Mosca: Ecco le prove di come la Turchia fa affari con l’Is

La conferenza stampa a Mosca.

La conferenza stampa a Mosca.

Ministry of Defence of the Russian Federation
Il Ministero russo della Difesa presenta alcuni documenti e accusa Erdogan e la sua famiglia di essere coinvolti nel traffico di petrolio con lo Stato Islamico

Il Ministero russo della Difesa ha presentato alcuni documenti che dimostrerebbero come la Turchia compra petrolio dallo Stato Islamico. Il capo della Direzione Generale dell’Operazione dello Stato Maggiore ha mostrato alcune immagini di colonne di camion con barili di petrolio sulla frontiera turco-siriana. Il Ministero ritiene che i camion trasportino il petrolio verso le zone portuali, per inviarlo poi a paesi terzi.

“Secondo i dati ricevuti - ha dichiarato il viceministro russo della Difesa Anatoly Antonov durante una conferenza stampa a Mosca -, alti funzionari politici del Paese, compreso il Presidente Erdogan e la sua famiglia, stanno partecipando a questo gioco criminale”. 

In relazione a questi dati, la Russia ha chiesto alla Turchia che vengano aperti gli accessi ai luoghi dove, secondo il Ministero della Difesa, si troverebbero i centri dell’industria petrolifera dello Stato Islamico.

Il Presidente russo Vladimir Putin aveva denunciato il traffico di petrolio tra la Turchia e lo Stato Islamico anche durante l’inaugurazione del vertice sul clima a Parigi, il 30 novembre scorso: “Abbiamo tutte le ragioni per pensare che la decisione di abbattere il nostro aereo sia stata dettata dalla volontà di proteggere queste rotte di transito del petrolio verso il territorio turco - aveva detto Putin -, per assicurare forniture illegali di petrolio dall'Is alla Turchia”. 

 

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