Una vittima a Donetsk, le reazioni di Russia e Ucraina

Dall’inizio della crisi in Ucraina, questa è la prima volta che si registrano vittime nel territorio della Federazione Russa (Foto: Ria Novosti)

Dall’inizio della crisi in Ucraina, questa è la prima volta che si registrano vittime nel territorio della Federazione Russa (Foto: Ria Novosti)

Sette colpi di artiglieria sono esplosi durante alcuni scontri sul confine. Una persona è morta e altre due sono rimaste ferite. Mosca: “Daremo dure risposte”. Mentre da Kiev viene smentita ogni responsabilità: “Siamo pronti a collaborare alle indagini”

“Delle sette granate cadute a Donetsk (omonima città russa, situata nella regione di Rostov, al confine con l’Ucraina, ndr), ne sono esplose sei. Presumibilmente si tratta di pezzi di artiglieria di 122 millimetri”. Lo ha riferito all'agenzia Interfax-Sud l’incaricato della gestione della politica d'informazione del Governo della regione di Rostov, Alexander Titov.

Dall’inizio della crisi in Ucraina, questa è la prima volta che si registrano vittime nel territorio della Federazione Russa. Mosca ha attribuito la responsabilità dell’incidente alle autorità di Kiev, dichiarando che le conseguenze di questo attacco nel territorio russo saranno "irreversibili". Il vice ministro degli Esteri della Federazione Russa, Grigory Karasin, ha promesso una reazione dura e mirata alla morte dei russi nella regione di Rostov.

 
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"Ora siamo direttamente coinvolti in quello che è successo, e i recenti sviluppi dimostrano che si sta verificando una pericolosa escalation di tensione al confine e che il livello di pericolo per i nostri cittadini che vivono sul territorio della Federazione Russa si è drasticamente elevato. Pertanto da parte nostra ci saranno dure risposte, concrete. Per fare questo è necessario però che venga fatta luce sulle circostanze di quanto accaduto”, ha dichiarato.

Il presidente russo Vladimir Putin, durante un incontro con la cancelliera tedesca Angela Merkel a Rio de Janeiro, ha sottolineato l'urgenza di riprendere i lavori del gruppo di contatto sulla situazione in Ucraina. I leader si sono visti concordi sul fatto che la situazione nel sud-est sia "degenerata" e la cancelliera tedesca ha esortato Mosca ad aumentare la pressione sui separatisti per fermare il conflitto.

Le reazioni della controparte ucraina

La posizione delle autorità ucraine riguardo l'incidente è chiara: Kiev non è coinvolta nell’attacco di Donetsk. "I soldati ucraini non hanno mai sparato, non sparano e non spareranno sui territori dello stato confinante e sui centri abitati. Ci aspettiamo obiettività e imparzialità da parte delle autorità russe nelle loro valutazioni e siamo pronti a collaborare alle indagini”, ha affermato il Ministero degli Esteri dell'Ucraina.

A sua volta, le autorità della repubblica auto-proclamata accusano le autorità di Kiev per la morte del cittadino russo. "Il novanta per cento delle truppe sono ucraine. Di fatto noi abbiamo carenza di armi pesanti, poche granate, per cui di queste armi se ne occupano professionisti qualificati. Neanche per errore riusciremmo con i nostri mezzi a raggiungere il territorio russo. Gli ucraini al contrario hanno molte armi pesanti, non hanno problemi di disponibilità. Per cui si tratta per forza di artiglieria ucraina”, ha detto all'agenzia di stampa russa Interfax il vice primo ministro della Repubblica Popolare di Donetsk, Andrei Purgin.
 
Al limite

Secondo quanto affermato da giornale russo Kommersant, che cita fonti del Cremlino, Mosca attuerà "una controffensiva mirata" contro l'esercito dell’Ucraina in caso di ulteriori attacchi al territorio russo. L’agenzia RIA Novosti segnala che una posizione simile è stata espressa anche dal vice portavoce del Consiglio della Federazione Evgeny Bushmin.

"Bisogna fare un atto rappresentativo: se si trattava di un’installazione di artiglieria, bisogna sopprimerla. È necessario dimostrare che qualsiasi attacco contro la Russia sarà respinto. È necessario inoltre che venga data una risposta adeguata”, ha affermato Bushmin.

Il senatore ha detto di essersi trovato nelle ultime due settimane nella regione di Rostov e, in base a quanto da lui riferito "sembra che se gli attacchi precedenti non fossero diretti contro le guardie di frontiera russe. Adesso sempre più spesso ci sono delle provocazioni, perché questo è l’unico modo per costringerci a intervenire direttamente nel conflitto contro le forze armate dell’Ucraina".

Il parlamentare ha sottolineato che non si tratterebbe di un'azione su larga scala, ma esclusivamente di attacchi mirati contro quei punti dai quali prendono il via gli attacchi sul territorio russo.

La smentita

Tuttavia, il portavoce del presidente russo, Dmitry Peskov, ha definito assurde le dichiarazioni circa gli "attacchi chirurgici" che rientrerebbero nel piano di Mosca. "Le dichiarazioni su un’offensiva da parte della Russia sono prive di senso, non corrispondono alla realtà”, ha detto il segretario di stampa del presidente della Federazione Russa Dmitry Peskov all'agenzia di stampa Bloomberg. Secondo il suo parere la Russia esclude un tale scenario.

Secondo gli esperti, è improbabile che si delinei uno scenario di guerra tra la Russia e l’Ucraina. "Nonostante il fatto che il tragico incidente di Rostov abbia suscitato enorme scalpore, è improbabile che la strategia di base del presidente Putin in Ucraina cambi”, ha detto il direttore del Carnegie Moscow Center Dmitry Trenin. "Questa strategia consiste nel difendere gli interessi della Russia senza che vi sia un intervento diretto nel conflitto in Ucraina, che porterebbe alla rottura definitiva con l'Occidente, soprattutto con l’Europa", afferma l'esperto. Come sottolineato dall’esperto, in questa situazione ci si dovrebbe aspettare che Mosca faccia dei passi diplomatici decisivi, ma è difficile che da questi si possa arrivare a un intervento militare, compresa l'introduzione in Ucraina di forze di pace russe.

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