Escalation di tensione in Ucraina

Il commento di alcuni esperti

Foto: Reuters

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Le dichiarazioni di Poroshenko e l’aggravarsi del conflitto. Cosa sta accadendo veramente?

Il Presidente dell'Ucraina Petro Poroshenko ha parlato di una vera e propria invasione da parte della Russia nel suo paese. I paesi occidentali hanno ritardato nel fornire il proprio supporto militare a Kiev, limitandosi ad imporre sanzioni contro la Russia. Secondo gli esperti, il Presidente dell'Ucraina Petro Poroshenko non ha altre alternative che dare la colpa della disfatta delle sue truppe nella lotta contro i separatisti.

A seguito dell’annuncio di Poroshenko, fatto il 28 agosto, il rappresentante permanente dell'Ucraina presso l’Unione Europea Konstantin Yeliseyev ha sollecitato l'Occidente a fornire a Kiev "ampio aiuto militare e tecnico”, ma i leader di Stati Uniti e Unione europea hanno detto di non avere intenzione di andare al di là della politica di sanzioni contro la Russia.

Nell'attuale contesto politico, la speranza principale di Kiev sta in un intervento diretto da parte degli Stati Uniti e dell’Europa nel conflitto interno all’Ucraina. Immediatamente dopo la dichiarazione del Presidente circa l’ingresso delle truppe russe nel paese, il Ministro degli Esteri dell'Ucraina Pavlo Klimkin ha scritto sulla sua pagina di Twitter "Facciamo appello a tutti".

Le ipotesi

Secondo gli esperti politici russi uno dei motivi che avrebbe spinto Poroshenko a una simile dichiarazione è da ricercarsi nelle recenti sconfitte subite nella lotta contro i separatisti: dopo che le autorità hanno perso il controllo della città di Novoazovsk, vista l’assenza di un fattore "esterno", la società civile avrebbe potuto dare la colpa del fallimento alla leadership del paese.

L’esperto di politica russo Fyodor Lukyanov ha dichiarato durante un’intervista a RBTH che “il presidente, in qualità di Capo del Quartier Generale, agli occhi dell’opinione pubblica è il responsabile del successo o del fallimento in un conflitto. E il peso della responsabilità per quello che succede ricade sulle sue spalle. L'Ucraina sta affrontando anche una situazione economica molto difficile e oltre al già presente sostegno politico da parte dell'Occidente, il Presidente sta cercando di accelerare i tempi per un sostegno dal punto di vista economico".

La pressione politica sul presidente ucraino si è intensificata anche da parte degli avversari. Così Yulia Tymoshenko, ancor prima della dichiarazione di Poroshenko circa l’ingresso delle truppe russe, ha detto: "È iniziata una guerra contro l'Ucraina" pertanto, secondo il suo parere, il presidente deve imporre la legge marziale a Donetsk e Lugansk, e stabilire lì la sede del “Quartiere Generale".

"Il presidente deve prendere in mano la situazione per difendere l’Ucraina", ha dichiarato la Tymoshenko, dopo aver chiesto una riunione di emergenza della Rada (il Parlamento ucraino), il quale "deve fare un appello ai governi e ai popoli del mondo affinché diano un'efficace assistenza militare all’Ucraina".

Dopo simili dichiarazioni da parte dei principali oppositori politici nazionali, Poroshenko doveva agire in maniera operativa subito, sostiene Lukyanov.

"In un paese che sta attraversando un periodo di guerra, questa lotta interna non è molto corretta. Anche se in effetti la politica ucraina, non si è mai contraddistinta per correttezza dei metodi e d’indole”, ha detto Lukyanov.

In base a quanto osservato durante un’intervista con Kommersant dall’esperto militare ucraino Igor’ Levtchenko, il presidente avrebbe espresso delle tesi già note che spiegherebbe le sconfitte nella battaglie contro i separatisti. "Il presidente ha detto qualcosa di già noto: le sconfitte in Oriente sono dovute all’invasione russa. Alle nostre truppe al sud di Donetsk è stato inferto un grave colpo. È del tutto reale l’attacco a Mariupol e la creazione di un nuovo trampolino di lancio per la Repubblica popolare di Donetsk. In questa situazione difficile, le forze armate ucraine non possono fare altro che difendersi. Per Kiev è estremamente necessario ricevere assistenza militare da parte dell’Occidente. Ma secondo l’esperto ci sarebbe un problema: “Gli Stati Uniti e i paesi dell'Unione europea possono fornire armi, ma non truppe”.

La posizione delle potenze mondiali

Durante la riunione straordinaria del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, il rappresentante permanente del Regno Unito Marc Lyall Grant ha detto che la presenza delle truppe russe in Ucraina "viola la sovranità del paese e va contro il diritto internazionale".

Lyall ha osservato che Londra avrebbe “prove schiaccianti del fatto che truppe russe regolari operino in Ucraina”.

"La Russia non può fingere di non essere coinvolta direttamente nel conflitto”, ha affermato Grant. Secondo il suo parere, Mosca avrebbe inviato alle truppe delle repubbliche auto-proclamate "una notevole quantità di armi avanzate, tra le quali carri armati, veicoli blindati e artiglieria”.

Come ha dichiarato il rappresentante permanente degli Stati Uniti presso l'ONU Samantha Power, attualmente presso la città di Novoazovsk si troverebbero attrezzature militari russe.

Secondo Samantha Power "la domanda principale che dobbiamo farci, alla luce delle più recenti azioni della Russia, non è cosa dobbiamo dire alla Russia, ma cosa dobbiamo fare per farci ascoltare”.

Inoltre, giovedì la NATO ha pubblicato alcune immagini satellitari, che confermerebbero la presenza di artiglieria russa in Ucraina.

La Russia, a sua volta, ha categoricamente negato tutte le accuse rivoltele, definendole nient’altro che provocazioni. L’inviato della Russia presso l'ONU Vitaly Churkin ha chiesto agli Stati Uniti di fare luce su questioni quali: "attività di cui si occupano le decine di consiglieri americani nell'edificio sicurezza e difesa del Consiglio dell'Ucraina”, e “provenienza delle nuove armi, di tecnologia americana, in mano alle forze armate ucraine" e "numero di mercenari americani provenienti dalle cosiddette "aziende di sicurezza " che combattono a migliaia di chilometri dalle proprie coste.

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