Mondiali in pericolo?

Sta facendo discutere la proposta di sottrarre alla Russia l'organizzazione dei mondiali di calcio 2018(Foto: Ap)

Sta facendo discutere la proposta di sottrarre alla Russia l'organizzazione dei mondiali di calcio 2018(Foto: Ap)

Alcuni funzionari europei chiedono di privare la Russia del diritto di ospitare il Campionato del mondo di calcio 2018

Ancora non si son chetate le passioni per la coppa del mondo 2014 e già si è preso a discutere del prossimo campionato, che avrà luogo in Russia. Tuttavia, le polemiche sono state sollevate da una squadra tutt’altro che sportiva. E’ una serie di politici occidentali a porre la questione di levare alla Russia lo status di paese ospitante del campionato in conseguenza della sua politica nei confronti dell’Ucraina.

Il calcio come parte integrante delle sanzioni

Se le dichiarazioni di marzo dei senatori repubblicani americani Mark Kirk e Dan Coats sulla necessità dell’esclusione della squadra nazionale russa dal campionato del mondo 2014 per via della riunione con la Crimea non fossero stati seriamente presi in considerazione, la situazione si sarebbe arroventata al limite. Gli appelli a privare la Russia del diritto di organizzare il primo campionato del mondo della sua storia sono suonati per bocca di due influenti funzionari. Così il vice-premier britannico Nick Clegg ha invitato a più serie sanzioni nei confronti di Mosca. Secondo le sue dichiarazioni, sarebbe “impensabile” dare a Mosca l’opportunità di godere del prestigio di ospitare un campionato di livello mondiale. Clegg ritiene che il comportamento della Russia abbia superato ogni limite e che nel caso in cui le venisse concesso di svolgere il campionato, il resto del mondo risulterebbe debole e ipocrita.

Ha sostenuto il vice-premier della Gran Bretagna il leader della coalizione di centro-destra del parlamento della Germania, Michael Fuchs. La negazione del diritto di svolgere il campionato del mondo di calcio mette alle strette la Russia assai più delle sanzioni economiche, ha dichiarato il politico sulle pagine dell’edizione tedesca Handelsblatt Online. Preoccupazione riguardo la sede di svolgimento delle gare hanno espresso anche alcuni personaggi del calcio. L’ex-allenatore della nazionale olandese John van’t Schip ha invitato al boicottaggio del campionato mondiale nel caso in cui esso si svolga in Russia. “Mi rivolgo alla divisione onoraria del calcio olandese, al governo del paese e alla FIFA: boicottate il campionato del mondo di calcio in Russia”, ha scritto l’ex-aiutante del leggendario Marco van Basten nel suo twitter. Il suo messaggio era inoltre accompagnato dall’hashtag #MH17 – il numero del volo della compagnia aerea Malaysia Airlines che procedeva sulla linea Amsterdam - Kuala-Lumpur, precipitato il 17 luglio nel sud-est dell’Ucraina.

La Russia si è assicurata il suporto della FIFA

Tuttavia queste argomentazioni non hanno convinto i dirigenti della FIFA. Nel loro comunicato ufficiale, i rappresentanti dell’organizzazione hanno dichiarato che il boicottaggio delle gare sportive, così come la politica dell’isolamento e del raffronto non sono i metodi più efficaci per risolvere i problemi. “Il campionato del mondo unisce le squadre e i paesi di tutto il mondo”, si legge nel comunicato. All’organizzazione sono certi che il campionato del mondo avrà luogo in Russia. Il ministro dello sport della Russia, Vitalij Mutko ritiene che reagire alle improvvise secche dichiarazioni dei politici non sia affatto utile. “I boicottaggi nella storia dello sport mondiale ci sono stati: le Olimpiadi a Mosca del 1980 sono state boicottate. Poi tutti hanno riconosciuto di aver sbagliato. Per questo motivo, reagire alle affermazioni dei politici che vogliono in questo modo farsi il nome non ha senso”, ha detto Mutko.

“Il campionato del mondo non è un campo di dibattito politico”

Una simile posizione ha preso il primo vice-presidente della Lega del calcio russa (RFS), il campione d’Europa Nikita Simonjan: “L’obiettivo principale del campionato del mondo è quello di unire tutti i paesi partecipanti. Condurre un torneo all’insegna del fair play. Perché fare queste drastiche dichiarazioni? Il campionato del mondo è la festa del calcio, non un campo per dibattiti politici. Il campionato del mondo in Brasile ne dà un’ulteriore conferma. Prima dell’inizio delle gare tutti dicevano che il Brasile non era pronto ad ospitare un simile evento e che per via della criminalità di strada, gli spettatori da tutto il mondo non sarebbero andati in Sud America. In conclusione, la coppa del mondo 2014 è stata la più frequentata di tutta la storia e la qualità degli stadi non ha destato il minimo dubbio”, ha evidenziato Simonjan in una conversazione con il corrispondente di RBTH. “Purtroppo, per qualcuno è vantaggioso attizzare una simile guerra d’informazione. Ma da noi non c’è tempo di pensare a questo. Ora occorre che tutti si calmino e comincino a pensare alla preparazione ai prossimi tornei”.

Il presidente onorario della RFS, in passato vice-presidente della FIFA (1980-1996) Vjačeslav Koloskov ha dichiarato che le autorità russe hanno ricevuto il sostegno dai leader della FIFA. “Il campionato del mondo 2018 si svolgerà in Russia, su questo non v’è alcun dubbio. Abbiamo discusso della situazione attuale con il signor Valcke (segretario generale della FIFA) e il signor Blatter (presidente della FIFA), loro ci sostengono. Nella FIFA tutti vogliono che gli eventi in Ucraina non siano di ostacolo al campionato. Costruiremo le infrastrutture necessarie: stadi, basi, alberghi. Forse con i tempi di costruzione siamo un po’ indietro al momento, ma sono certo che tutto verà ultimato per tempo”. “Difficilmente qualcuna delle squadre deciderà di boicottare il campionato del mondo 2018. Questo significherebbe il colpo più duro per la reputazione del paese e per i suoi atleti che con strenua lotta ottengono il diritto di partecipare allo stadio finale del torneo”, ha sottlineato Koloskov.

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