa Francesco e il Patriarca Kirill hanno firmato all’Avana, Cuba, una dichiarazione sulla difesa dei cristiani vittime delle persecuzioni in Medio Oriente e nel Nord Africa. Oltre a constatare questa posizione comune delle due Chiese, la dichiarazione fa riferimento al tema della famiglia e alla perdita dei valori familiari. Alcuni punti del documento parlano della guerra civile in Siria, del conflitto in Ucraina e della situazione dei rifugiati in Medio Oriente e in altre regioni.

La firma alla dichiarazione, il cui testo era stato previamente concordato, è stata posta sotto l’immagine dell’icona della Vergine di Kazan. 

“Abbiamo trascorso due ore conversando con toni aperti e amichevoli”, ha detto il Patriarca al termine dell’incontro. “Capiamo la responsabilità delle nostre Chiese, per numero di credenti, per il futuro della cristianità e della civilizzazione. È stata una riunione molto interessante che ci ha permesso di capire e percepire la posizione altrui”.

Il Patriarca ha sottolineato che “a partire dai risultati di questa riunione, le due Chiese possono essere capaci di proteggere i cristiani in tutto il mondo, lavorando in maniera responsabile per porre fine alla guerra, e affinché in ogni dove venga rispettata la vita delle persone; affinché venga consolidata la moralità umana e affinché, attraverso la partecipazione della Chiesa nella vita della società moderna, venga santificato il Santo Nome di Dio, dello Figlio e dello Spirito Santo”.

“Abbiamo parlato come fratelli”, ha dichiarato Papa Francesco al termine del colloquio, “perché siamo pontefici, professiamo la fede cristiana e abbiamo cercato il modo per capirci”. 

Il Papa ha inoltre sottolineato che la conversazione con il Patriarca Kirill è stata “molto cordiale”. “Durante il nostro colloquio ho sentito la presenza dello Spirito Santo”, ha concluso Bergoglio.

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