Mosca: Pronti a reagire a espansione Nato

Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg

Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg

Reuters
L’Alleanza Atlantica, che ha condannato l’intervento russo in Siria, si prepara a realizzare altri due quartier generali nell’Europa Orientale. Questo quanto emerso dal summit dei ministri della Difesa dei Paesi membri. Decisioni che nella Federazione sono state bollate come “assurde”

Si è svolta a Bruxelles la riunione dei ministri della Difesa della Nato dove, tra i temi all'ordine del giorno, è stata affrontata la questione delle azioni militari dell’Alleanza in Europa Orientale e dell’intervento militare della Russia in Siria.   

Aprendo l’8 ottobre i lavori del summit, il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha accolto la decisione della Gran Bretagna di inviare i suoi militari a rotazione nei Paesi del Baltico e in Polonia. Stoltenberg ha anche reso nota la decisione di realizzare due quartier generali in Slovacchia e Ungheria. Nei paesi dell’Europa Orientale esistono già sei di questi quartier generali. La Nato ha anche dato la sua definitiva approvazione alla realizzazione di contingenti di forze di reazione rapida, proponendo di incrementarli fino a 40mila unità. Il segretario generale ha spiegato che la necessità di “potenziare le forze dell’alleanza” è dettata innanzitutto dalla crisi in Ucraina e dalle operazioni militari della Federazione Russa in Siria.

Le decisioni e le dichiarazioni d’intenti di Bruxelles hanno suscitato, com’era prevedibile, la reazione immediata Mosca. La Nato copre i suoi piani di espansione verso i confini russi “con il pretesto di immaginarie minacce che giungerebbero da Mosca” ha dichiarato Dmitry Peskov, portavoce del Presidente della Federazione Russa. Peskov ha sottolineato poi che qualunque passo dell’Alleanza in questa direzione “provocherebbe delle reazioni volte a ripristinare il necessario equilibrio”. Il presidente della Commissione affari esteri della Duma di Stato russa, Aleksey Pushkov, ha reagito con maggior trasporto, definendo la decisione della Nato di difendere i Paesi Baltici dalle “minacce” russe come il “teatro d’assurdo”. 

Una risposta “silenziosa e concreta”

Il ministro della Difesa britannico, Michael Fallon, ha comunicato che Londra dislocherà nei Paesi del Baltico e in Polonia 100 unità militari. Malgrado la scarsa entità del contingente, gli esperti russi ritengono che simili passi rappresentino una sorta di sfida diretta alla Russia. “Esse [le azioni della Nato] non costituiscono per la Russia dei rischi in direzione di una guerra totale, ma possono senz’altro far paventare uno scenario da conflitto locale” ha dichiarato a Rbth Aleksey Fenenko, collaboratore dell’Istituto per i problemi della sicurezza internazionale. Ivan Konovalov, direttore del Centro di studi indipendente sui problemi di congiuntura strategica, osserva che i quartieri generali, veri centri di comando e controllo, che la Nato intende realizzare potrebbero risultare pericolosi per la Russia. Secondo le informazioni diffuse dai media, nei quartier generali (ufficialmente designati come Nato Force Integration Units) saranno operative circa 40 persone che si occuperanno prevalentemente dell’addestramento e delle questioni strategiche.

“Tali strutture sono necessarie per aumentare la concentrazione di forze militari in certe aree. Se diventeranno otto, significherà che saranno dislocati in tutti i paesi dell'Europa Orientale situati in prossimità dei confini dell’ex Urss” […] In linea di principio, grazie a questi centri, si potrebbe aumentare, volendo, la concentrazione di forze militari” ha dichiarato l’esperto a Rbth. Il vice capo della Commissione Difesa della Camera Alta del parlamento russo, Frants Kintsevich, ha comunicato che la Russia reagirà alla comparsa dei nuovi quartier generali secondo il protocollo e le convenzioni di guerra esistenti”.

“La reazione di Mosca sarà molto silenziosa e concreta e avverrà nel rispetto delle convenzioni di guerra”, ha dichiarato il senatore, nell’intervista a Rbth, senza tuttavia precisare con quali misure intenderà reagire la Russia. Al contempo, secondo gli esperti intervistati, la risposta più probabile da parte della Federazione Russa sarà un aumento dei contingenti militari ai confini occidentali del Paese.

Il Pentagono e le perdite della Russia 

A Bruxelles si è parlato della campagna dell’esercito russo in Siria. Stoltenberg ha redarguito per l’ennesima volta la Russia a nome dell’Occidente, dichiarando che Mosca indirizza prevalentemente i suoi attacchi non contro l’Isis, bensì contro gli “altri gruppi dell’opposizione”. Di tono particolarmente aspro è stato l’intervento del capo del Pentagono Ashton Carter sulla campagna militare russa in Siria. Carter ha preannunciato che le azioni di Mosca “avranno conseguenze per la stessa Russia che ha motivi fondati per temere delle aggressioni”.

“Nei prossimi giorni la Russia comincerà a subire delle perdite in Siria”, ha detto il capo del Pentagono. Immediata è stata la reazione del Ministero della Difesa russo alle parole di Carter attraverso il portavoce del dicastero, Igor Konashenkov. “Nelle valutazioni delle molteplici operazioni effettuate dalle forze militari americane in tutto il mondo, i rappresentanti del Ministero della Difesa non si sono mai abbassati ad augurarsi pubblicamente la morte dei soldati americani, né tantomeno quella dei cittadini americani comuni”, ha sottolineato Konashenkov.

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