Usa-Cuba, Mosca plaude al disgelo

Gli esperti russi osservano che Stati Uniti e Cuba avrebbero dovuto riappacificarsi da tempo (Foto: Reuters)

Gli esperti russi osservano che Stati Uniti e Cuba avrebbero dovuto riappacificarsi da tempo (Foto: Reuters)

La Russia ha reagito positivamente alla ripresa dei rapporti tra Washington e L'Havana: “Un passo ormai maturo da tempo”

La Russia ha reagito positivamente all'annuncio, fatto lo scorso 17 dicembre, della decisione degli Stati Uniti di normalizzare i propri rapporti con Cuba. Un passo, secondo Mosca, ormai maturo da tempo. Le opinioni degli esperti russi si dividono però su come la nuova politica di Washington potrà influire sui rapporti tra l'Havana e Mosca.

Come è noto, gli Stati Uniti hanno annunciato una ripresa dei rapporti con Cuba che prevede l'ampliamento degli scambi commerciali e il ripristino dei contatti politici e delle relazioni diplomatiche. Il Presidente americano Barack Obama ha invitato il Congresso ad abolire l'embargo nei confronti di Cuba durato più di mezzo secolo e introdotto dopo l'ascesa al potere dei comunisti nell'isola.

La Russia ha salutato la possibilità di un disgelo nei rapporti tra Washington e l'Havana. "La cessazione da parte di Washington delle accuse infondate all'Havana di favorire il terrorismo, la ripresa delle relazioni diplomatiche, la revoca almeno parziale delle restrizioni per i cittadini statunitensi che intendono recarsi sull'isola sono misure che erano mature ormai da tempo", si legge in un comunicato del Ministero degli Esteri russo.    

Gli esperti russi osservano che gli Stati Uniti e Cuba avrebbero dovuto riappacificarsi da tempo, e che con la sua iniziativa il Presidente Obama sta cercando di entrare nella storia, ponendo fine ad almeno uno dei vecchi conflitti ancora in atto.

"Naturalmente, Cuba diventerà meno dipendente dalla Russia. Credo che questo sia uno dei motivi della virata diplomatica di Washington. Se il processo avviato andrà avanti, Cuba ridurrà la propria dipendenza dalla Russia, e l'influenza della Russia nei confronti di Cuba e degli altri paesi latino-americani, in tutta l'America latina, diminuirà", è l'opinione del direttore del Centro di sicurezza internazionale dell'Accademia delle Scienze russa, l'accademico Alexei Arbatov.   

"Altri suoi partner e alleati, come ad esempio la Russia, si sono trasformati in avversari, e lui (Obama, ndr) sta cercando febbrilmente altri punti dove fare breccia, per trasformare altri suoi ex avversari in nuovi alleati", ha dichiarato l'accademico in un'intervista a RIA Novosti.    

Secondo il direttore dell'Istituto di valutazioni strategiche Sergei Oznobischev, il Presidente degli Stati Uniti sta cercando soprattutto di "giustificare il premio Nobel per la pace" e di ottenere dei risultati storici prima dello scadere del suo mandato all'inizio del 2017.

 
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"È un tentativo di fare qualcosa per lasciare un segno nella storia, giustificando in qualche modo il premio Nobel per la pace che ha ricevuto. Si può davvero intendere come un passo storico il fatto di ripristinare i rapporti con Cuba. Per la società americana sarà decisamente una scossa, per tutto il personale governativo e l'élite della politica estera", ha affermato Oznobischev.

Un partner strategico

Come ha dichiarato a RbthAleksandr Sagomonjan, dottore di ricerca in scienze storiche e professore all'Università di Mosca MGU, gli Stati Uniti attualmente hanno assunto una posizione pragmatica e cercano di includere Cuba nella propria sfera di influenza.

"In questa situazione diventa evidente un errore colossale commesso a suo tempo da Gorbaciov e da Eltsin, perché Cuba per noi è sempre stata un partner importante dal punto di vista strategico. Certo, questo aveva un prezzo piuttosto alto per il nostro paese, ma avevamo messo a punto una cooperazione economica, politica e commerciale. Quando ebbe inizio la perestrojka, in sostanza noi interrompemmo ogni rapporto con Cuba", afferma con rimpianto Sagomonjan. "Se Cuba fosse rimasta nella nostra orbita, oggi non esisterebbe il problema dell'allargamento a Est della NATO. Quanto ai giorni nostri, il presidente Putin ha dato un enorme contributo alla ripresa dei contatti, ma il danno fatto ai tempi di Gorbaciov e di Eltsin non è più rimediabile".       

Sagomonjan osserva che la normalizzazione dei rapporti tra Stati Uniti e Cuba potrebbe indebolire la posizione della Russia nella regione dei Caraibi: "Ora dobbiamo sostenere attivamente la nostra cooperazione con Cuba.  Fortunatamente, molte generazioni di cubani sono state educate a un sentimento di rispetto nei confronti dell'URSS: noi dobbiamo avvalerci di questo, cercare di ripristinare le potenzialità di un tempo".    

Zbignev Ivanovskij, direttore del dipartimento di Scienze politiche dell'Istituto per l'America Latina dell'Accademia delle Scienze russa, ha dichiarato a Rbth che l'abolizione dell'embargo potrebbe avere effetti positivi sull'economia cubana e sul tenore di vita dei cittadini cubani, e che l'allargamento dell'accesso alla rete internet consentirà loro di ricevere informazioni da fonti alternative, ciò che potrebbe produrre anche delle conseguenze politiche.   

"La normalizzazione dei rapporti tra Stati Uniti e Cuba difficilmente avrà conseguenze negative per la Russia, e Cuba rispetterà tutti gli accordi raggiunti dai nostri due paesi", ha sottolineato Ivanovskij. "Anche qualora si tentasse di esercitare pressioni in questo senso, non credo che i fratelli Castro rinuncerebbero ai loro principi".   

Vasilij Belozerov, copresidente dell'Associazione dei politologi militari, in una conversazione con Rbth ha avanzato l'ipotesi che la nuova politica degli stati Uniti potrebbe avere conseguenze negative per Cuba, e ha affermato che il governo cubano deve rimanere all'erta.

Il politologo ritiene che la decisione di Obama non influenzerà le relazioni tra Cuba e la Russia. "I nostri rapporti militari e politici con Cuba non dovrebbero indebolirsi, anzi, grazie alla loro lunga tradizione essi potranno solo svilupparsi. Non riesco nemmeno a immaginare una situazione per cui Cuba improvvisamente potrebbe introdurre delle sanzioni nei confronti della Russia", ha aggiunto Ivanovskij.

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