Apec, Putin continua a guardare verso Oriente

I leader delle 21 economie dell'area Asia-Pacifico si sono dati appuntamento a Pechino per il vertice Apec (Foto: Konstantin Zavrazhin / Rossiyskaya Gazeta)

I leader delle 21 economie dell'area Asia-Pacifico si sono dati appuntamento a Pechino per il vertice Apec (Foto: Konstantin Zavrazhin / Rossiyskaya Gazeta)

Dal summit dei paesi dell'area Asia-Pacifico, il capo del Cremlino conferma di voler sviluppare nuove collaborazioni economiche con gli stati di questa regione, Cina in primis

La Russia è intenzionata a sviluppare attivamente la collaborazione economica con i paesi della regione Asia-Pacifico (ATP) e con la Cina innanzitutto, questa la principale premessa del discorso del Presidente Vladimir Putin.

Il 10 novembre, il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, intervenendo al summit economico APEC, ha dichiarato che la Russia e i paesi dell'Asia-Pacifico devono sfruttare il potenziale della loro cooperazione per l'utile comune.

“La Russia, in quanto parte della regione Asia-Pacifico, è tenuta ad usare quei vantaggi competitivi che questo centro economico, tecnologico e di investimento in perenne crescita le offre”, riporta le parole del Presidente l'agenzia Tass. “A sua volta, lo sviluppo della Siberia e dell'Estremo Oriente rappresenta anch'esso un'opportunità unica, per i paesi membri di questa potente regione, di ottenere il massimo rendimento dalle nuove prospettive apertesi, oltre che di rafforzare ulteriormente il proprio potenziale”, ha dichiarato il capo dello Stato.

Putin ha definito la cooperazione con ATP direzione strategica e prioritaria per la Russia. E, secondo le sue parole, la Russia ha compiuto una serie di passi a favore dello sviluppo dei rapporti con i paesi della regione, fra questi, l'incremento della quota di partecipazione di ATP nel proprio mercato estero dall'attuale 25 al 40%.

Sull'area di libero scambio

La Russia sostiene la creazione nella regione Asia-Pacifico di una zona di libero commercio e conta sull'interazione di codesto sistema con quello dell'Unione Euroasiatica. “Consideriamo fondamentale risultato della presidenza cinese (sullo sfondo di APEC) l'accordo sulle misure concrete atte alla formazione della futura zona di libero commercio nella regione Asia-Pacifico”, ha affermato il Presidente russo Vladimir Putin al summit. “E certamente la futura area di libero commercio dovrà interagire con le altre grosse unioni economiche”, ha dichiarato Putin.

La Cina come partner principale

Il giorno precedente, 9 novembre, di principale importanza per Vladimir Putin erano certamente i colloqui con il leader cinese Xi Jinping.

I capi degli Stati hanno constatato l'evolversi positivo della cooperazione bilaterale. Il Presidente della Russia ha parlato dell'estrema importanza della collaborazione fra Russia e Cina “al fine di mantenere il mondo entro gli ambiti del diritto di Stato, rendendolo in questo modo più stabile”.

Dopo l'incontro fra i capi di Stato, il portavoce del Presidente russo, Dmitri Peskov ha reso noto che Vladimir Putin e Xi Jinping hanno discusso della possibilità di effettuare calcoli in yuan quando vi sia il coinvolgimento di entrambi i paesi nei diversi ambiti, “inclusi quelli più delicati come quello i BTC”.

Il gas innanzitutto

Al termine dei negoziati le parti russa e cinese hanno firmato 17 documenti, fra i quali un memorandum sulle forniture di gas dalla Russia alla Cina attraverso la cosiddeta rotta occidentale (dai giacimenti della Siberia).

Come scrive il giornale Kommersant, il contratto sugli approvvigionamenti attraverso la via occidentale sarà firmato entro la fine del 2015 (anche se in un secondo tempo, il ministro dell'energia Novak ha precisato che l'accordo verrà sottoscritto entro la prima metà del 2015) e per la suddetta tratta verranno convogliati 30 miliardi di metri cubi di gas all'anno per una durata di trentanni.

Sono stati definiti i termini della costruzione - ha spiegato il capo di Gazprom, Alexei Miller, essi sono i medesimi della rotta orientale, vale a dire quattro più due anni, e così il termine per la messa in opera del gasdotto dopo l'entrata in vigore del contratto, da quattro a sei anni dunque...”.

Miller ha dichiarato che attraverso questa tratta l'ampliamento della capacità di forniture può raggiungere tanto i 60, quanto i 100 miliardi di metri cubi di gas all'anno.

Secondo le valutazioni degli osservatori, ciascuno dei 17 documenti sottoscritti (costruzione della centrale idroelettrica nell'Estremo Oriente, apertura di linee di credito fra Sberbank e Export-Import bank cinese, costruzione di stabilimenti per la produzione di cemento) testimonia chiaramente che la Russia si stia volgendo verso est, in direzione della Cina.

Il Giappone e il Cile hanno preferito la propria agenda

Durante il primo giorno della permanenza a Pechino, Putin ha tenuto degli incontri anche con i leader del Giappone e del Cile.

Per il premier giapponese Shinzo Abe la cosa più importante è stato quanto dichiarato dal Presidente Putin: “È bene che vi sia stato un rinnovo dei nostri negoziati finalizzati al raggiungimento di un trattato di pace”. Da notare che il rinnovo di questi accordi sia avvenuto sullo sfondo dell'adesione del Giappone alle sanzioni anti-russe introdotte da USA e UE.

Per quanto riguarda invece i colloqui con il presidente del Cile, Michelle Bachelet, al primo posto vi sono le questioni riguardanti la cooperazione economica. Il Cile conta sulla collaborazione con la Russia e gli altri paesi dell'Unione doganale per la costituzione di un'area di libero scambio (ALS),ha dichiarato Michelle Bachelet. La Russia, a sua volta, considera il Cile importante esportatore di produzione agricola, capace di incrementare le proprie forniture in conseguenza delle controsanzioni russe sui prodotti europei.

L'articolo è stato realizzato sulla base di materiali tratti da Itar Tass, Ria Novosti e Kommersant

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