Russia-Ue. Il ponte italiano

Federica Mogherini, ministro degli Esteri italiano (Foto: Alessandro Pietromartire / Farnesina Press)

Federica Mogherini, ministro degli Esteri italiano (Foto: Alessandro Pietromartire / Farnesina Press)

Inizia martedì la visita del ministro degli Esteri italiano, Federica Mogherini, a Mosca. Per rendere ancora più stabile il rapporto tra i due paesi

Martedì avrà inizio la visita del ministro degliAffari Esteri italiano Federica Mogherini a Mosca. Si tratta del primo viaggio all’estero del ministro Mogherini dopo che l’Italia, il primo luglio, ha assunto il ruolo di presidente del Consiglio dell’Unione Europea, nonché della prima visita di un ministro degli Esteri di uno dei paesi fondatori dell’UE dopo l’inizio della crisi ucraina che ha minato i rapporti tra Mosca e l’Occidente. L’arrivo a Mosca è la prova che l’italia considera come una delle sue principali priorità, durante il semestre di presidenza dell’UE, il ripristino dei rapporti di fiducia tra Europa e Russia.

 
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“Intendiamo tentare tutti gli approcci per riprendere il dialogo tra Russia e Europa, - ha detto in un'intervista con RBTH l’ambasciatore italiano a Mosca, Cesare Maria Ragaglini –. Siamo consapevoli del fatto che il lavoro che ci attende non è facile, tuttavia guardiamo avanti con ottimismo”.

Secondo le parole di Ragaglini, il ministro Mogherini e il suo omologo russo Sergej Lavrov hanno instaurato rapporti di fiducia e hanno convenuto di mantenere contatti regolari su tutte le questioni di reciproco interesse. “Solo nel corso degli ultimi tre giorni i nostri ministri hanno parlato al telefono due volte - ha sottolineato l’ambasciatore –. Giovedì mattina hanno discusso dei risultati dell’incontro a Berlino tra i capi dei ministeri degli Esteri di Germania, Francia e Ucraina. I nostri ministri hanno evidenziato l’importanza di una dichiarazione concordata, ponendo particolare attenzione alla richiesta di una tregua durevole in Ucraina e alla rapida convocazione del gruppo di contatto”.

 

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A sincerarsi di come l’Ucraina adempierà ai suoi impegni ci penserà il ministro Mogherini in persona, che prima di Mosca è stata a Kiev, e avrà pertanto di che raccontare a Sergej Lavrov. Tuttavia, le trattative non si limitano alla crisi ucraina: nel mondo sono in corso non pochi conflitti le cui risoluzioni richiedono un intervento internazionale“Sul tavolo delle discussioni fra i ministri verranno trattati i problemi internazionali della situazione in Siria, in Iraq, Libano e Libia. Del programma nucleare iraniano pure si tratterà, nonché del controllo della situazione in Medio Oriente, di nuovo in crisi in seguito all’uccisione di ragazzi ebrei e di un ragazzo palestinese - ha detto Ragaglini a RBTH –. In tutto questo, ovviamente non verrà trascurato l’intero complesso di cooperazioni bilaterale tra Roma e Mosca”.

All’Italia, la Russia è tradizionalmente legata grazie a rapporti di rispetto reciproco, di collaborazione su più piani e di partenariato strategico. L’Italia è il quato partner commerciale della Russia con un volume di fatturato da record per il 2013, pari a cinquantaquattro miliardi di dollari. Nella memoria dei russi è ancora fresco il ricordo del primo arrivo dei businessmen dalla penisola appeninica. Allora, con il loro aiuto, vennero costruiti la fabbrica di automobili a Togliatti, la fabbrica di lavatrici a Vjatka e diverse concerie e calzaturifici. Il marchio “Made in Italy” era considerato garanzia di eccellente qualità e design all’avanguardia, mentre il prodotto stesso, l’apice della perfezione. Ora in Russia lavorano attivamente circa 400 imprese italiane. La sfera della loro attività comprende la costruzione di aeromobili e automobili, il settore energetico, petrolchimico e metallurgico, l’industria leggera, le telecomunicazioni, l’agricoltura, il settore delle banche e altro ancora.

 
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L’Italia è l’unico partner della Russia con il quale sin dalla fine degli anni Novanta venne firmato un “Piano d’azione fino al 2017” e nel quale, letteralmente in paragrafi, sono descritte le sfere base della cooperazione. In occasione della visita del presidente russo Vladimir Putin a Trieste nel novembre del 2013, è stato firmato un solido pacchetto di accordi, compreso un memorandum d’intesa sulla costituzione di un fondo d’investimento russo-italiano incentrato sui progetti nei due paesi che raccoglie un totale di un miliardo di euro. Detto in una parola, Russia e Italia hanno di che perdere se le minacce dell’Europa si concretizzeranno e Bruxelles approverà la terza fase di sanzioni economiche anti-russe. Rispondendo alle domande di RBTH se vi siano già segni di come le pene imposte a Mosca da parte di Bruxelles abbiano influito negativamente sulle dinamiche dei rapporti russo-italiani, Ragaglini ha fatto ricordare che le sanzioni non sono ancora attive. Egli ritiene dannose  le sole conversazioni al riguardo: “Si crea un clima d’incertezza che influisce su tutto, sul fatturato, sugli investimenti, sul turismo”, ha spiegato il console.

Non sorprende che nel vertice dell’UE tenutosi a fine giugno, l’Italia abbia dichiarato che Bruxelles debba concentrarsi non sulle sanzioni, bensì sull’aiuto al presidente ucraino Petro Porošenko nello stipulare la pace con le milizie cittadine, oltre che a fornire il supporto a Kiev nei suoi negoziati con Gazprom a proposito del prezzo del gas. Tra l’altro, nonostante le posizioni della leadership dell’UE, l’Italia sostiene l’idea della costruzione del gasdotto South Stream che, secondo l’opinione di Roma, si integra perfettamente nella strategia energetica europea. Il disaccordo fra i 28 paesi dell’Unione Europea circa la possibilità di sanzioni più severe contro la Russia, hanno spinto a chiedere al capo della delegazione UE in Russia, Vygaudas Ušackas, se sia realmente necessario porre all’ordine del giorno del vertice d’emergenza previsto per il 16 luglio, la questione delle pene da infliggere a Mosca. “La commissione europea e l’Ufficio Relazioni Esterne dell’UE proseguono il lavoro di inasprimento delle misure mirate contro la Russia”, -ha risposto Ušackas a RBTH. Oltre a questo, ha espresso la sincera speranza che il pacchetto di limitazioni riguardanti i settori dell’economia russa non arrivino ad essere effettivi. Per far ein modo che così avvenga, promette di dare tutto il suo contributo Federica Mogherini. 

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