La ricerca dell'equilibrio

(Foto: Ap)

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La stampa russa continua a monitorare le conseguenze della catastrofe del Boeing

Il quotidiano "Kommersant" scrive che il Ministero della difesa della Russia ha presentato alcuni argomenti che confermerebbero la versione secondo cui il Boeing sarebbe stato abbattuto dalle forze militari ucraine: sorvolando la regione di Donetsk, l'aereo ha deviato dal corridoio della rotta aerea. Dire perché l'aereo si sia allontanato dalla rotta, sarà possibile solo dopo che verranno decifrati i registratori di volo, ha notato il “Kommersant”.

Inoltre, facendo riferimento al Ministero della Difesa il quotidiano scrive che il giorno del disastro del Boeing il gruppo di difesa aerea ucraina di Donetsk aveva contato "tre o quattro" missili di difesa del complesso "Buk" e la rotta aerea del Boeing  abbattuto rientra in quella zona. Il Ministero della difesa ha confutato anche le dichiarazioni rilasciate dalle autorità ucraine secondo cui al momento dello schianto del Boeing nella regione di Donetsk non c’era nessun aereo militare – i militari hanno notato "il decollo di un aereo delle forze aeronautiche militari  ucraine, presumibilmente un Su-25”, sottolinea il “Kommersant”. "Tuttavia, tutti questi argomenti non convincono l'Occidente," ha scritto il giornale. La pressione nei confronti della Russia è in crescita, la redazione ritiene che vi sia la possibilità che vengano introdotte sanzioni più severe.

Secondo il giornale “Nezavisimaya gazeta”, la Russia ha dimostrato di essere impreparata politicamente al disastro di Donetsk. Nonostante ciò, secondo il giornale, le autorità russe stanno cercando di rilasciare dichiarazioni equilibrate, pacate in merito al disastro del Boeing. Nelle ultime settimane il Cremlino ha dichiarato l’intenzione di uscire gradualmente dal conflitto ucraino, scrive “Nezavisimaya gazeta”. "Tuttavia, Mosca ha sottolineato di non esercitare alcuna influenza sulle milizie dei ribelli, non può esercitare il controllo su di loro: nessuno crede a quest’ultima affermazione né a Kiev, né in Occidente” - scrive il giornale. Secondo la redazione, "Kiev e Mosca non hanno trovato una lingua comune con la quale parlare della situazione nel sud-est", perché "le milizie sono considerate da Kiev terroristi e separatisti, mentre l’operazione antiterrorismo per Mosca rimane  di carattere repressivo".

Se la Commissione internazionale arriverà alla conclusione che il Boeing sia stato abbattuto dai "separatisti", nota “Nezavisimaya gazeta”. La Russia non è ancora in grado di assumere la posizione di terza controparte. Nessuno esorterà le milizie dei ribelli, Kiev e Petro Poroshenko otterranno un mandato chiaro per eliminarli e lo schema di trattative proposto da Mosca non sarà considerato accettabile a nessun livello, sostiene la redazione. In questo caso, “Nezavisimaya gazeta” ritiene che su Mosca pesi la minaccia di nuove sanzioni economiche e di parziale isolamento. "Costruirà  una propria versione dettagliata in merito agli eventi relativi al disastro del Boeing, abbastanza convincente per l’opinione pubblica interna e marginale per l’ estero" - conclude il quotidiano.

 
Tutte le opinioni
sulla questione ucraina

 "Gazeta.ru" pubblica del materiale dal titolo "Colpevoli di silenzio", nel quale si afferma che già nei quattro giorni successivi al disastro del Boeing a Donetsk le accuse contro la Russia da parte dell’Occidente si sono ammorbidite fino a diventare appelli diplomatici a condurre un’indagine accurata. La redazione ritiene che l'unica opzione possibile per uscire in maniera pacifica da una situazione molto difficile è che si ponga fine da tutte le parti alle accuse e all'escalation del conflitto. Il tono sempre più aggressivo del dibattito da parte dell’Occidentale intorno alla tragedia dà l’l'impressione che ci si trovi di fronte a due estremi - ha osservato "Gazeta.ru": "O tutti da tanto tempo conoscevano la verità ma per qualche motivo non la rivelano o la consapevolezza delle parti non va molto oltre le personali convinzioni ". In molti hanno accusato i media russi di propaganda e parzialità, scrive la redazione, ma i giornalisti occidentali in un giorno, ancora prima che venisse aperta l'inchiesta, hanno accusato della tragedia la Russia. "Gazeta.ru" ritiene che al momento  non ci sia bisogno di "trattative diplomatiche" flessibili ma di un'inchiesta che sia quanto più possibile aperta, della pubblicazione e dello scambio reciproco di tutte le informazioni disponibili.

"Washington ha bisogno di una guerra lampo" - un articolo con questo titolo è apparso sul quotidiano "Vzglyad". La campagna, iniziata dopo la distruzione del Boeing malese, è ancora un altro tentativo da parte degli Stati Uniti per mantenere l'Ucraina nella propria orbita e mettere la Russia in un angolo - scrive la redazione. Secondo “Vzglyad": "L'Occidente sta esercitando una forte pressione psicologica su Vladimir Putin. Ma è chiaro che Washington stia da tempo cercando invano di accerchiare la Russia per mantenere la propria supremazia geopolitica, Se sarà confermata la versione della distruzione deliberata del velivolo, la tragedia del Boeing, secondo il giornale, sarà un altro duro colpo per l’egemonia americana già in crisi".

La questione di come il Boeing sia stato distrutto, non ha finora avuto risposte, ma è già evidente chi stia cercando di sfruttare la tragedia - scrive "Vzglyad": per gli Stati Uniti è diventata un'occasione per sferrare un attacco psicologico nella guerra di informazioni contro la Russia. Secondo la redazione,  ci sarebbero in tutto solo due versioni relative alla distruzione del velivolo: o uno scontro accidentale con un missile o l’abbattimento intenzionale. Nel secondo caso, il sospetto cade anche su Kiev e sugli Stati Uniti, che più volte nella sua storia ha visto casi di perdita di vite, al fine di dare la colpa al nemico per poi utilizzare la tragedia come una scusa per un’offesa" ha scritto il giornale. Secondo la redazione, una simile operazione nel cielo del Donbass poteva essere organizzata solo dai servizi segreti degli Stati Uniti. "L'obiettivo è chiaro: far sì che l’Europa superi la riluttanza ad unirsi con gli Stati Uniti al fine di isolare la Russia" - chiarisce “Vzglyad". La morte di centinaia di cittadini europei - come scrive il giornale – dovrebbe portare tutti i dubbiosi e coloro che fermamente non ci credono in Europa "a credere alla favola del sanguinoso Putin, la nuova reincarnazione di Hitler". "Per adesso da Washington non hanno intimato l’alt a Kiev e la guerra continuerà” - riassume la redazione.

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