Caso Litvinenko, Mosca respinge le accuse di Londra 

Aleksandr Litvinenko

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AP
Un’inchiesta britannica indica l’imprenditore Dmtrij Kovtun e il deputato Andrej Lugovoy come responsabili della morte dell’ex spia russa. Nel report, anche il nome del Presidente russo Vladimir Putin. Il Ministero degli Esteri: “Un caso politicizzato. Pubblicheremo nostra recensione dettagliata”

Gli investigatori britannici hanno indicato l’imprenditore Dmtrij Kovtun e il deputato Andrej Lugovoy come responsabili della morte di Aleksandr Litvinenko, ex agente dell’Fsb (i servizi segreti russi). Il documento è stato pubblicato oggi, 21 gennaio 2016. 

Nel documento, parzialmente pubblicato sulla stampa inglese, si legge che “l’operazione dell’FSB di uccidere Litvinenko è stata probabilmente approvata da Nikolaj Patrushev (a capo dei servizi segreti russi nel 2006), così come dal Presidente Putin”. 

Mosca respinge le accuse. E si prepara a presentare una risposta dettagliata al report, dopo averne analizzato in maniera approfondita il contenuto. 

I commenti 

Per il momento Dmtrij Kovtun si è astenuto dal rilasciare commenti. “La stampa ha fornito informazioni incomplete in riferimento all’inchiesta del giudice britannico Robert Owen. Vorrei avere maggiori informazioni”, ha detto Kovtun a Interfax.

Definisce invece “assurdo” il suo presunto coinvolgimento nella morte di Litvinenko Andrej Lugovoy, convinto che l’inchiesta non sia altro che una farsa, utilizzata per scopi politici. 

“Le accuse mosse contro di me sono assurde - ha dichiarato Lugovoy a Interfax -. Così come ci aspettavamo, tutto ciò non ha senso. Gli esiti dell’indagine hanno dimostrato ancora una volta la posizione anti-russa di Londra, la sua chiusura mentale e la riluttanza, da parte degli inglesi, nel determinare la vera causa della morte di Litvinenko”. Lo “scandalo del polonio”, ha aggiunto, è servito a Londra come comodo strumento per perseguire i propri scopi politici. 

Gli eventi in Ucraina del 2014, l’isteria anti-russa iniziata dopo quel periodo e la conseguente riapertura del caso Litvinenko mi sembrano un patetico tentativo da parte di Londra di utilizzare questo scheletro nell’armadio per soddisfare le proprie ambizioni politiche. Spero che questo verbale sul polonio possa sfatare il mito sull’imparzialità della giustizia britannica”, ha aggiunto Lugovoy. 

Le reazioni ufficiali

Il portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, si dice dispiaciuta per il fatto che “un caso strettamente penale sia stato politicizzato e abbia oscurato l’atmosfera generale di relazioni bilaterali”.

“Ovviamente, la decisione di sospendere l’indagine legale e di iniziare ‘un’udienza pubblica’ ha una motivazione chiaramente politica”, ha detto Zakharova alla stampa.

“Certo, abbiamo bisogno di un po’ di tempo per analizzare a fondo i contenuti di questo documento, e in seguito pubblicheremo una nostra recensione dettagliata”. 

Tuttavia le conclusioni del tribunale di Londra non avranno alcuna conseguenza giuridica per Lugovoy e Kovtun, ha rivelato a Interfax una fonte legata alle forze dell’ordine russe. La Costituzione russa non consente infatti l’estradizione dei propri cittadini, ha fatto notare la fonte. 

Litvinenko, fuggito in Gran Bretagna nel 2000, morì nel novembre 2006 poco dopo un incontro con i suoi ex colleghi Lugovoy e Kovtun. Nel suo corpo sono state trovate tracce di polonio radioattivo. 

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