La fragile tregua dell'Ucraina

Il cessate il fuoco in Ucraina orientale è entrato formalmente in vigore alla mezzanotte del 15 febbraio. Ma si denunciano violazioni del rispetto della tregua (Foto: Reuters)

Il cessate il fuoco in Ucraina orientale è entrato formalmente in vigore alla mezzanotte del 15 febbraio. Ma si denunciano violazioni del rispetto della tregua (Foto: Reuters)

Scatta il cessate il fuoco concordato nei negoziati di Minsk. Ma in alcune zone si spara ancora. L’opinione di alcuni esperti sulla situazione in corso e sul ruolo dell’Osce

Il cessate il fuoco è scattato da tre giorni. Ma le parti continuano a denunciare bombardamenti da ogni direzione. L’Osce ha dichiarato che il cessate il fuoco è entrato in vigore nonostante la situazione a Debaltsevo continui a essere complessa. Nei dintorni di questa città, situata ai confini tra Donetsk e Lugansk, e nei territori controllati dai ribelli, la situazione è tesa: gli osservatori dell'Osce denunciano di non essere riusciti a entrare in questa zona, il 15 febbraio, poiché  i ribelli glielo impedirono. Il direttore della missione dell’Osce, Ertugrul Apakan, ha infatti esortato le parti affinché facilitino l’accesso agli osservatori, così come preciso nell’accordo di Minsk, secondo il quale devono essere permessi all’Osce “controlli e verifiche efficaci sul cessate il fuoco e sul ritiro delle armi pesanti”. Il ritiro delle armi pesanti si sarebbe dovuto avviare due giorni dopo il cessate il fuoco.

 
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Una visione oggettiva

Così come segnalano gli esperti russi, a livello generale nella zona del Donbass si sta mettendo in pratica il cessate il fuoco, anche se a Debaltsevo e a Mariupol continuano gli spari di artiglieria. Nonostante ciò, gli analisti giudicano in maniera positiva il ruolo dell’Osce e confidano che l’organizzazione riesca a mantenere la tregua. 

Secondo quanto dichiarato dal vicepresidente dell’Accademia dei problemi geopolitici, Konstantin Sivkov, l’Osce ha una visione abbastanza oggettiva di quanto sta accadendo nel Donbass, poiché i principali interlocutori europei (Germania e Francia) non desiderano l’escalation del conflitto. Secondo l’esperto, l’Osce “rileva le infrazioni esistenti e poi le decisioni politiche si prendono a Parigi e a Berlino”. 

Anche il direttore del Centro di Pronostici militari, Aleksander Tsyganok, sottolinea il ruolo positivo dell’Osce nel contesto della crisi in corso. “L’Osce è in grado di fare il quadro della situazione e di elaborare relazioni utili. Il ruolo di quest’organizzazione è cresciuto molto durante l’ultimo anno e mezzo”, dice l’analista, convinto che i rappresentanti di questa organizzazione giocarono un ruolo importante nella firma degli accordi di Minsk.

La situazione a Debaltsevo 

Distinte le opinioni degli esperti in merito al ruolo che l’assedio di Debaltsevo potrebbe avere sulla tregua. Secondo Konstantin Sivkov, ciò che sta accadendo in questo territorio non è previsto in alcun modo nell’accordo di Minsk: pertanto, ciò che accade in questa zona non può essere considerato un’infrazione. L’esperto è tuttavia convinto che esista una grande possibilità che i soldati ucraini cerchino di uscire dall’assedio. Sivkov è inoltre convinto che l’assedio non comprometterà il ritiro delle armi pesanti in altre zone. 

Tuttavia, Aleksander Tsyganok sostiene che l’assedio potrebbe compromettere il ritiro delle armi da parte dei ribelli. Tsyganok fa notare che la linea degli scontri dalla quale si deve ritirare l’artiglieria e i sistemi missilistici si trova solamente a due chilometri dall’assedio. Inoltre, secondo il vice direttore dell’Istituto di Analisi politica e militare Aleksandr Khramchikhin “fino a questo momento non è chiaro chi controllerà il ritiro delle armi pesanti né come si svolgerà”. L’esperto fa poi notare che “anche se si riuscisse a ritirare le armi, in poche ore si rischierebbe di tornare al punto di partenza”.

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