L’Iran e il nucleare, Putin: “Sospiro di sollievo”

Il Presidente russo Vladimir Putin ha salutato la conclusione dell'accordo dichiarando che il “mondo oggi ha tirato un sospiro di sollievo” (Foto: Photoshot / Vostok Photo)

Il Presidente russo Vladimir Putin ha salutato la conclusione dell'accordo dichiarando che il “mondo oggi ha tirato un sospiro di sollievo” (Foto: Photoshot / Vostok Photo)

Dopo i lunghi negoziati, è stato raggiunto l'accordo sul programma nucleare di Teheran. Lavrov: “Ha trionfato la via politico-diplomatica da sempre sostenuta dalla Russia”

Il 14 luglio a Vienna, i sei negoziatori e l'Iran hanno raggiunto l'intesa sull'abrogazione delle sanzioni internazionali, in cambio di serie limitazioni allo sviluppo del programma nucleare iraniano, il cui obiettivo finale, secondo l'Occidente, è quello di costruire l'arma atomica. Il Presidente della Russia, Vladimir Putin, ha salutato la conclusione dell'accordo dichiarando che il “mondo oggi ha tirato un sospiro di sollievo”.

In Russia, al Ministero degli Affari Esteri hanno dichiarato che “ha trionfato la via politico-diplomatica di risoluzione del problema, da sempre sostenuta dalla Russia” e hanno espresso la speranza che l'accordo possa rafforzare il regime di non proliferazione del nucleare. Come ha reso noto il capo della diplomazia russa, Sergej Lavrov, la Federazione Russa parteciperà solertemente all'attuazione dell'intesa. L'uranio arricchito dell'Iran verrà esportato in Russia in cambio di forniture di uranio naturale. Anche la Russia prenderà parte al riadattamento della ditta iraniana di uranio impoverito “Fordo”.

Molti degli accordi fondamentali fra “i sei” e l'Iran erano già stati raggiunti ad aprile. Allora si era riusciti a raggiungere il consenso dell'Iran su una limitazione significativa delle centrifughe e delle riserve di uranio impoverito, nonché sulla riqualificazione di una serie di impianti nucleari e su un controllo più esteso da parte dell'AIEA. A Vienna, come hanno riportato i media, non si era riusciti ad arrivare ad un compromesso in merito all'embargo militare, imposto all'Iran dall'inizio del 2010, né si aveva idea di come dovesse muoversi il meccanismo di annullamento delle sanzioni. Nel complesso, gli stati si sono accordati sul fatto che il divieto della NATO sulla fornitura di armi all'Iran dovesse durare ancora 5 anni, e che il controllo di questo processo dovesse essere effettuato da una speciale commissione, guidata dal capo della diplomazia europea, Federica Mogherini. In caso di violazione dell'accordo da parte dell'Iran, le sanzioni NATO potrebbero essere riattivate nel giro di due mesi.

I futuri accordi

Al contempo però, come mettono in evidenza gli esperti russi, il futuro degli accordi è ben lungi dall'esser sereno e la partecipazione della Russia alla sua applicazione potrebbe essere messa in dubbio. Dmitrij Estaf'ev, esperto e membro del Consiglio del Centro PIR, in un'intervista a RBTH ha stimato le possibilità di esecuzione dell'intesa a 50 a 50, dato che l'approvazione del compromesso potrebbe rivelarsi un processo non tanto semplice per l'Iran. Come sottolinea il collaboratore del programma “I problemi della non proliferazione” del centro moscovita Carnegie, Petr Topychkanov, “sia in Occidente che in Iran ci sono influenti avversari di questo accordo” e molto dipenderà proprio dal loro comportamento.

L'importanza fondamentale dell'Iran per la Russia

Secondo le parole di Lavrov, l'esecuzione degli accordi rafforzerà i legami economici fra Mosca e Teheran. “Con l'Iran abbiamo in comune un massiccio programma di sviluppo dell'energia nucleare”, ha dichiarato il ministro russo. Radzhab Safarov, direttore generale del Centro per lo studio dell'Iran, ha dichiarato a RBTH che oltre che nella sfera dell'energia, l'annullamento delle sanzioni apre alle compagnie russe una serie di possibilità sul mercato dell'Iran in settori quali l'industria chimica e le tecnologie d'informazione, la costruzione di vie ferroviarie e altri ambiti ancora. Grandi prospettive ci sono anche nella cooperazione tecnica e militare fra i due paesi. Una delle testimonianze a favore di questa collaborazione è stata la conferma, da parte russa, della vendita all'Iran di sistemi di difesa aerea C-300. Come messo in evidenzia dai media, il costo potenziale dei contratti nell'ambito della difesa militare è stimato dai 20 ai 70 miliardi di dollari.

Secondo l'opinione di Evstaf'ev, “l'Iran necessita di un partner serio come la Federazione Russa”. “L'Iran considera innanzitutto la Russia un partner economico. La base ideologica dell'Iran per noi è al momento troppo esotica (per un partenariato politico)”, ritiene Evstaf'ev. L'esperto mette in evidenza che, oltre ai contatti squisitamente commerciali, l'Iran possiede anche una posizione logistica importante. Per la Russia conta molto il corridoio “Nord-sud”, che controllerà per l'80%, spiega l'analista. Attraverso questo tragitto, i carichi provenienti dall'India e dagli altri paesi dell'Asia meridionale, attraverso l'Iran e la Russia potrebbero arrivare agli stati del nord-ovest europeo. “L'Iran è di importanza fondamentale per la Russia per quanto riguarda la formazione di una politica estera multi-vettoriale e di una politica estera economica”, riassume Evstaf'ev.

 
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Il petrolio iraniano: una sfida per la Russia?

Nel contesto delle conseguenze economiche per la Russia, a seguito all'annullamento delle sanzioni contro l'Iran, i media discutono animatamente la possibilità di un calo dei prezzi sul principale articolo russo d'esportazione, dopo che sul mercato si sarà affacciato anche il petrolio iraniano. Gli analisti tuttavia ritengono che in tal caso nulla sarà così semplice e scontato.

“Da un punto di vista puramente pragmatico, certamente, l'influenza del petrolio iraniano su quello russo non è certo positiva, dato che l'Iran è un giocatore piuttosto serio sul mercato del petrolio. Tra un semestre l'Iran avrà nuove forze e metterà sul mercato circa 1 milione o 1,5 milioni di barili di petrolio”, ritiene Radzhab Safarov. Dicendo questo, l'esperto sottolinea che solo nella breve prospettiva ciò potrebbe avere influenza negativa per la Russia, dato che la produzione di petrolio è controllata in maniera significativa dall'OPEC e Teheran non farebbe che riprendere la sua quota all'interno del volume complessivo dell'organizzazione, passata, in seguito alle sanzioni, sotto il controllo dell'Arabia Saudita che dovrà invece ridurre la propria produzione di petrolio.

Iran e sistema anti-missile europeo

Sergej Lavrov, comunicando il buon esito dell'accordo, ha anche ricordato della promessa fatta nel 2009 dal Presidente americano Barack Obama, di rinunciare al sistema anti-missile in caso di regolazione del programma nucleare iraniano. Gli esperti sono uniti nel convenire che questo punto non verrà rispettato, dato che sin dall'inizio il progetto non aveva grande legame con l'Iran. Secondo le parole di Evstaf'ev, Lavrov ha semplicemente voluto “provocare” Barack Obama. Secondo l'opinione di Topychkanov, trattasi invece di un preciso messaggio all'Occidente, affinché si ricordi delle dichiarazioni fatte in precedenza”

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