Il futuro dopo il “big game” per l'Ucraina

L’incontro tra Putin e il neoletto presidente ucraino Petro Poroshenko è servito ad assumere l’impegno di una ricerca per la soluzione della crisi (Foto: Ria Novosti)

L’incontro tra Putin e il neoletto presidente ucraino Petro Poroshenko è servito ad assumere l’impegno di una ricerca per la soluzione della crisi (Foto: Ria Novosti)

Le celebrazioni in Normandia hanno fornito l’occasione per riunire i leader delle grandi potenze mondiali, separati dal caos delle divergenze politiche e dalla crisi ucraina. Come si evolveranno ora i rapporti tra la Russia e i suoi partner occidentali?

Le celebrazioni che si sono svolte in Normandia per la prima volta dall'inizio della crisi ucraina hanno fornito ai leader dei paesi il pretesto per un incontro di grandi dimensioni in cui avviare il dialogo su una delle questioni attualmente più cruciali in ambito politico

Il “big game” per l’Ucraina prosegue, e l’incontro di Putin con il neoletto presidente ucraino Petro Poroshenko è servito ad assumere l’impegno di una ricerca per la soluzione della crisi. Sono circolate voci su comunicati riguardanti una presunta cessazione del fuoco e una regolamentazione del conflitto per via diplomatica. Tuttavia, esistono altre sfumature interpretative.

La battaglia di Poroshenko per l’Ucraina

Le dichiarazioni in merito a una cessazione del fuoco non significano, com’è ovvio, che le operazioni militari verranno da subito sospese, ma a detta di molti politologi russi e ucraini, fanno ben sperare in una ripresa del dialogo.

Così la presunta dichiarazione di Poroshenko e Putin rispetto a una tregua suona diversa se pronunciata dall’uno o dall’altro leader.

 
Faccia a faccia con Poroshenko

Per Poroshenko l’essenziale è che si sospenda il conflitto nel più breve tempo possibile e che si faccia uscire il paese dalla crisi profonda in cui versa. Poroshenko deve giustificare le attese del Majdan che gli ha dato come scadenza il mese di settembre e dimostrare che con lui al governo verrà dato un impulso allo sviluppo dell’Ucraina. Ciò che sta accadendo nella parte orientale del paese non fa che amplificare la condizione dello Stato ucraino e del ruolo personale del nuovo presidente. Tuttavia, Poroshenko non solo deve risolvere il conflitto nel più breve tempo possibile, ma anche giustificare le sue azioni sulla stampa e agli occhi dei partner stranieri, oltre che conservare l’integrità del paese.

Gli obiettivi della Russia in Ucraina

Come ha spiegato a Rbth Pavel Verkhnjatskij, direttore del Centro di metodologie e strategie operative, per Mosca il conflitto nell’Ucraina Orientale non rappresenterebbe in sostanza che una prosecuzione della campagna di Crimea, solo con l’adozione di altri metodi, il che non sottintende un intervento palese di forze armate regolari.

Il principale obiettivo geopolitico della Russia sarebbe quello di bloccare l’avanzata della Nato verso Est, cosa che Putin ha più volte ribadito. La delusione per le promesse disattese degli anni ’90 sulla non espansione della Nato è impressa tuttora indelebilmente nella memoria dell’élite politica russa.

Quanto poi alla questione dell’imminente integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea, Putin ha rammentato che la Russia non esclude di adottare delle contromisure. E tra queste l’abrogazione dei dazi d’importazione, e, come ha detto il presidente, per l’Ucraina si tratterà di una “prova ardua”. Un’altra contromisura potrebbe essere quella dell’adozione di nuovo regime di soggiorno per i cittadini ucraini in Russia. 

Le relazioni tra Russia e Occidente in futuro

Come ha detto il presidente dell’Istituto di Valutazioni strategiche, Aleksandr Konovalov, i leader dell’Europa Occidentale, e anche quelli delle maggiori corporation europee, si oppongono con ogni mezzo alla stretta imposta dagli Stati Uniti e non vogliono che la crisi ucraina comprometta il normale andamento dei loro affari.

“Le sanzioni dirette contro la ‘cerchia di Putin’ non produrranno danni economici rilevanti e appaiono più che altro simboliche. Sono una dimostrazione della non intenzione dell’Occidente di arrecare colpi distruttivi all’economia russa. La visita del Presidente russo ha dimostrato che l’Europa aspira a incrementare i rapporti bilaterali con la Russia in campo economico. La Francia non ha sospeso la sua fornitura di navi portaelicotteri Mistral e l’Europa da parte sua non ha assunto la stessa posizione rigida degli Stati Uniti”, ha affermato Konovalov.

Konovalov ha anche rilevato che l’America nella questione europea ha un interesse di tipo personale: gli Stati Uniti, grazie al rapido incremento dei volumi di estrazione dello shale gas nel proprio territorio, possono ormai soddisfare il proprio fabbisogno energetico. E in una prospettiva remota “puntare anche al mercato del gas europeo”.

“La visita di Putin in Francia ha mutato il clima dei rapporti con la Russia: dallo scontro rigido si è passati al confronto. L’Occidente è pronto a far ripartire il dialogo, ma solo se sarà sicuro che non interverremo nell’Ucraina Orientale e non creeremo una nuova Crimea. Solo così avremo delle chance di riprendere il dialogo. La ferita inferta alle nostre relazioni è profonda, ma non letale”, ha aggiunto l’esperto.

A intrattenersi più a lungo con Putin è stata Angela Merkel, che più di tutti è apparsa interessata a una ripresa del dialogo con Mosca, valutando che le sanzioni decise a Bruxelles dai leader dei Sette contro la Russia potrebbero colpire duramente l’Unione Europea nel suo complesso e la Germania in particolare. L’incontro tra i due leader è avvenuto a porte chiuse. L’unico testimone presente al colloquio, il consigliere del presidente, Jurij Ushakov, ha poi dichiarato che “la conversazione si è incentrata sostanzialmente sulla ricerca di soluzioni e linee di compromesso, e non sulle divergenze” in merito alla questione ucraina.  

“Lo scopo principale della Russia durante la visita in Francia è stato quello di dimostrare che il paese non si trova in una condizione di isolamento. Col Presidente russo si sono incontrati i leader dei paesi occidentali. L’obiettivo essenziale era proprio questo, e a giudicare dagli incontri che si sono svolti, sembra essere stato conseguito”, ha dichiarato il direttore del Centro di studi politici dell’Università delle Finanze, Pavel Salin.

Konovalov ha ricordato che il mondo dei grandi affari europeo e quello russo sono legati da uno stretto rapporto di reciproca interdipendenza. Perciò non bisogna attendersi  in un futuro ravvicinato un’uscita di Mosca dal mercato europeo e viceversa. Ma una posizione condivisa sulla questione dell’Ucraina la Russia e l’Occidente per il momento non sembrano averla trovata.

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