Ebola, dagli Urali arriva il cacciatore di virus

I paesi esteri hanno già dimostrato interesse per Triazaverin, un nuovo preparato antivirale ad ampio raggio d'azione (Foto: ufficio stampa)

I paesi esteri hanno già dimostrato interesse per Triazaverin, un nuovo preparato antivirale ad ampio raggio d'azione (Foto: ufficio stampa)

Alcuni scienziati hanno creato Triazaverin, un composto antivirale di nuovo tipo e con un meccanismo di azione tale da poter contrastare efficacemente la maggioranza dei virus e delle infezioni

Bisogna aspettare la fine del 2014, quando nelle farmacie russe comparirà un nuovo preparato antivirale ad ampio raggio d'azione, capace di curare non solo le malattie causate dai virus dell'influenza, ma anche una serie di infezioni diffuse. Il farmaco è efficace persino contro la febbre emorragica Congo-Crimea (CCHF), la febbre della Valle del Rift, la febbre del Nilo Occidentale e contro le infezioni virali pericolose per gli animali. Gli scienziati russi ritengono che Triazaverin abbia tutte le carte in regola per ripetere la storia dell'aspirina, preparato che l'umanità intera utilizza da circa 150 anni. Quindi: una speranza contro l'ebola?

L'interesse estero

“Il preparato possiede proprietà farmacologiche realmente uniche: attualmente si sta lavorando su cinque suoi analoghi, ciascuno dei quali volto a diversi scopi medicinali”, racconta a RBTH il professore Oleg Kiselev, direttore dell'Istituto Scientifico di ricerca sulle malattie influenzali (NII grippa), accademico della RAMN e dottore in scienze biologiche. La produzione del farmaco Triazaverin è stata realizzata negli Urali dalla società a responsabilità limitata “Medsintez”. Secondo le stime del produttore, il volume ottimale di fabbricazione potrebbe costituire all'incirca dodici milioni di confezioni annue. Il primo anno Triazaverin verrà venduto esclusivamente in Russia e solo tramite ricetta. In prospettiva, si pianifica di renderlo accessibile sul mercato mondiale.

Secondo le parole di Kiselev, i paesi esteri hanno già dimostrato interesse per Triazaverin. Ad esempio, gli Stati Uniti due anni fa avevano testato con successo il farmaco contro la malattia del Nilo Occidentale. A metà settembre il preparato è stato presentato all'Organizzazione Mondiale della Sanità a Ginevra. “Un'analisi comparativa dei farmaci antivirali proposti contro l'ebola ha dimostrato che Triazaverin si trova fra i leader. Fra i composti presenti al giorno d'oggi sul mercato mondiale, Triazaverin è il migliore: è il meno tossico, ha una buona finestra terapeutica, è somministrabile per via endovenosa ai pazienti pesantemente affetti, è compatibile con qualunque altra terapia”, spiega Kiselev.

Un meccanismo particolare

Il nuovo preparato russo appartiene al gruppo “Triazolo-Triazina”e possiede un particolare meccanismo d'azione che inibisce il virus nelle prime tappe fondamentali per il suo sviluppo di contaminazione delle cellule. La molecola di Triazaverin, legandosi con le proteine virali, rende il virus inerme. Il farmaco difende l'organismo a qualsiasi stadio della malattia. La maggior parte dei mezzi oggi utilizzati contribuiscono invece al rafforzamento dell'immunità dell'organismo o all'eliminazione dei sintomi. “Triazaverin è l'esempio di come un'idea scientifica russa sia arrivata fino alla fase concreta di produzione e di vendita sul mercato. Gli scienziati degli Urali, Valerij Charushin e Oleg Chupachin, per l'elaborazione dei componenti fondamentali della sintesi organica Triazolo-Triazina e del preparato Triazaverin, sono stati insigniti del Premio Statale della Federazione Russa”, ha sottolineato nell'intervista con RBTH il membro del Comitato per la Difesa della Salute presso la Duma di Stato russa e membro del Consiglio di monitoraggio del Cluster Biomedico degli Urali, Aleksandr Petrov.

Limitata tossicità

Come ha raccontato a RBTH Vladimir Rusinov, membro del gruppo scientifico per lo sviluppo di Triazaverin e direttore dell'Istituto Chimico-tecnologico dell'Università Federale degli Urali, un preparato antivirale di largo impiego nella farmaceutica mondiale esiste già e si chiama Ribavirin, ma è tossico e si accumula negli eritrociti. Quando si era verificata un'epidemia di polmonite atipica in Cina, i medici avevano prescritto ai malati una singola dose massiccia di questo farmaco: il virus veniva in questo modo sconfitto ma i pazienti si ritrovavano con seri danni al fegato e agli organi emopoietici. La tossicità del Triazaverin è invece trascurabile. “Quando in fase di esperimento abbiamo ecceduto la dose del preparato, le cavie non ne hanno risentito, ciò conferma la sua bassa tossicità”, -dice Vladimir Rusinov.

Vent'anni di preparati

Al termine di lunghi anni di prove di laboratorio ed esperimenti su cavie, il farmaco è stato utilizzato per la cura delle persone. Test clinici sull'efficacia terapeutica sui malati di influenza di media gravità sono stati condotti con successo presso l'Istituto di Ricerca scientifica NII grippa di San Pietroburgo. Nel complesso, il preparato è stato elaborato per vent'anni e rappresenta il risultato di pluriennali ricerche fondamentali intraprese agli inizi degli anni Novanta.

Per la prima volta, il preparato era stato degnato dell'alta considerazione del Ministro della Sanità russo Veronika Skvarcova nel 2009, anno della lotta alla pandemia di febbre suina. In seguito, grazie all'appoggio del Ministero della Sanità, il preparato potè passare alla II e III fase di test clinici e venne nominato come possibile risoluzione del problema urgente della cura e della chemioprofilattica dell'ebola. Il principale contributo al perfezionamento delle ricerche connesse al Triazaverin è stato dato dai collettivi dell'Istituto di sintesi organica Postovskij dell dipartimento degli Urali della RAN (Ekaterinburg); dall'Università Federale El'cyn; dall'Istituto NII di Ricerca scientifica sull'influenza del Ministero della Sanità russo, dal Centro Scientifico di ricerca e sperimentazione di medicina militare (San Pietroburgo); dal Centro Virologico del Ministero della Difesa russo (Sergiev Posad).

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta