Le basi per un compromesso

Il Presidente russo Vladimir Putin insieme alla cancelliera tedesca Angela Merkel e al neoeletto presidente dell’Ucraina Petro Poroshenko (Foto: AP)

Il Presidente russo Vladimir Putin insieme alla cancelliera tedesca Angela Merkel e al neoeletto presidente dell’Ucraina Petro Poroshenko (Foto: AP)

Negli ultimi incontri internazionali in Normandia è stata ribadita la priorità della comunità internazionale: arrivare, il prima possibile, a una soluzione pacifica della crisi in Ucraina

Alla vigilia delle celebrazioni che si sono svolte in Normandia per il Settantennale dell’operazione che portò all’apertura del secondo fronte contro la Germania nazista, i media hanno parlato di un isolamento della Russia e dell’inizio di una nuova guerra fredda. Ma gli scettici hanno avuto torto. Il 6 giugno a Deauville si sono tenuti degli incontri e dei colloqui informali tra Putin e il neoeletto presidente dell’Ucraina Petro Poroshenko e i leader dei paesi occidentali. Le parti hanno rilasciato delle dichiarazioni sulla necessità di far cessare nel più breve tempo possibile il bagno di sangue in Ucraina Orientale e trovare una soluzione pacifica alla situazione.

Com’era naturale, tutta l’attenzione si è concentrata su Vladimir Putin e Barack Obama. Quando, prima dell’inizio del ricevimento cui hanno presenziato gli ospiti di particolare riguardo, i leader dei 18 paesi presenti alla cerimonia si sono messi in posa per i fotografi, davanti al castello di Bénouville, i presidenti di Russia e Stati Uniti hanno cercato intenzionalmente di evitarsi. Tuttavia, trovandosi all’interno dell’edificio, si sono incontrati vis-à-vis per la prima volta da quando ha avuto inizio la crisi ucraina. Malgrado l’assenza di comunicati pubblici, nella stampa sono filtrate delle curiose dichiarazioni attribuite al presidente russo. A detta del ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, Putin durante il suo colloquio con il presidente François Hollande, avrebbe ammesso di avere una certa influenza sui separatisti. A titolo di esempio, Putin avrebbe parlato del referendum sull’indipendenza nelle regioni di Lugansk e Donetsk, dichiarandosi contrario al suo svolgimento.

A intrattenersi più a lungo con Putin in Normandia è stata Angela Merkel, che più di tutti è apparsa interessata a una ripresa del dialogo con Mosca, valutando le sanzioni decise a Bruxelles dai leader dei Sette contro la Russia, potrebbero colpire duramente l’Unione Europea nel suo complesso e la Germania in particolare. L’incontro tra Putin e Angela Merkel è avvenuto a porte chiuse. L’unico testimone presente al colloquio, il consigliere del presidente Jurij Ushakov, ha poi dichiarato che “la conversazione si è incentrata sostanzialmente sulla ricerca di soluzioni e compromessi, e non sulle divergenze” riguado in merito alla questione ucraina.  

Putin e Poroshenko hanno dialogato insieme

Ecco come lo stesso Putin ha riferito del suo incontro con Poroshenko. A suo avviso, erano stati lo stesso presidente francese e la cancelliera tedesca a richiedere un contatto con il nuovo presidente dell’Ucraina. “Ci siamo seduti a un tavolo e abbiamo discusso per un quarto d’ora, valutando i problemi principali legati alla questione della regolamentazione” ha dichiarato ai giornalisti Putin. Poroshenko ha condiviso il suo piano sulla regolamentazione. “Il suo mi è sembrato un approccio corretto, mi è piaciuto” è stato il commento di Putin su Poroshenko. Le parti coinvolte nelle trattative sull’Ucraina dovrebbero essere, a detta di Putin, non Kiev, né Mosca,  ma gli ucraini  e i rappresentanti della parte sud-orientale del paese. E perché si possa avviare una tregua le nuove autorità di Kiev devono sospendere l’operazione punitiva in corso.

Riguardo alla possibilità di una futura associazione dell’Ucraina con l’Unione Europea, Putin ha ricordato che la Russia non esiterà ad adottare delle contromisure. E tra queste l’abrogazione dei dazi d’importazione, ma per l’Ucraina si tratterà di una prova ardua” ha detto. Un’altra contromisura potrebbe essere quella dell’adozione di nuovo regime per il soggiorno dei cittadini ucraini in Russia. Una questione non meno spinosa per entrambi i paesi, quella dei prezzi del gas, non è stata presa in esame dai due presidenti. “Non escludiamo di poter andar incontro agli ucraini e di sostenerli, nel caso, naturalmente, di un’estinzione dei debiti accumulati” ha detto Putin. “Il rischio di un’insolvenza resta molto alto… Se scopriremo che qualcuno viola i nostri contratti sulle forniture del gas, sospenderemo le forniture, e i volumi presenti sul mercato europeo non saranno sufficienti a coprire il fabbisogno” ha avvertito il presidente russo.

Anche Poroshenko ha coì commentato il suo incontro con Putin: “discutere insieme non è stato semplice, soprattutto quando abbiamo toccato la questione della Crimea” ha detto. Il nuovo leader dell’Ucraina ha espresso un giudizio positivo sull’avvio del dialogo in un momento “di grande tensione”. In particolare, ci si è accordati sull’invio in Ucraina di un rappresentante russo con il quale verranno affrontati i problemi nodali. Il primo contatto tra Putin e Poroshenko è stato accolto negli Stati Uniti come uno “sviluppo positivo” della situazione. I rappresentanti della Casa Bianca hanno anche alluso al fatto che se Mosca dovesse collaborare con il nuovo presidente dell’Ucraina, ciò aprirebbe uno spiraglio per un miglioramento delle relazioni con Washington. 

“Dai risultati degli incontri del presidente Putin in Francia è risultato chiaro che la Russia non intende cambiare la propria posizione sulla crisi ucraina, mostrando serenità e sicurezza nella giustezza delle proprie convinzioni” ha dichiarato a Russia oggi il presidente del Comitato per gli affari internazionali del Consiglio della Federazione Russa, Mikhail Markelov. “Putin ha sottolineato che il presupposto fondamentale per una de-escalation della situazione è la cessazione da parte delle autorità di Kiev delle operazioni antiterroristiche nella parte orientale del paese e l’avvio di un dialogo da parte di Kiev con i rappresentanti di Donetsk e Lugansk”. A detta del senatore, la palla passerebe ora alle autorità ucraine. La questione ancora aperta è se Poroshenko riuscirà a cambiare l’attuale corso della leadership di Kiev. “Rispondere in modo semplice a tale domanda non è per il momento possibile” secondo Markelov “finché Poroshenko non rinuncerà alla retorica aggressiva pre-elettorale”.

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