Gli aiuti della discordia

Le colonne di veicoli sono composte da 280 camion che portano cibo, medicamenti e acqua potabile ai bisognosi in Ucraina (Foto: Maksim Blinov / Ria Novosti)

Le colonne di veicoli sono composte da 280 camion che portano cibo, medicamenti e acqua potabile ai bisognosi in Ucraina (Foto: Maksim Blinov / Ria Novosti)

Dalla Russia, un convoglio di 280 camion carichi di aiuti umanitari è partito alla volta dell’Ucraina. E mentre l’Occidente accusa Mosca di voler interferire negli affari interni di Kiev, minacciando nuove sanzioni, gli esperti russi vedono allontanarsi sempre di più la possibilità di dialogo tra i due fronti

Gli eventi in Ucraina vengono interpretati in modo diverso in tutto il mondo. Kiev parla di guerra contro i terroristi. Mosca e numerosi esperti internazionali parlano di guerra civile e di catastrofe umanitaria. L’Onu non riconosce ciò che avviene nel sud-est dell’Ucraina come catastrofe umanitaria e così, l’iniziativa russa in collaborazione con il comitato della Croce Rossa per portare aiuti ai cittadini pacifici della regione ha ricevuto aspre critiche da parte dell’Occidente. Nel frattempo, Washington è tornata a minacciare sanzioni nei confronti di Mosca e a cercare alleati in Europa. RBTH ha intervistato una serie di esperti russi per capire come si evolverà lo scenario politico nei rapporti tra Russia e Occidente e se davvero l’iniziativa di Mosca sia di carattere esclusivamente umanitario.

Sergej Karaganov, politologo, decano della facoltà di Economia e Politica mondiali dell’Università Nazionale di ricerca “Scuola Superiore di Economia” (NIU VŠE)

In America sono convinti che non si possa retrocedere. Ma anche la Russia non sembra avere intenzione di transigere. Io mi auguro che i nostri paesi si fermino, prima di passare al livello successivo di confronto che, a mio avviso, pare essere ormai prossimo. Una tale ostilità non la ricordo dai tempi della guerra fredda.

Gli Stati Uniti giocheranno sul campo in cui sono più forti: la sfera economica. La Russia, a sua volta, sul campo politico-militare.

Come riferisce l’agenzia russa Itar Tass, le colonne di veicoli sono composte da 280 camion che portano cibo, medicamenti e acqua potabile ai bisognosi in Ucraina, per un totale di 2.000 tonnellate. Come hanno specifcato all’amministrazione dell’oblast’ di Mosca, tra i carichi inviati ci sono 400 tonnellate di cereali, 100 tonnelate di zucchero, 62 tonnellate di alimenti per l’infanzia, 54 tonnellate di medicamenti e farmaci, 12.000 sacchi a pelo, 69 generatori di corrente di diversa intensità.

Aleksandr Konovalov, direttore dell’Istituto di Valutazioni Strategiche (ISOA)

Gli Stati Uniti e l’Europa hanno un’opinione diversa rispetto agli obiettivi delle colonne recanti aiuti umanitari. Noi sosteniamo che tutto sia stato concordato con la croce rossa internazionale (CICR) e con le autorità ucraine; tuttavia né il comitato della croce rossa, né le autorità ucraine ne danno per ora conferma.

E non appena si muove la colonna di un centinaio di “KamAZ” capaci di trasportare sino a 1.000 tonellate di carico, ecco che Stati Uniti e Ucraina cominciano a temere che lì non vi siano soltanto merci umanitarie. E così gli americani dichiarano che ogni ingresso non concordato in suolo ucraino verrà considerato come aggressione. Come se non bastasse, esiste poi la possibilità che i convogli rientrino, non esattamente vuoti. Girano speculazioni intorno alla probabilità che in quei camion possano essere trasportate persone, fra le quali, le autorità delle regioni autoproclamate del sud-est. Ma se questo dovesse avvenire, io lo accoglierei con favore. Perché se dalla regione portassero fuori tutti coloro che non fanno altro che destabilizzare la situazione, non si tratterebbe che di un bene.

Sergej Micheev, politologo indipendente

La posizione degli USA e dell’UE ha carattere fanatico. Vogliono imporre nuove sanzioni alla Russia non per via dell’appoggio ai separatisti, ma per il soccorso ai cittadini pacifici che muoiono sotto gli spari dei militari.

I provvedimenti e le pressioni di Washington su Bruxelles distruggono i rapporti tra Russia e Europa. Punire Mosca perché ha inviato farmaci e medicamenti alla popolazione pacifica agonizzante sarebbe meschino da parte dell’Europa e significherebbe la sua totale dipendenza politica dagli Stati Uniti.

Per portare le armi a sud-est non ci sarebbe bisogno di simulare un convoglio umanitario. A proposito invece delle speculazioni sul tema della fuga delle guide delle repubbliche autoproclamate, dirò semplicementequesto: che non esiste alcun problema nell’evacuare una  leadership politica in caso di necessità.

L’esercito ucraino ha organizzato una campagna potente sul rinnovo del controllo dei territori confinanti con la Russia e nelle repubbliche autoproclamate, che nel complesso è fallita. Il segretario del consiglio nazionale di sicurezza dell’Ucraina, Andrej Parubij è stato costretto a dare le dimissioni, lui stesso, infatti, aveva supervisionato l’operazione nel corso della quale sono scomparsi circa 3.500 soldati ucraini.

L’Ucraina finora ha perso il controllo di grandi aree del paese, per questo motivo le voci riguardanti la fuga dei rappresentanti politici col pretesto degli aiuti umanitari ha la stessa forza delle scritte sui muri. Oggi giocano un ruolo troppo grande le fonti di manipolazione dell’informazione oltre ai blogger non professionali e ai mezzi d’informazione di massa.

Viktor Litovkin, esperto militare indipendente

Nonostante la Russia stia registrando serie perdite politiche ed economiche, prestare soccorso al popolo del Donbass, che si trova ora sotto il fuoco delle forze armate dell’Ucraina, è un banale gesto di umanità. Sparano sugli abitanti pacifici dai lanciarazzi, distruggono le loro case privandoli del diritto di bere acqua potabile e della possibilità di soddisfare i più elementari bisogni umani. È un semplice dovere quello di salvare vite e di consegnare alle persone aiuti umanitari. Per questo motivo accogliamo i profughi dall’Ucraina, che secondo varie stime vanno dai 500.000 ai 700.000 in Russia. Mentre a tutti coloro che si trovano ancora nella zona del conflitto dobbiamo prestare soccorso con cibo e medicinali. Questo è il nostro sacro dovere e lo porteremo a termine se ci verrà data la possibilità.

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta