La Nato a la ricerca di dialogo con Mosca

Il presidente Usa Barack Obama al vertice Nato (Foto: Reuters)

Il presidente Usa Barack Obama al vertice Nato (Foto: Reuters)

In Galles i paesi dall’Alleanza Atlantica hanno affrontato la crisi ucraina e i rapporti con la Russia. I commenti di alcuni esperti in merito alle decisioni della Nato

In occasione dello scorso summit in Galles, i leader dei paesi NATO hanno parlato di necessità di contenimento della Russia, dichiarando tuttavia di non essere intenzionati ad inviare sistemi di difesa antimissile sul territorio russo e di voler conservare con Mosca un dialogo politico, persino sullo sfondo di condizioni difficili. Per quanto riguarda le decisioni di spiegare ai confini della Russia le forze di pronta reazione, gli esperti hanno interpretato questa scelta come una prova dimostrativa che non come una reale minaccia.

Nella dichiarazione finale del summit si legge che la NATO “tende alla cooperazione con la Russia e allo sviluppo con lei di rapporti costruttivi”. L'interazione con Mosca, come viene indicato nel documento, prevede il consolidamento “della fiducia reciproca, dell'apertura e della crescita della mutua intesa a proposito delle forze nucleari non strategiche europee, basati sui comuni principi di sicurezza internazionale”. “Siamo dispiaciuti per il fatto che ora non vi siano le condizioni per lo sviluppo di simili rapporti”, viene sottolineato nella dichiarazione. Nel contempo tuttavia, i canali politici “continuano a restare aperti”.

Da notare è che neppure Mosca ha fretta di rinunciare al dialogo con la NATO. “Noi siamo pronti a collaborare con l'alleanza a condizione che essa tenga in considerazione i nostri interessi nazionali”, ha detto il rappresentante permanente alla NATO, Aleksandr Grushko.

Tuttavia, non ci si è limitati alla sola condanna della Russia. Sono state prese decisioni in merito a concrete misure di difesa, che hanno fatto tornare alla mente i tempi della guerra fredda. “Abbiamo concordato un piano di preparazione all'azione al fine di rafforzare la difesa collettiva NATO. Si tratta di una dimostrazione di solidarietà e determinazione”, ha detto il segretario della NATO uscente Anders Fog Rasmussen nella conferenza stampa a seguito della riunione del consiglio nordatlantico.

Secondo questo piano i paesi membri della NATO manterranno stanziati gruppi di rinforzi ai confini orientali dell'alleanza. “Conserveremo la presenza duratura in mare, in cielo e in terra nella parte orientale dell'unione tramite una rotazione”, ha dichiarato Rasmussen al termine dell'assemblea del consiglio.

In aggiunta a questo, gli alleati hanno preso l'impegno di aumentare i propri investimenti militari, parte dei quali destineranno alle truppe di pronto intervento che andranno a stanziarsi quanto più vicino ai confini russi: nel Baltico, in Polonia o in Romania. Il premier britannico David Cameron ha ammesso che l'apertura di nuove basi al fianco della Russia non è che la continuazione della politica di pressione su Mosca con l'obiettivo di costringere il Cremlino a smettere l'appoggio ai separatisti nell'est dell'Ucraina.

La reazione russa era facilmente prevedibile. Secondo le parole del rappresentante alla NATO Grushko riportate da RIA Novosti,la crisi ucraina è stata strumentalizzata non solo per consolidare i rapporti fra Ucraina e NATO”, ma anche per “mostrare i muscoli NATO” al confine con la Russia.

Forze immobili di pronta reazione

Gli esperti russi tuttavia invitano a non esagerare la minaccia militare da parte dell'alleanza. Aleksandr Konovalov, presidente dell'Istituto di valutazioni strategiche ha evidenziato nell'intervista a RBTH che le truppe di pronto intervento al confine con la Federazione Russa e la NATO non servono particolarmente. “Per l'alleanza, questo è un modo per dimostrare ai paesi dell'Europa orientale e centrale la determinazione del blocco a portare a termine i suoi impegni nella cornice del quinto articolo del protocollo di Washington dove si sostiene che “un attacco ad uno è un attacco a tutti”, ritiene.

Secondo l'opinione di Konovalov sono ora in corso i giorni d'oro per i membri della NATO dell'Europa orientale. “Per diversi anni avevano cercato di dimostrare che per la loro difesa occorreva spendere più mezzi, agire con maggiore determinazione dal momento che la Russia è in realtà molto più pericolosa di quanto possa apparire -sostiene l'esperto -. Quello di adesso è un momento favorevole che sfrutteranno in pieno per strappare alla Vecchia Europa e agli Stati Uniti quante più promesse possibili e iniziative concrete per la difesa della loro sicurezza”.

“Nel complesso tuttavia, le forze di pronto intervento, come pure la costituzione di nuove basi militari non è più che un segnale alla Russia. Questa decisione non influirà in maniera sostanziale sullo spiegamento delle forze in Europa: trattasi più di rumore che non di fatti” ha sottolineato Konovalov. Secondo lui, il futuro sviluppo sulla linea Russia-NATO dipenderà dalle reazioni di Mosca.

“La dichiarazione di Rasmussen non è che la dimostrazione di come la NATO risponda alle provocazioni e minacce dirette ai suoi membri - ha detto a RBTH l'esperto militare indipendente Viktor Litovkin -. In tutti questi ultimi anni il blocco non aveva senso di esistere. Non c'era minaccia alcuna. D'altro canto si tratta di un gesto di rassicurazione nei confronti dei nuovi membri dell'alleanza provenienti dall'est Europa e dai paesi Baltici, che temono in maniera paranoica la Russia. È una dichiarazione dal peso particolare, quella cioè che la NATO i suoi non li abbandona. Il come tutto ciò venga però concretamente realizzato suscita una moltitudine di domande”.

Secondo le parole di Litovkin, le forze di pronto intervento presupporrebbero mobilità, assicurare però questa capacità di spostamento è complesso. “La NATO non dispone di una propria aviazione di trasporto militare - ricorda Litovkin -. Il trasporto di militari NATO in Iraq e in Afghanistan li assicurava la compagnia russo-ucraina “Volga-Dnepr”. Non possono essere d'aiuto neppure gli Stati Uniti. Anche l'America non possiede sufficienti aerei addetti al trasporto militare, ed è per questo motivo che li affittano dalla Russia”.

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