La stampa russa e l'Ucraina. 11 giugno

La Russia continua a esortare la fine dei combattimenti (Foto: Reuters)

La Russia continua a esortare la fine dei combattimenti (Foto: Reuters)

RBTH continua a pubblicare alcune recensioni tratte dai media nazionali sulla crisi in corso

Il giornale Vedomosti scrive che Petro Poroshenko intende creare un cosiddetto "corridoio umanitario" per evacuare la popolazione civile dalla zona di combattimento nel Donbass. Inoltre, scrive che il governo ha in programma di fornire assistenza ai residenti con mezzi di trasporto, forniture mediche, acqua e cibo. Il Presidente del Parlamento del Soviet supremo dell'autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk, Denis Pushilin, ha dichiarato che le autorità della regione "sono disposte ad accettare il cessate il fuoco e aprire dei corridoi umanitari, ma solo se le autorità ucraine rispetteranno gli accordi presi”.

Il giornale fa notare che la parte russa accoglie con favore la dichiarazione di Poroshenko circa l’istituzione di un corridoio umanitario. La redazione cita le parole del ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, secondo il quale "questo è un passo nella giusta direzione". Tuttavia, Lavrov ritiene che il processo di pace non sia in corso, e i combattimenti si stanno persino intensificando. La chiave per la de-escalation della situazione nell'est dell'Ucraina secondo Lavrov è "la fine delle operazioni militari contro i manifestanti", scrive il giornale. Secondo Vedomosti, Kiev prima di tutto vuole il cessate il fuoco sul lato opposto. La quantità di forze che la leadership Ucraina ha coinvolto nelle sue operazioni e il sostegno che ha ricevuto da ovest, rivelano che "il governo ucraino spera ancora di vincere, quindi la probabilità che si raggiunga una tregua nei prossimi giorni è bassa”. Se gli avversari delle autorità ucraine della regione di Donbass continueranno la resistenza per lungo tempo, scrive Vedomosti, allora le autorità ucraine dovranno porre fine alla loro operazione perché "la credibilità da parte dell’occidente non è senza limiti”.

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Expert parla nel suo articolo della necessità di realizzare un piano strategico per supportare le repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk. La redazione scrive che l’atteggiamento della Russia rispetto alla situazione della regione può essere interpretato come un gesto di buona volontà nei confronti del nuovo Presidente dell'Ucraina Petro Poroshenko. Per la Russia è importante che si stabilizzi la situazione dopo l’acquisizione della Crimea e l'emergere di nuovi focolai di tensione non va certo in questa direzione. "È necessario già da adesso che si instaurino nuove relazioni con Lugansk e Donetsk, sia per quanto riguarda gli aiuti militari e umanitari, sia per quanto riguarda la cooperazione economica e la realizzazione di progetti di integrazione".

La massima priorità, secondo il giornale, è quella di mantenere il supporto esistente alle popolazioni filorusse delle repubbliche e guadagnare la fiducia della parte indecisa della popolazione utilizzando il programma di stabilizzazione economica e di sviluppo congiunto. Expert scrive che la Russia dovrebbe intensificare gli sforzi per consegnare aiuti umanitari alle regioni dell'Ucraina sud-orientale. Questa attività, nota il giornale, dovrebbe rientrare in un quadro politico più ampio. Centrale per il supporto alle Repubbliche di Donetsk e Lugansk sarà l'istituzione di un piano strategico per lo sviluppo delle regioni, e tale questione “deve essere affrontate ora, piuttosto che aspettare l'escalation militare, l'esito dei negoziati diplomatici o la crisi economica a livello nazionale". Inoltre, scrive la redazione, occorre creare urgentemente strutture statali in Donetsk e Luhansk "mirate a garantire una vita tranquilla alle persone e lo sviluppo economico delle repubbliche". Expert osserva inoltre che le regioni di Donetsk e Lugansk possono trarre profitto dalla cooperazione con la Russia, soprattutto nel contesto del movimento persistente di Kiev in Europa."

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Gazeta.ru scrive che nel corso della crisi politica in Ucraina, Dnepropetrovsk inaspettatamente per molti ucraini è diventata la città più patriottica del paese. Dopo un paio di settimane dalla nomina a governatore della regione di Dnepropetrovsk dell’oligarca Igor Kolomoysky, la regione è diventata un baluardo di stabilità e i simboli patriottici per i residenti locali sono diventati quasi un attributo obbligatorio", scrive il giornale. Gazeta.ru parla di un'unità senza precedenti tra gli abitanti di Dnepropetrovsk.

Gli stessi cittadini di Dnepropetrovsk, nota il giornale, dicono che un ruolo decisivo è giocato dalle autorità e dai tifosi di calcio: "I primi incoraggiando le manifestazioni di patriottismo, i secondi cantando le canzoni in lingua Ucraina negli stadi”. Tuttavia, così come a Donetsk è pericoloso per i residenti mostrare posizioni pro-ucraine, sottolinea Gazeta.ru, a Dnepropetrovsk ora è pericoloso dimostrarsi filo-russi. Inoltre, secondo il giornale, l'influenza politica di Dnepropetrovsk nella politica regionale ucraina è cresciuta rapidamente negli ultimi anni.

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