Referendum in Grecia, la visione di Mosca

Mosca si augura che Atene raggiunga presto un accordo con i creditori (Foto: Reuters)

Mosca si augura che Atene raggiunga presto un accordo con i creditori (Foto: Reuters)

Putin e Tsipras hanno discusso al telefono i risultati del voto del 6 luglio: la Russia spera che Atene raggiunga presto un compromesso con i creditori

Mosca rispetta la volontà dei cittadini greci e augura di "raggiungere al più presto il compromesso necessario con i creditori al fine di intraprendere delle decisioni che possano portare la stabilità economica e sociale nel paese". Così il portavoce del Presidente russo Dmitry Peskov. "La Grecia è un paese con il quale intratteniamo dei rapporti di lunga data, storici, molto stretti e con il quale abbiamo una partnership sviluppata. Rispettiamo il punto di vista emerso dal referendum. Siamo certamente molto attenti a ciò che è accaduto, che sta accadendo, e soprattutto, che accadrà in Grecia". Nel pomeriggio del 6 luglio il servizio stampa del Cremlino ha riferito di una conversazione telefonica intercorsa tra il Presidente russo Vladimir Putin e il primo ministro greco Alexis Tsipras, durante la quale sono stati discussi i risultati del referendum, così come alcuni problemi relativi a un ulteriore sviluppo della cooperazione russo-greca. In base a quanto rivelato dal servizio stampa, Putin ha espresso il proprio sostegno al popolo greco in merito alle difficoltà che il paese sta affrontando.

L’aiuto finanziario per Atene 

In risposta alla domanda se la Russia può o meno fornire assistenza finanziaria alla Grecia, nel caso in cui gli accordi con i creditori non venissero raggiunti, Peskov ha affermato che questa domanda dovrebbe essere indirizzata ad Atene. "Abbiamo più volte detto, e il ministro degli esteri Sergei Lavrov lo ha ribadito, che finora non ci sono state richieste di aiuto, e questo argomento non è ancora stato trattato nel corso dei nostri contatti bilaterali", ha fatto notare il portavoce del Presidente russo. Nel referendum tenutosi in Grecia domenica, oltre il 61% degli elettori ha detto "no" alle richieste degli istituti di credito europei. Solo circa il 39% si è dichiarato favorevole ad accogliere le richieste dei creditori. Al voto ha partecipato il 62,50% degli elettori registrati, circa 6,2 milioni di persone. Il referendum è stato indetto dal governo greco di Alexis Tsipras. Il governo ha dichiarato che il supporto della popolazione alle proposte del governo aiuterà le autorità del paese a raggiungere, rapidamente, un accordo con i creditori su condizioni che siano più accettabili per Atene. I rappresentanti dei creditori si erano detti contrari al referendum, sostenendo che la risposta "no" avrebbe potuto significare l’uscita del paese dall'Eurozona.

Due scenari 

Allo stesso tempo, secondo Alexey Pushkov, capo del Commissione Affari Esteri della Duma, le probabilità che Atene esca dalla zona Euro nel prossimo futuro sono scarse. Come ha dichiarato nel corso di un'intervista rilasciata a “Rossiya 24” il referendum non riguardava l’uscita dall’Eurozona, quanto invece l'atteggiamento della popolazione verso le condizioni imposte dai creditori. Il tema dell'uscita della Grecia dall'Eurozona non è al momento all'ordine del giorno, ma potrebbe presentarsi successivamente - osserva il parlamentare. Questi ha osservato come né Atene né Bruxelles siano interessati all’uscita della Grecia dall’euro. Questo potrebbe portare a un "effetto domino" e avere un impatto negativo sia sull'Eurozona che sul progetto dell'UE, nel suo complesso.

In precedenza, Pushkov aveva dichiarato a TASS che al momento sarebbero due gli scenari possibili futuri. Nel primo, la Grecia rinnoverà i negoziati con l'Unione europea e i suoi creditori «al fine di raggiungere alcune migliorie alle condizioni e rivedere, almeno parzialmente, l'accordo proposto dall’Europa alla Grecia». La seconda opzione consiste nel rifiuto dei negoziati da parte dell’UE o nel sostegno di posizioni inconciliabili durante i negoziati, che non permettano il raggiungimento di alcun compromesso, al fine di giungere ad una crisi politica in Grecia e alla caduta del governo Tsipras. Come sottolineato da Pushkov, la questione se la Grecia rimarrà o meno nell'Eurozona dipenderà da quale di questi due scenari si avvererà.

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