La stampa russa e l'Ucraina. 23 giugno

La stampa russa continua a seguire le tensioni nell’Est dell’Ucraina (Foto: Itar Tass)

La stampa russa continua a seguire le tensioni nell’Est dell’Ucraina (Foto: Itar Tass)

Dalla questione del gas alla nuova definizione dei confini nazionali. Ecco come i media russi raccontano la crisi ucraina

La questione del gas e l’interruzione delle forniture. Il quotidiano Kommersant, nei suoi continui aggiornamenti sull’evoluzione della crisi ucraina, parla di un nuovo giro di vite sulla questione del gas: il governo di Kiev, a seguito dell’interruzione delle forniture da parte della Russia, sta per introdurre un regolamento di emergenza relativo al settore energetico. Il nuovo governo, secondo quanto riportato da Kommersant, legittimerà l’acquisto forzoso da parte degli utilizzatori industriali di gas da produttori indipendenti e permetterà di evitare il gas russo di transito. Il giornale scrive che il nuovo disegno di legge prevede l'introduzione dello stato di emergenza in caso di interruzione o di limitazione delle forniture di energia all'Ucraina. A quel punto le compagnie del settore energetico dovranno attenersi alle istruzioni del Ministero dell'Energia, “a prescindere delle condizioni stabilite dai contratti vigenti”. Così, scrive la redazione, potrebbe essere a rischio anche il contratto tra “Gazprom” e “Naftogaz” relativo al transito di gas verso l’Europa.

Il disegno di legge consente allo stato di interferire nel lavoro delle compagnie di distribuzione del gas e permette l’interruzione diretta delle forniture ai consumatori, fatta eccezione per la popolazione e i produttori di riscaldamento, scrive Kommersant. Tuttavia, gli esperti della redazione fanno notare come il disegno di legge sia necessario in seguito all’interruzione delle consegne di gas russo all’Ucraina. L’interruzione del rifornimento da parte dei consumatori industriali per motivi di risparmio del gas non deve essere improvvisa: "È necessario quanto più possibile rafforzare la potenza del combustibile solido, del riscaldamento elettrico e dell’olio combustibile”, riassume il giornale.

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Gazeta.ru racconta quali riforme economiche Bruxelles richieda a Kiev per entrare nell'Unione europea. La redazione ricorda che questa settimana l’Ucraina dovrebbe firmare la parte economica dell'accordo. Uno dei requisiti chiavi della “road map” è la riforma costituzionale globale. Lungo questo percorso, scrive Gazeta.ru, “è richiesta a Kiev l’attuazione di riforme che coinvolgano tutti gli organi di potere”. Ma la richiesta principale della Commissione europea è quella che l’Ucraina realizzi una serie di riforme economiche, e perché ciò accada, secondo il giornale, Bruxelles è disposta a stanziare notevoli finanziamenti affinché quest'anno Kiev modernizzi il regolamento di bilancio e la normativa fiscale.

La redazione scrive che gli europei si aspettano la crescita del pil e degli indici di esportazione dell'Ucraina, la riduzione dei prezzi per i consumatori e la crescita dell'occupazione. Tuttavia, secondo gli esperti di Gazeta.ru sulle riforme ci sono delle divisioni: alcuni credono che ora “sia il momento opportuno per la trasformazione economica, poiché è più facile ottenere risultati dalla terapia d'urto quando la gente reagisce più agli eventi della regione di Donbass che ai cambiamenti economici”. Alcuni esperti non credono che nella situazione economica attuale del popolo ucraino, le riforme, sulla cui realizzazione insiste la Commissione europea e il FMI, possano essere efficaci. Gazeta.ru scrive che l'aumento dei prezzi del gas potrà portare a settembre a “un terzo Maydan".

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Secondo Nezavisimaya Gazeta, da diversi giorni sta continuando l'intensa lotta tra le forze di sicurezza ufficiali e i miliziani delle Repubbliche popolari auto-proclamate di Donetsk e Lugansk per il controllo del confine orientale dell'Ucraina. La redazione afferma che durante gli ultimi scontri sono state colpite strutture e territori del lato russo. Le autorità di Kiev, ha scritto il giornale, in questi ultimi giorni, già in due precedenti occasioni hanno dichiarato che “l'intera linea del confine ucraino-russo è sotto il loro controllo e che non si permetterà che mezzi militari passino né da una né dall’altra parte". Tuttavia Nezavisimaya Gazeta fa notare che le guardie di confine ucraine non sono in grado di proteggere in modo affidabile i confini orientali dello stato e in molte zone hanno perso il controllo e non riescono a recuperarlo. La redazione ricorda anche la dichiarazione del Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon, il quale ha notato che "l’Ucraina negli anni della sua indipendenza non si è occupata della registrazione ufficiale delle proprie frontiere in qualità di stato sovrano".

Per questo motivo si può ritenere, scrive Nezavisimaya Gazeta, che non ci sia stato alcun illecito da parte della Russia rispetto alle frontiere dell'Ucraina: "non c’è stato e non può esserci”. "Ai sensi del trattato CSI, il territorio dell'Ucraina ha solo confini amministrativi con l’URSS e la Russia è il successore legale dell’URSS”, fa notare la redazione. Secondo il giornale, in linea di principio, non si può accusare nessuno di qualsiasi cambiamento violento nell'integrità dei confini dell'Ucraina, perché "nell’ambito del diritto internazionale, il paese semplicemente non ha un confine autorizzato. Per risolvere questo problema, scrive Nezavisimaya Gazeta, Kiev deve delineare la linea di confine con gli Stati confinanti con il consenso obbligatorio degli Stati di confine, compresa la Russia. Ma Kiev sta cercando di demarcare i confini unilateralmente. "Tutto ciò non avrà alcun significato dal punto di vista del diritto internazionale," ha scritto il giornale.

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