"Il mondo sull'orlo della crisi"

(Foto: Andrei Stenin\Ria Novosti)

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La stampa russa continua a seguire la vicenda del Boeing precipitato in Ucraina. Ecco i principali articoli

Il quotidiano Kommersant sottolinea come la tragedia della Malaysia Airlines non ha posto fine ai combattimenti in corso nell’Ucraina orientale tra truppe governative e separatisti, e che un cessate-il-fuoco limitato è in atto solo in una zona ristretta nei pressi dell’incidente. Le parti in causa, aggiunge il giornale, non sono riuscite a trovare un accordo su un cessate il fuoco che copra l’intera zona orientale del Paese. Alcuni esperti interpellati da Kommersant affermano che le operazioni militari delle truppe ucraine “non stanno ottenendo il successo che le dichiarazioni dei comandanti lascerebbero immaginare”.

Le principali difficoltà, stando al giornale, riguardano il settore meridionale del fronte, “dove Kiev spera di conseguire la vittoria definitiva”. In seguito alle operazioni dei separatisti, prosegue Kommersant, l’unità ucraina che aveva tentato di interrompere ogni contatto tra la Russia e le autoproclamatesi Repubbliche è stata a sua volta circondata, e - come anche i comandanti separatisti sanno - potrebbe essere posta in salvo da un cessate-il-fuoco che interessi l’intero fronte. “Probabilmente è questo il motivo per cui ad oggi hanno rifiutato tutte le richieste avanzate dal fronte ucraino e dai mediatori ucraini riguardo a un cessate-il-fuoco esteso e duraturo”, conclude il giornale. 

“Il mondo è sull’orlo di crisi politica tra le più gravi degli ultimi decenni”, si legge in un editoriale del quotidiano centrista Nezavisimaya Gazeta. Il giornale definisce l’incidente aereo della Malaysia Airlines “un preludio all’inizio di una nuova guerra fredda”, e sottolinea che i fatti ad oggi noti lasciano supporre che nelle zone interessate dal conflitto, su entrambi i fronti del confine russo-ucraino, siano stati dispiegati dei sistemi missilistici terra-aria Buk - che tuttavia sarebbero in grado di colpire obiettivi in volo solo entro un raggio di cinquanta chilometri. “Poiché il Boeing è precipitato in territorio ucraino, a cinquanta chilometri dal confine tra Russia e Ucraina, possiamo escludere che sia stato colpito in territorio russo”, afferma il giornale, aggiungendo che Kiev non nega di aver dispiegato dei sistemi Buk lungo il confine russo-ucraino. 

I sistemi di difesa aerea ucraini avevano probabilmente lo scopo di rispondere a eventuali voli di ricognizione russi. E il Boeing della Malaysia, fa notare la Nezavisimaya Gazeta, potrebbe essere stato scambiato per un velivolo militare russo. Inoltre, aggiunge il giornale, è improbabile che i separatisti siano in grado di azionare un sistema Buk, che richiede esperienza e un addestramento specifico. Quasi tutti gli esperti interpellati dalla NG ritengono che l’aereo sia stato colpito per errore. “Probabilmente l’attacco non era stato discusso con i superiori, che adesso temono che la verità possa venire fuori. Dare il proprio sostegno a chi uccide dei civili preclude infatti qualsiasi possibilità di mantenere una buona reputazione sulla scena internazionale”, conclude il giornale. 

La rivista Ekspert offre un resoconto dettagliato delle operazioni di ricerca in atto sul luogo dell’incidente, e ricorda che il Consiglio di sicurezza dell’Onu dovrebbe votare al più presto una bozza di risoluzione che condanni la distruzione del Boeing 777. La bozza di risoluzione, aggiunge Ekspert, non invocherebbe “un’indagine internazionale esauriente, minuziosa e indipendente, come previsto dagli standard dell’aviazione civile”, ma indicherebbe invece lista di richieste rivolte ai separatisti, e li esorterebbe a “rinunciare a qualsiasi azione che potrebbe compromettere il luogo dell’incidente”. Da parte loro, aggiunge il giornale, le forze della Repubblica popolare di Donetsk vigilano da tre giorni sul luogo dell’incidente, garantendo così anche la sicurezza degli osservatori Osce che vi lavorano. 

Gli esperti interpellati dal quotidiano Vzglyad affermano che “in Ucraina e in Occidente, alcuni personaggi di spicco stanno sfruttando a proprio vantaggio alcune pseudo-informazioni diffuse riguardo all’incidente del Boeing della Malaysia Airlines”. Le indagini sull’incidente non sono ancora concluse, prosegue il giornale, ma la pubblicazione su internet di alcune telefonate intercorse tra i separatisti ed intercettate ha dato modo alla leadership Ucraina e a quella di altri Paesi di attribuire la colpa dell’accaduto alle forze separatiste e alla Russia. Gli esperti sottolineano che chi rilascia affermazioni simili “lo fa sulla base di fatti non verificati o addirittura inventati di sana pianta”. “Nella tragedia del Boeing precipitato in Ucraina, la diffusione di accuse infondate da parte di rappresentati del governo ha raggiunto livelli mai visti prima. Senza basarsi su indagini o verifiche, le autorità ucraine hanno trovato numerose prove che dimostrerebbero che le forze nel sudest [dell’Ucraina] sono coinvolte in quell’incidente”, afferma il giornale. Il quale aggiunge che secondo Kiev il sistema missilistico terra-aria Buk che potrebbe aver fatto precipitare li Boeing sarebbe stato fornito ai separatisti dalla Russia, e che a tragedia avvenuta i separatisti lo avrebbero restituito.

Il quotidiano Moskovsky Komsomolets riporta un’affermazione del presidente Vladimir Putin riguardo all’incidente dell’aereo della Malaysia Airlines. In essa, il presidente russo esorta le parti in guerra a porre fine allo spargimento di sangue e a raccogliersi attorno a un tavolo dei negoziati. Stando a Putin l’aereo, che trasportava 298 persone, non sarebbe stato colpito se le operazioni militari nell’Ucraina orientale non fossero riprese. “Si può affermare con certezza che se il 28 giugno le operazioni militari nell’est dell’Ucraina non fossero riprese, questa tragedia quasi certamente non sarebbe accaduta. Al tempo stesso, nessuno dovrebbe usare questa tragedia a scopi politici, né ha il diritto di farlo. Eventi come questo dovrebbero riavvicinare i popoli anziché allontanarli”, ha detto secondo il giornale Vladimir Putin.

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