Mosca e Teheran pronti a collaborare

Il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif, a sinistra, insieme al suo omologo russo Sergei Lavrov (Fonte libera)

Il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif, a sinistra, insieme al suo omologo russo Sergei Lavrov (Fonte libera)

A Mosca i ministri degli Affari Esteri dei due paesi hanno discusso di economia, sanzioni e Medio Oriente

Il 29 agosto si è tenuta a Mosca una riunione alla quale ha partecipato il Ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif, in visita nella capitale. Si tratta della terza visita in Russia del Ministro dall’inizio dell’anno, e questo, secondo quanto riferiscono gli iraniani, dimostra come "Teheran dia grande importanza alla cooperazione con Mosca". All’ordine del giorno vi sono state questioni quali: l'approfondimento della cooperazione commerciale ed economica tra la Russia e la Repubblica islamica, la riduzione delle tensioni legate alla realizzazione del programma nucleare iraniano e la situazione in Siria e Iraq.

L'obiettivo principale dei negoziati tra Zarif e il suo omologo russo, Sergey Lavrov, è stato quello di preparare la visita ufficiale in Russia del presidente iraniano Hassan Rouhani. La sua visita è prevista per il 29 settembre in occasione del 4° vertice degli Stati del Mar Caspio, che si terrà ad Astrakhan.

Nel corso della riunione i ministri hanno affrontato diverse questioni, tra le quali lo sviluppo bilaterale dei rapporti economici e commerciali. Ricordiamo che il 5 agosto il ministro dell'Energia russo Aleksandr Novak e il Ministro del petrolio iraniano, Bijan Namdar Zanganeh hanno firmato a Mosca un verbale d'intesa tra i due governi della durata di cinque anni. La firma di accordi e contratti specifici, secondo Javad Zarif, potrebbe avvenire già tra il 9 e il 10 Settembre a Teheran. Qui avrà luogo l’ordinaria riunione della commissione intergovernativa russo-iraniana per la cooperazione economica e commerciale.

Il pacchetto economico di Mosca e Teheran prevede tre grandi progetti. In primo luogo comprende il "Grande contratto del petrolio" dal valore di 20 miliardi di dollari e 500mila barili di petrolio iraniano al giorno, il cui pagamento verrà elargito dalla Russia con la propria produzione industriale e la fornitura di servizi d’ingegneria.

In secondo luogo, vi è anche il progetto del "ponte energetico" del valore di 8-10 miliardi di dollari, che prevede l'esportazione di 500 MW di energia elettrica russa in Iran, la costruzione di nuovi generatori e il quasi totale riammodernamento delle reti di distribuzione di energia elettrica iraniane.

In terzo luogo, il pacchetto comprende il "Progetto ferroviario" del valore di un miliardo di euro, che grazie all'ammodernamento e all'elettrificazione delle ferrovie dell'Iran porterà a una riduzione dei costi e all’aumento della velocità nei trasporti.

Se questi e altri progetti verranno portati a termine, la Russia e l'Iran raggiungeranno il livello di cooperazione che c’era prima delle sanzioni, e lo supereranno, afferma Lavrov. Nella situazione attuale in cui la Russia, in risposta alle sanzioni economiche occidentali, ha imposto l’embargo sui prodotti alimentari provenienti da Europa e Stati Uniti, l'Iran può giocare un ruolo attivo per quanto riguarda la fornitura di frutta e verdura al mercato russo.

Secondo quanto dichiara Javad Zarif, e sanzioni sarebbero "uno strumento illegittimo utilizzato per esercitare pressioni esterne e obblighi che sono in contrapposizione con gli standard della politica internazionale". Inoltre, le sanzioni sarebbero prive di alcun effetto. "Le sanzioni non portano ad alcun risultato. Si può mettere sotto pressione la popolazione, ma niente più di questo. Penso che il popolo russo sia pronto ad accettare questa pressione per proteggere i propri legittimi diritti”, ha continuato il ministro iraniano.

Alla presenza dei giornalisti, il ministro iraniano ha ringraziato Lavrov oltre che "per l'atteggiamento positivo avuto dal governo russo" durante i colloqui di Teheran con il gruppo dei “sei" mediatori internazionali anche per "il contributo della Russia all’Iran nella risoluzione dei problemi legati al programma nucleare iraniano”.

A questo proposito Lavrov ha osservato che la Russia è favorevole ad una soluzione che si basi sul rispetto del diritto dell'Iran all’utilizzo del nucleare per scopi non bellici e sul diritto allo sviluppo delle attività legate al nucleare sotto la supervisione dell'Agenzia internazionale dell'energia atomica (AIEA). "Ci auguriamo che i negoziati in corso nel formato "6 più 1" contribuiscano al raggiungimento di questo risultato”, ha sottolineato Lavrov.

Inoltre Lavrov ha avvertito che nessuno dei partecipanti ai negoziati tra l'Iran e i "sei mediatori" dovrà unilateralmente trarre dei vantaggi da questi. "Tentativi di questo tipo ci sono stati”, ha affermato ricordando inoltre che la ripresa dei negoziati relativi al programma nucleare iraniano è stata possibile grazie all’appoggio della Russia che si è appellata ai principi di gradualità e reciprocità. "Il pacchetto che è stato istituito nel novembre dello scorso anno e che ha permesso di svolgere sufficientemente bene la prima fase del programma nucleare iraniano si basa proprio sui principi di gradualità e reciprocità da noi sostenuti”, ha affermato Lavrov. La cosa principale è che questo pacchetto fa sperare che già nel novembre 2014 si possa raggiungere una soluzione auspicabile e duratura alla questione nucleare iraniana.

Un'altra questione importante affrontata nel corso della riunione tra Lavrov e Javad Zarif è stata la situazione in Medio Oriente. Queste le parole di Lavrov: "Abbiamo un punto di vista comune su questo: non ci sono le condizioni perché si possa sperare in una rapida interruzione delle violenze e in una soluzione pacifica in Siria, ma il comunicato di Ginevra del 30 giugno 2012 può essere un buon punto di partenza in questo senso, ha detto Lavrov. “Noi ci appelliamo alla comunità internazionale affinché coinvolga in maniera diretta l’Iran in tutti quelli che saranno i futuri passi che deciderà di intraprendere per trovare una soluzione pacifica in Siria. È nell'interesse della pace e della stabilità in Siria e negli altri paesi limitrofi, visto che il problema principale consiste nella diffusione dell'estremismo e del terrorismo nell’area. Questo problema riguarda a pieno anche la situazione in Iraq”.

Secondo Lavrov, i ministri sarebbero soddisfatti del risultati raggiunti attraverso i negoziati di Mosca. "Di sicuro sappiamo cosa riferiremo ai presidenti dei nostri paesi”, ha concluso. 

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