La stampa russa e l'Ucraina. 8 luglio

Uomini armati pattugliano le strade (Foto: Ria Novosti)

Uomini armati pattugliano le strade (Foto: Ria Novosti)

Non si placano le tensioni nelle zone orientali del paese. Ecco come i giornali della Federazione raccontano la crisi in corso

L'esercito ucraino continua l’offensiva contro le milizie delle Repubbliche popolari auto-proclamate di Donetsk e Lugansk, dopo aver sottratto al loro controllo diverse città e villaggi: le forze di sicurezza hanno occupato Konstantinovka Artemovsk, Druzhkovku, il villaggio di Nikolaevka e il checkpoint “Dolzhansky”. Lo riporta il giornale Kommersant, secondo il quale gli obiettivi principali di Kiev sarebbero "la distruzione delle basi e degli avamposti delle milizie, il ripristino del controllo sulle frontiere, l'isolamento della zona di conflitto, lo sminamento di strade, ponti ed edifici”.

 
La logica del Cremlino
nella crisi ucraina

L'intervento dell’ex primo ministro
e capo del Ministero degli Esteri,
Evgenij Primakov 

Ma la questione principale, osserva Kommersant, è che le forze di sicurezza hanno intenzione di circondare Donetsk e Lugansk, tagliando le strada alle milizie. Il giornale ha citato una dichiarazione ufficiale dal Ministero degli Esteri russo, convinto che "le forze di sicurezza di Kiev stiano distruggendo le loro stesse città, usando una tattica raramente utilizzata anche dalle forze d'occupazione in territorio nemico". Inoltre, nel documento si sottolinea che "ancora una volta chiedere a Kiev di interrompere il bombardamento di obiettivi civili risulta essere evidentemente inutile".

Nezavisimaya Gazetasostiene invece che il governo ucraino stia per prendere in considerazione un piano per la ricostruzione delle città distrutte del Donbass. In particolare si prendono in considerazione gli insediamenti civili, che lo scorso fine settimana sono stati liberati dall'esercito ucraino. Attualmente gli scontri intorno a Donetsk e Lugansk non cessano, scrive il giornale, e l'esito del confronto non è scontato.

Nezavisimaya Gazeta osserva inoltre che il gruppo di contatto internazionale, con la partecipazione dei rappresentanti dell'OSCE, di Russia e Ucraina, durante l'ultimo incontro hanno concordato circa la necessità di un'immediata soluzione pacifica della situazione. Ma non c’è un accordo unitario circa i possibili percorsi di pace, secondo il giornale: Kiev esige che le milizie depongano le armi; i capi delle Repubbliche autoproclamate il ritiro di tutte le truppe ucraine. "La via di mezzo proposta dal lato russo (la federalizzazione) non viene considerata né dall'una né dall’altra parte e l'OSCE e l'Unione europea si limitano agli appelli di pace”, riassume il giornale.

Vzglyad riporta che nell'est dell'Ucraina sono iniziate incursioni indiscriminate nelle città conquistate. Dopo il riposo durante il fine settimana, da lunedì le forze ucraine hanno iniziato le “attività d’ infiltrazione", secondo la redazione. Secondo alcuni dati, sarebbe in corso una verifica generale di tutta la popolazione maschile della città per identificare chi ha aiutato i terroristi e chi ha partecipato ad azioni terroristiche. Secondo Vzglyad questo è stato confermato dai locali: a Slavyansk sono iniziati gli arresti dei sospettati di collaborazione con le milizie.

Secondo le fonti della redazione, l'ingresso e l’uscita da Slovyansk sono limitati, lasciano passare solo le persone aventi la residenza. "Di notte hanno arrestato diverse persone. Le hanno portate fuori dalla città. Arrestano tutti i ragazzi dai 25 ai 35 anni, armati e disarmati. E le ricerche vanno avanti. Vengono presi in considerazione coloro che hanno contribuito a sfamare i feriti”. Vzglyad cita la dichiarazione del Presidente del Parlamento dell'Unione delle Repubbliche popolari di Lugansk e Donetsk, Oleg Tsarev. Nel frattempo, nonostante l'uscita delle forze principali della milizia, racconta il quotidiano, alla periferia della città stanno continuando lotte locali. Gli esperti della redazione fanno notare che “perfino i sostenitori di Kiev ammettono che non c’è da aspettarsi che avvenga a breve la caduta delle capitali delle Repubbliche popolari di Lugansk e Donetsk ".

“I patrioti russi sono confusi: prima Vladimir Putin ha ritirato il suo mandato per l’ingresso delle truppe nello stato limitrofo, invece adesso le truppe vengono ritirate dalla città simbolo della milizia di Slavyansk. E come spiegare adesso questo ai cittadini della Russia e della potenziale nuova Russia?”, si chiede l'editorialista del giornale Gazeta.ru. Secondo il giornale, sono tre le opzioni principali. In primo luogo, dice il giornale, non è detto che la vittoria avverrà per le milizie. "L'essenza della versione sta nel fatto che la difesa di Donetsk e Lugansk si sta rafforzando e se l'esercito ucraino si spingerà fin là allora soffriranno molte perdite”, ha scritto il giornale.

La seconda opzione, scrive Gazeta.ru, è che nessuno in Russia “scarichi” il sud est, ma “certe carogne come Strelkov si sono messe d’accordo con i militari ucraini, hanno ottenuto un corridoio e si sono ritirarti senza subire perdite, anche se avevano promesso che sarebbero morti a Slovyansk”.

La terza opzione è la più pessimista: "Tutto è perduto, il progetto della Nuova Russia è finito, le milizie non hanno il sostegno né di truppe né di armi, le autorità di Kiev lentamente ma sicuramente vinceranno e i patrioti russi subiranno una delusione generale". Inoltre Gazeta.ru ricorda che "non c’è nessun comunicato statale ufficiale che chiarisca quali saranno le prossime azioni della Russia".

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta