Expo 2015, ecco perché mangiare russo

Una doppia intervista: a Uilliam Lamberti, italiano, scelto come ambasciatore della Federazione all'esposizione universale di Milano, e ad Anastasia Kolesnikova, ideatrice del progetto “Gastronomia locale”

Uilliam Lamberti, ambasciatore della Russia all’Expo di Milano (Foto: Russia Expo 2015)

Dall'Italia alla Russia. Uno chef di successo scelto dalla Federazione per rappresentarla all'Expo milanese. È Uilliam Lamberti, co-proprietario e brand chef dei ristoranti Uilliam’s, Ugolek, Pinch, e brandchef di Grano e Mammina.

Per quale ragione ritiene di essere stato scelto proprio lei, che è italiano, come ambasciatore della Russia all’Expo? Che cosa ha provato quando l’ha saputo?

A dire il vero, per me è stata una piacevole sorpresa. Considero un onore rappresentare la Russia nella mia patria. Per quale ragione mi abbiano scelto non lo so. Forse grazie al fatto che il mio partner Ilya Tyuntenkov e io abbiamo realizzato a Mosca dei progetti molto interessanti di concept restaurant e che sono un estimatore della cucina russa. Mi piace rivisitare le ricette russe, aggiungendo qualche ingrediente originale. È il caso, per esempio, del risotto Borodinsky. Il pane Borodinsky è la prima cosa che associo alla Russia, in nessun’altra parte del mondo esiste un pane simile.

Quale piatto, a suo avviso, potrebbe rappresentare un paese plurinazionale come la Russia all’Expo, che è la più importante delle esposizioni internazionali?

Direi che non esiste un unico piatto. I russi sono molto ospitali. Le loro grandi tavolate allegre, con un'infinita varietà di gustose pietanze. È questo che dovremmo raccontare e mostrare. È una gioia. I cibi russi sono memorabili.

Com’è noto, in Italia la situazione dei ristoranti russi è problematica. Gli italiani sono degli incorreggibili conservatori a tavola. Quando le è capitato la prima volta di imbattersi nella nostra cucina nazionale russa e dove?

Quando sono venuto in Russia. Ho cercato per tanto tempo di capire in Italia come fosse la vera insalata russa. In Italia non è un granché. Ma quando sono venuto in Russia e ho provato la vera Olivier, ne sono rimasto entusiasta. È incredibilmente squisita.

Secondo lei qual è il piatto russo che potrebbe risultare più gradito ai suoi connazionali?

Non so perché, ma penso che potrebbero essere i pelmeni, i tipici ravioli russi, che ricordano un po’ i nostri tortellini. 

Anastasia Kolesnikova, ambasciatrice della Russia all’Expo di Milano (Foto: Russia Expo 2015)

Anastasia Kolesnikova, ideatrice del progetto “Gastronomia locale”, accompagnerà a Milano proprio Lamberti. Anche la Kolesnikova è stata scelta per rappresentare le tradizioni della cucina russa all'Expo.

Anastasia, che significato ha per lei essere stata scelta come ambasciatrice della Russia all’Expo?

Per me è un grande onore e sarà un'esperienza estremamente interessante. Una cosa è promuovere la diffusione della nostra cucina locale all'interno del paese e un'altra farla conoscere agli stranieri. Mi ha sempre colpito la storia dei nostri imprenditori che lavoravano per il bene della collettività, diffondendo e vendendo i nostri prodotti in tutto il mondo. Il mio sogno è replicare questo successo.

Con quali prelibatezze gastronomiche pensate di stupire lo smaliziato pubblico milanese e gli ospiti stranieri dell'Expo?

Abbiamo selezionato i prodotti tipici più interessanti provenienti da tutta la Russia, che hanno profonde radici e tradizioni, reinterpretandoli in chiave contemporanea ed è così che li presenteremo. Prepareremo, per esempio, delle mousse di latte di pinoli e offriremo del carpaccio di cervo.

La cucina russa, purtroppo, non è molto famosa nel mondo. Come pensate di promuoverla nei sei mesi che avrete a disposizione all’Expo?

Il nostro obiettivo è mostrare l’attualità della cucina russa, cercando di selezionare i prodotti che possono attrarre gli stranieri indipendentemente dal loro atteggiamento verso il paese. Perciò punteremo su prodotti confezionati che si possano vendere anche all’estero. Racconteremo la storia di chi ha inventato e prodotto questi alimenti. È la cosa più interessante!

Il vostro progetto “Gastronomia locale” è stato riconosciuto come una delle start-up russe di maggior successo. Avete intenzione di conquistare oltre all’Europa anche gli altri continenti?

Il nostro progetto è una piattaforma per il lancio del mercato e dell’industria alimentare. Due anni fa nessuno avrebbe mai potuto immaginare che a Mosca ci sarebbe stata un’offerta così variegata di street food o che si sarebbe potuto aprire un caffè senza avere alcuna esperienza. Se riuscissimo a diffonderci in tutto il mondo, sarebbe meraviglioso.

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