Ucraina, a Parigi sollecitato il cessate il fuoco

Il ministro russo degli Esteri Sergei Lavrov è volato a Parigi per partecipare all’incontro tra i ministri degli Esteri del “Quartetto di Normandia” (Foto: Reuters)

Il ministro russo degli Esteri Sergei Lavrov è volato a Parigi per partecipare all’incontro tra i ministri degli Esteri del “Quartetto di Normandia” (Foto: Reuters)

I ministri degli Esteri di Russia, Francia, Germania e Ucraina riunitisi in Francia hanno chiesto l’applicazione degli accordi di Minsk. Gli esperti russi guardano con fiducia i risultati dell'incontro. E intanto si continua a lavorare per il ritiro delle armi pesanti

Prorogare il mandato e rafforzare la missione dell’Osce, come strumento principale per il controllo degli accordi di Minsk sul cessate il fuoco in Ucraina. Questo quanto deciso il 24 febbraio 2015 a Parigi durante la riunione dei ministri degli Affari Esteri che compongono il cosiddetto "quartetto della Normandia”, ovvero Russia, Germania, Francia e Ucraina. Un incontro che gli esperti russi valutano in maniera positiva, soprattutto in riferimento all’accordo sul ritiro delle armi pesanti. 

Così come ha dichiarato al termine dei colloqui il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius, è stato deciso di “rafforzare la missione speciale degli osservatori dell’Osce e di prolungarne il mandato”. I ministri hanno inoltre invitato tutte le parti a collaborare con la missione e a garantire l'accesso degli osservatori in tutte le aree del conflitto.

 
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Armi pesanti

Mikhail Aleksandrov, esperto del centro di ricerca politico-militare del MGIMO, ha dichiarato a Rbth che, nonostante a Parigi siano state affrontate prevalentemente questioni tecniche, si è riusciti a raggiungere un obiettivo importante: tutti si sono detti d’accordo nel sostenere il ritiro delle armi pesanti, nonostante in alcuni casi si sia sparato ancora. “La controparte ucraina ha fatto presente che le proprie postazioni sono state attaccate dalle milizie: per questo motivo avrebbero ritardato il ritiro delle armi - ha spiegato Aleksandrov -. Ma è stato deciso che, nonostante ci sia stata qualche violazione del cessate il fuoco, le armi pesanti saranno eliminate. La parte ucraina non ha motivi per ostacolare l'attuazione del presente punto degli accordi di Minsk”.

La mattina del 24 febbraio il rappresentante delle forze armate ucraine, Anatoly Stelmakh, conducendo un'operazione militare nell'est del paese, ha dichiarato che, visti gli attacchi in corso da parte delle milizie, non si può parlare di ritiro delle armi pesanti. Per fare questo (Interfax-Ucraina cita le sue parole) è innanzitutto necessario che si rispetti “il totale cessate il fuoco, almeno per un giorno”. Successivamente è stato detto che le forze di sicurezza cominceranno a ritirare le armi pesanti solo due giorni dopo il cessate il fuoco.

Come affermato al termine dell’incontro dal ministro russo degli Esteri Sergei Lavrov, il quartetto, “soprattutto Germania e Francia”, ha sostenuto la necessità di rimuovere le armi pesanti, anche senza la necessità che vi sia il rispetto totale del cessate il fuoco.

I rappresentanti della Repubblica popolare autoproclamata di Donetsk hanno dichiarato di aver iniziato già dal 24 febbraio a rimuovere le armi pesanti, sotto la supervisione degli osservatori dell’Osce. Allo stesso tempo i militari ucraini hanno accusato le milizie di non aver rimosso le armi pesanti ma di aver avviato solo il raggruppamento e e una ricollocazione delle stesse. Tuttavia secondo Andrei Suzdaltsev, vice decano della Facoltà di Economia e Politica Internazionale, le milizie starebbero dando prova di voler realmente ritirare le armi pesanti dalla zona del conflitto.

Il silenzio sulle forze di pace

Secondo gli esperti è importante notare non solamente ciò che è stato decido durante la riunione, ma anche ciò che i partecipanti non avrebbero detto in merito al possibile ingresso delle forze di pace nella zona del conflitto, così come proposto dagli ucraini. Alla vigilia della riunione Pavel Klimkin, capo del Ministero degli Affari Esteri dell'Ucraina, aveva affermato che questa questione sarebbe stata affrontata a Parigi.

Secondo Aleksandrov, l’incontro di Parigi ha dimostrato che per adesso le parti sono interessate all’attuazione degli accordi di Minsk, nei quali non si dice una parola sulla questione del contingente di pace. Secondo l'esperto, Kiev vorrebbe utilizzare l'idea delle forze di pace come mezzo per esercitare pressione politica su Mosca e sulle milizie.

Un altro risultato positivo emerso da Parigi è il fatto che la delicata situazione di Debaltsevo, dove le truppe ucraine sono state circondate e gli scontri proseguono nonostante il cessate il fuoco, non è stata considerata dall’Occidente una motivazione sufficientemente valida per fermare il processo avviato a Minsk. Anche se, sottolinea Suzdaltsev, Mosca è stata “duramente criticata” da Berlino e Parigi per la violazione del cessate il fuoco con gli scontri a Debaltsevo.

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