Ucraina, l'Europa cerca nuove soluzioni

La cancelliera tedesca Angela Merkel e il Presidente ucraino Petro Poroshenko (Foto: Reuters)

La cancelliera tedesca Angela Merkel e il Presidente ucraino Petro Poroshenko (Foto: Reuters)

Vertice trilaterale a Berlino tra i leader di Germania, Francia e Ucraina. Ma la Russia resta fuori. E si formulano nuove ipotesi sui futuri sviluppi del conflitto

I leader di Ucraina, Germania e Francia hanno deciso di organizzare, il 24 agosto, nel giorno dell’Indipendenza dell’Ucraina, un incontro a tre a Berlino. I colloqui si terranno nel “formato normanno”, ma senza il Presidente russo Vladimir Putin. “Non si tratta di un ‘formato di Normandia’, ma di un incontro trilaterale tra i rappresentanti di Germania, Francia e Ucraina - ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov -. E noi, naturalmente, seguiremo da vicino la sua organizzazione. Presteremo anche grande attenzione su come si concluderà”.

Secondo gli esperti, l’incontro di Berlino sarà un tentativo di isolare la Russia dal “formato di Normandia”.

Il vice direttore del Centro per le ricerche complesse e internazionali della Scuola Superiore di Economia ha detto che “l’incontro fra i tre leader è stato voluto innanzitutto per concordare una posizione comune sulla situazione nel Donbass e su una riforma costituzionale in Ucraina da presentare poi al Presidente russo Vladimir Putin al termine della riunione”. “Da un lato - ha detto -, la Germania e la Francia sono interessate al cessate il fuoco in Donbass, ed è probabile che mettano pressione a Poroshenko. Dall’altro lato, cercano di dare l’impressione di fare fronte comune sulla questione della riforma costituzionale, sostenendo Poroshenko, mentre la parte russa si trova isolata dal formato normanno”. 

“Belino e Parigi - ha proseguito l’esperto -, cercheranno di assicurare che Kiev riesca a fare una riforma costituzionale tale da non compromettere né l’orientamento europeo, né la sovranità e il controllo sui territori della Repubblica Popolare di Donetsk e della Repubblica Popolare di Lugansk. Per questo, probabilmente, nella riunione del 24 agosto le parti elaboreranno una visione comune della riforma costituzionale in Ucraina, sostenendo che la sua attuazione affonda le radici nella realizzazione degli accordi di Minsk, mentre l’approccio russo alla riforma costituzionale ucraina risulta illegittimo”.

Dmitri Belsky, politologo e docente presso la Higher School of Economics, sostiene che “l’Europa non è contenta di Petr Poroshenko. Non si vuole il proseguimento del conflitto e non si sa bene come affrontare la difficile situazione economica dell’Ucraina. L’influenza di Bruxelles, la reputazione dei mediatori… tutto ciò crollerebbe se non si riuscisse a porre fine al conflitto. E qui si affacciano due opzioni: l’iniziativa per risolvere la situazione da parte dell’Occidente potrebbe essere presa in mano dagli americani, oppure si potrebbe allargare il giro di paesi coinvolti nel processo di negoziazione. Entrambe queste ipotesi però non piacciono a francesi e tedeschi. Devono sviluppare una strategia comune che affronti sia il conflitto in corso, sia le relazioni con la Russia. È il caso di seguire con gli accordi di Minsk o bisognerebbe formulare una nuova logica di accordi? In ogni caso, non sarà corretto chiamare il prossimo incontro di Berlino né negoziati, né consultazioni”.

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